"Dunkelflaute" è la parola che usano i tedeschi per dire "calma oscura" e per riferirsi a periodi di tempo in cui poca o nessuna energia è prodotta tramite eolico o solare. A dicembre, ormai concluso, è successo questo.

Il 12 dicembre in Norvegia i prezzi dell'energia sono andati a 20 volte i valori normali. Nel sud della Svezia i prezzi erano 190 volte superiori a quelli del nord del paese per via delle connessioni elettriche di scambio verso la Germania. (https://www.google.com/amp/s/amp.dw.com/en/combating-high-energy-prices-in-the-eu-though-more-coordination/a-71094111)
Nei Paesi Bassi bassi i prezzi sono stati 8 volte i prezzi medi di decembre 2023 ed avendo il paese il maggior numero di contratti dinamici, in cui paghi la tariffa spot, gli olandesi si sono presi l'aumento in faccia direttamente senza tutele.
In spagna sia eolico che solare hanno segnato un 8% di produzione rispetto a dicembre 2023 e hanno dovuto scegliere se illuminare le case o mandare avanti le industrie: hanno scelto le case.
In Germania a dicembre 2023 solare più eolico facevano il 43% della produzione tedesca e i verdi cantavano vittoria. A dicembre 2024 la produzione è stata del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023: i prezzi sono impazziti, i verdi non si sentono e le fabbriche piangono.

by LorenzoAllievi

15 comments
  1. Si può dire che questi periodi non sono abituali e posso essere d’accordo. Ma ci sono, è la famosa intermittenza delle rinnovabili non modulabili, possono durare anche un mese come quest’anno e sono imprevisti. E quando accadono ci tocca fare 2 cose: bruciare più gas e carbone e staccare l’elettricità alle industrie.

    Per il primo punto basta controllare anche oggi elettricity map e vi accorgerete che in Europa eolico e solare sono ai minimi sulla potenza installata, mentre il nucleare va a tutta potenza ovunque tranne che in Francia, e si compensa con carbone e gas.

    Il secondo punto invece significa distruggere l’economia europea dato che stiamo condannando l’industria, quando va bene, ad avere i prezzi dell’energia molto più alti di Usa e Cina e, quando va male, a chiudere direttamente le fabbriche perché non c’è energia o non conviene produrre. E ricordiamoci che l’economia la fa l’industria, non il turismo per quanto piaccia questo mantra.

    Poi non lamentiamoci se le fabbriche producono altrove, fanno prodotti che costano una cifra rispetto alla concorrenza, licenziano perché non vendono.
    Vedasi il caso Germania in cui ci sarà da piangere per i prossimi anni e non mi sorprenderebbe se con il nuovo governo di destra/centrodestra che salirà a febbraio si parlerà di riattivare le centrali nucleari.

    Sappiamo già dove si andrà a parare in questa discussione.
    E sì, si può dire anche che la costruzione di centrali nucleari sia lunga e costosa.
    Ma se l’alternativa è bruciare gas o carbone, inquinanti e che non abbiamo ed entrambi questi due fattori sono molto diversi e più favorevoli per il combustibile nucleare, mentre chiudiamo le industrie per metterci come vaso di coccio tra i due di ferro, e perdere quindi molto di più di quanto ci costerebbe un piano nucleare, beh allora io se fossi contrario un bel ragionamento e due conti li farei alle luce dei continui dati oggettivi ed esperienze che abbiamo sul tavolo.

    Nel mentre c’è una certa politica nostrana che continua a ripetere che si può fare il 100% green con solare ed eolico senza nucleare e che se ne sta ben zitta davanti a certe notizie.

  2. Oh no, chi avrebbe mai detto che affidarsi ai capricci del meteo e al ciclo giorno/notte per produrre energia in un mondo che l’energia la usa 24/7 fosse una cattiva idea

  3. ahhh i dati, quella cosa così facile da manipolare :p

  4. Ma da quando scenarieconomici, il sito di euroscettici dove Paolo Savona pubblicava il suo piano per l’uscita nottetempo dall’euro, è ritenuta una fonte affidabile?

  5. Quando si parla di elettricità con i tedeschi c’è un livello di negazione della realtà paragonabile solo agli americani davanti alle sparatorie nelle scuole, buona fortuna a far capire che c’è un problema di fondo. L’unica speranza è che Norvegia e Svezia smettano di parare il culo alla Germania in inverno, solo a quel punto la batosta sarà tale da svegliarli. *Forse*

  6. Poi ci si chiede perché Afd sale nei sondaggi quando ci sono simili pagliacci al governo

  7. Avendo vissuto in Germania per anni, conosco il livello di ipocrisia dei Verdi in Germania. Ti rompono i coglioni se prendi l’aereo per andare in vacanza e nel frattempo le fabbriche vanno a carbone perché sono contro il nucleare. Mi ricorda i verdi nostrani negli anni ‘80. Ringraziamoli per la situazione medioevale nella quale ci troviamo

  8. Usare solo eolico, solare e idroelettrico é un errore. Servono anche altre fonti più sono presenti meglio é. Il nucleare é una valida opzione anche se più costosa delle prime tre citate. Risulta utile proprio in questi periodi di tempo avere una fonte di energia sempre disponibile come il nucleare

  9. ecco l’ennesimo post politico per elogiare le fonti fossili o un ipotetico nucleare che salverà tutti. 
    è abbastanza ovvio che siamo ancora in fase di transizione, che l’attuale produzione di eolico e solare non sia sufficiente per il fabbisogno.

    Abbiamo anche i dati che dimostrano che in condizioni normali, x almeno metà dell’anno gran parte delle nazioni europee possono andare solamente di eolico e solare e in estate i prezzi sono in negativo, si tratta quindi di aumentare la produzione e le capacità di stoccaggio; un problema puramente politico perché lato tecnico e ingegneristico le soluzioni le abbiamo e sappiamo funzionano.

    l’Italia continua a disincentivare solare e eolico: il paese che in questo momento potrebbe rivendere energia alla germania continua la sua strada attaccandosi al gas nonostante sia chiaro che questo non è il futuro, e svia qualsiasi discussione puntando il dito su tutti quei cattivi ignoranti che non vogliono la centrale nucleare e incolpandoli di tutto .

  10. ah certo le fabbriche, quelle cose che piacciono a tutti e non creano mai problemi

  11. Nei commenti nessuno conosce la geopolitica, sulle rinnovabili si è scelto di investire non per questioni ambientali ma per diversificare le fonti e energetiche. Gli investimenti furono fatti dal centrodestra perché la Germania a parte un po’ di carbone non ha alcuna riserva energetica, però ha un apparato industriale tra i più sviluppati al mondo. La diversificazione è alla base dell’approvvigionamento energetico, per questo gli USA stanno distruggendo il proprio territorio con il fracking (illegale in Europa) oppure perché la Cina investe tantissimo in energia rinnovabile, perché legarsi a un produttore esterno è una scelta suicida vedasi con il gas russo.

  12. Quindi siamo qui a parlare di strategie energetiche, che ovviamente sono basate su decenni, facendo riferimento ad un singolo giorno o mese (manco terminato) ?

    In Svezia perlomeno, quel picco non è manco durato un giorno, ma in una fascia oraria serale dalle 17 alle 18 tipo.

    Bell