Domanda. Avrebbe senso produrre idrogeno in grosse quantità via elettrolisi solare e iniettarlo nel sistema di distribuzione del gas?
L’idrogeno è una vacca. Poco potere calorico, più leggero dell’aria, molecola molto piccola. Non è una bella opzione per il gas domestico, ma magari ci sono altri problemi che non conosco, o possiamo ovviare a quelli sopra?
Certo, se avessimo avuto delle avvisaglie che putin avesse queste mire noi europei avremmo evitato di aumentare la dipendenza da combustibili fossili chiudendo fonti di energia pulita come il nucleare, ma dopotutto non dobbiamo ridurre le emissioni di CO2 e non è che putin vada in giro dal 2008 a invadere i paesi circostanti
Per come la vedo io è solo un tentativo fallimentare di placare la speculazione in borsa sui diversi indici energetici.
Il danno è fatto, pagheremo molto care le conseguenze.
Si deve iniziare da ora con ordini massicci alla Cina di pannelli fotovoltaici ed in contemporanea si riapre tutto il possibile dal nucleare al carbone.
Non ci sono alternative.
Lavoro nel settore energetico e rimango sbalordito dalle contraddizioni dei politici che decidono queste cose. Vogliono rendere l’Europa indipendente dal gas petrolio e carbone puntando fortemente, tra le altre cose, sull’eolico e solare e sull’espansione della rete elettrica quando allo stesso tempo stanno facendo di tutto per proibire l’uso del piombo che al momento è l’unica soluzione impermeabile affidabile per cavi sottomarini ad alto voltaggio. Senza cavi te ne fai poco di parchi eolici o solari.
>Per quanto riguarda le abitudini della popolazione, l’abbassamento di 1° C dei termostati potrebbe far risparmiare 10 bcm di gas nel 2022; ed entro il 2030 sostituire 30 milioni di caldaie con pompe di calore potrebbe condurre a un risparmio di 35 bcm.
È già la terza o quarta volta in un paio di giorni che sento che andrebbe abbassato il termostato di 1°c. Ok bene, ma a quanto dovremmo arrivare per essere in linea con i piani? Capisco che i consumi del riscaldamento dipendano direttamente dal grado di isolamento termico dell’immobile ma vorrei capire se orientativamente sono già dentro quello che l’Europa si apetta da noi oppure se dovrei stringere.
Fornire dei valori aiuterebbe, imho.
Quindi si parla di unione anche sul piano energetico?
Non tutti gli stati sono dipendenti dal gas e petrolio russo in egual misura
Il tizio che ha dato il nome al progetto: “*I’m gonna do a pro-gamer move*”.
Ah beh, allora problema risolto: se c’è una cosa in cui la UE eccelle è quella di agire rapidamente e su scala in maniera compatta. /s
la soluzione é sempre stata l’energia nucleare. bisognava guardare i dati delle emmissioni co2 invece di ascoltare gli attivisti
2011: no al nucleare! Sì all’amore!
2022: nuooo come sarebbe che siamo dipendenti dal gas russo nuooo
Ahahahah.. e io vorrei essere John Holmes.
Notizia da accogliere con un pizzico di diffidenza. Non bastando agitare lo spettro dell’emergenza climatica, hanno trovato la comoda scusa in Putin (col sottinteso che in futuro sarà impossibile litigare con altri).
Abbiamo due ordini di problemi.
Il primo è che petrolio, carbone e gas possono essere usati in ogni momento. Quando ti serve energia li usi. Quando non ti serve, li conservi. La quantità di energia che ti possono dare è proporzionale alla quantità di stoccaggio e di rifornimento. Per di più sono tecnologie conosciutissime da tutti i paesi incluso il nostro. E sono tecnologie mature, che oggi inquinano meno di dieci anni fa e molto meno di venti-trent’anni fa.
Eolico e solare dipendono invece da fattori ambientali. Una nevicata che ti copre i pannelli. Il vento a velocità insufficiente (o peggio, eccessiva). Non puoi stoccare energia, se non a grossi costi e solo per piccole quantità (e le batterie hanno una vita limitata, sono un problema da smaltire). Sono tecnologie complesse di cui non abbiamo grande know-how (non potete nemmeno immaginare la quantità di metalli rari necessari a realizzare una pala eolica… e le assurde procedure per il suo smaltimento).
Del nucleare già si è parlato troppo: conveniente finché non cominci a pensare a dove stoccare gli esausti (“NIMBY”) e a dove comprare la materia prima. Così come per idroelettrico e geotermico: si dice sempre che le occasioni commercialmente sfruttabili sono già state sfruttate tutte.
Il secondo problema è il classico “bisognava pensarci prima”. Chi fa sproloqui sulle energie alternative dimentica che dal momento in cui lancia il proclama al momento in cui la nuova installazione fornisce energia a pieno regime passano *come minimo* molti anni (e in Italia ne passano ancora di più per le varie inefficienze burocratiche, gli appalti infiniti, e i campanilismi tipo no-TAV).
Gli incentivi sul solare degli scorsi anni c’erano stati non per motivi “green” ma perché allo Stato costavano meno che pagare le multe “green” all’UE. Hanno avuto come principale effetto collaterale quello di far schizzare in alto i costi degli impianti solari, costi che hanno cominciato a scendere dopo la fine dei principali incentivi. Non hanno creato una cultura dell’autoproduzione di energia, anche perché il gestore – con mentalità tipicamente bottegaia – non è troppo propenso a ripagare energia autoprodotta se non come voucher su quella consumata in futuro. Provate a informarvi su quali sono le dimensioni minime di una solar farm per vendere legalmente energia, e quali sono i vincoli che vi vengono posti per accettare il progetto.
Dobbiamo poi ricordare che gli italiani sono già abituati a fare economia di energia. Esempio: i contatori da tre kilowatt (poter alzare a 4,5-6-15 è una novità di questi ultimi anni), o il costo di energia e carburanti storicamente sempre piuttosto alto rispetto agli altri paesi (e da decenni la pubblicità delle auto non manca mai di battere sul tasto del basso consumo di carburante).
Magari qualcuno poteva dire alla signora Von Der Leyen che una missione diplomatica in Ucraina e Russia tra dicembre e gennaio avrebbe evitato il problema del “gas russo”… e anche di combattimenti e morti. Ma a quanto pare a Bruxelles non primeggiano per scaltrezza politica.
Se ci sono esperti del settore avrei alcune domande da porre:
Qualcuno propone di creare impianti eolici e solari sovradimensionando la capacità in modo da poter soddisfare il fabbisogno invernale, e utilizzando l’enorme eccesso che risulterebbe in estate per attività che richiedono molta energia oppure semplicemente “scartando” l’energia in eccesso che non è possibile immettere nella rete. Le domande sono:
1. È effettivamente possibile creare in Italia abbastanza solare ed eolico da soddisfare il fabbisogno invernale?
2. Qualora fosse possibile, è ingegneristicamente ed economicamente sensato, considerando l’emergenza corrente e quelle climatiche future?
3. è effettivamente possibile “scartare” l’eventuale energia in eccesso o avere pale eoliche e pannelli che producono “a vuoto” può danneggiarli?
4. Si potrebbe usare l’energia elettrica in eccesso per operare degli impianti di desalinizzazione dell’acqua? Sono siciliano, sto pensando sia alla siccità perenne nella mia regione sia a tutte le isole minori che dipendono dall’acqua dolce trasportata via nave e che magari potrebbero prodursene una parte in loco.
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Domanda. Avrebbe senso produrre idrogeno in grosse quantità via elettrolisi solare e iniettarlo nel sistema di distribuzione del gas?
L’idrogeno è una vacca. Poco potere calorico, più leggero dell’aria, molecola molto piccola. Non è una bella opzione per il gas domestico, ma magari ci sono altri problemi che non conosco, o possiamo ovviare a quelli sopra?
Certo, se avessimo avuto delle avvisaglie che putin avesse queste mire noi europei avremmo evitato di aumentare la dipendenza da combustibili fossili chiudendo fonti di energia pulita come il nucleare, ma dopotutto non dobbiamo ridurre le emissioni di CO2 e non è che putin vada in giro dal 2008 a invadere i paesi circostanti
Per come la vedo io è solo un tentativo fallimentare di placare la speculazione in borsa sui diversi indici energetici.
Il danno è fatto, pagheremo molto care le conseguenze.
Si deve iniziare da ora con ordini massicci alla Cina di pannelli fotovoltaici ed in contemporanea si riapre tutto il possibile dal nucleare al carbone.
Non ci sono alternative.
Lavoro nel settore energetico e rimango sbalordito dalle contraddizioni dei politici che decidono queste cose. Vogliono rendere l’Europa indipendente dal gas petrolio e carbone puntando fortemente, tra le altre cose, sull’eolico e solare e sull’espansione della rete elettrica quando allo stesso tempo stanno facendo di tutto per proibire l’uso del piombo che al momento è l’unica soluzione impermeabile affidabile per cavi sottomarini ad alto voltaggio. Senza cavi te ne fai poco di parchi eolici o solari.
>Per quanto riguarda le abitudini della popolazione, l’abbassamento di 1° C dei termostati potrebbe far risparmiare 10 bcm di gas nel 2022; ed entro il 2030 sostituire 30 milioni di caldaie con pompe di calore potrebbe condurre a un risparmio di 35 bcm.
È già la terza o quarta volta in un paio di giorni che sento che andrebbe abbassato il termostato di 1°c. Ok bene, ma a quanto dovremmo arrivare per essere in linea con i piani? Capisco che i consumi del riscaldamento dipendano direttamente dal grado di isolamento termico dell’immobile ma vorrei capire se orientativamente sono già dentro quello che l’Europa si apetta da noi oppure se dovrei stringere.
Fornire dei valori aiuterebbe, imho.
Quindi si parla di unione anche sul piano energetico?
Non tutti gli stati sono dipendenti dal gas e petrolio russo in egual misura
Il tizio che ha dato il nome al progetto: “*I’m gonna do a pro-gamer move*”.
Ah beh, allora problema risolto: se c’è una cosa in cui la UE eccelle è quella di agire rapidamente e su scala in maniera compatta. /s
la soluzione é sempre stata l’energia nucleare. bisognava guardare i dati delle emmissioni co2 invece di ascoltare gli attivisti
2011: no al nucleare! Sì all’amore!
2022: nuooo come sarebbe che siamo dipendenti dal gas russo nuooo
Ahahahah.. e io vorrei essere John Holmes.
Notizia da accogliere con un pizzico di diffidenza. Non bastando agitare lo spettro dell’emergenza climatica, hanno trovato la comoda scusa in Putin (col sottinteso che in futuro sarà impossibile litigare con altri).
Abbiamo due ordini di problemi.
Il primo è che petrolio, carbone e gas possono essere usati in ogni momento. Quando ti serve energia li usi. Quando non ti serve, li conservi. La quantità di energia che ti possono dare è proporzionale alla quantità di stoccaggio e di rifornimento. Per di più sono tecnologie conosciutissime da tutti i paesi incluso il nostro. E sono tecnologie mature, che oggi inquinano meno di dieci anni fa e molto meno di venti-trent’anni fa.
Eolico e solare dipendono invece da fattori ambientali. Una nevicata che ti copre i pannelli. Il vento a velocità insufficiente (o peggio, eccessiva). Non puoi stoccare energia, se non a grossi costi e solo per piccole quantità (e le batterie hanno una vita limitata, sono un problema da smaltire). Sono tecnologie complesse di cui non abbiamo grande know-how (non potete nemmeno immaginare la quantità di metalli rari necessari a realizzare una pala eolica… e le assurde procedure per il suo smaltimento).
Del nucleare già si è parlato troppo: conveniente finché non cominci a pensare a dove stoccare gli esausti (“NIMBY”) e a dove comprare la materia prima. Così come per idroelettrico e geotermico: si dice sempre che le occasioni commercialmente sfruttabili sono già state sfruttate tutte.
Il secondo problema è il classico “bisognava pensarci prima”. Chi fa sproloqui sulle energie alternative dimentica che dal momento in cui lancia il proclama al momento in cui la nuova installazione fornisce energia a pieno regime passano *come minimo* molti anni (e in Italia ne passano ancora di più per le varie inefficienze burocratiche, gli appalti infiniti, e i campanilismi tipo no-TAV).
Gli incentivi sul solare degli scorsi anni c’erano stati non per motivi “green” ma perché allo Stato costavano meno che pagare le multe “green” all’UE. Hanno avuto come principale effetto collaterale quello di far schizzare in alto i costi degli impianti solari, costi che hanno cominciato a scendere dopo la fine dei principali incentivi. Non hanno creato una cultura dell’autoproduzione di energia, anche perché il gestore – con mentalità tipicamente bottegaia – non è troppo propenso a ripagare energia autoprodotta se non come voucher su quella consumata in futuro. Provate a informarvi su quali sono le dimensioni minime di una solar farm per vendere legalmente energia, e quali sono i vincoli che vi vengono posti per accettare il progetto.
Dobbiamo poi ricordare che gli italiani sono già abituati a fare economia di energia. Esempio: i contatori da tre kilowatt (poter alzare a 4,5-6-15 è una novità di questi ultimi anni), o il costo di energia e carburanti storicamente sempre piuttosto alto rispetto agli altri paesi (e da decenni la pubblicità delle auto non manca mai di battere sul tasto del basso consumo di carburante).
Magari qualcuno poteva dire alla signora Von Der Leyen che una missione diplomatica in Ucraina e Russia tra dicembre e gennaio avrebbe evitato il problema del “gas russo”… e anche di combattimenti e morti. Ma a quanto pare a Bruxelles non primeggiano per scaltrezza politica.
Se ci sono esperti del settore avrei alcune domande da porre:
Qualcuno propone di creare impianti eolici e solari sovradimensionando la capacità in modo da poter soddisfare il fabbisogno invernale, e utilizzando l’enorme eccesso che risulterebbe in estate per attività che richiedono molta energia oppure semplicemente “scartando” l’energia in eccesso che non è possibile immettere nella rete. Le domande sono:
1. È effettivamente possibile creare in Italia abbastanza solare ed eolico da soddisfare il fabbisogno invernale?
2. Qualora fosse possibile, è ingegneristicamente ed economicamente sensato, considerando l’emergenza corrente e quelle climatiche future?
3. è effettivamente possibile “scartare” l’eventuale energia in eccesso o avere pale eoliche e pannelli che producono “a vuoto” può danneggiarli?
4. Si potrebbe usare l’energia elettrica in eccesso per operare degli impianti di desalinizzazione dell’acqua? Sono siciliano, sto pensando sia alla siccità perenne nella mia regione sia a tutte le isole minori che dipendono dall’acqua dolce trasportata via nave e che magari potrebbero prodursene una parte in loco.
Nucleare. Nucleare. Nucleare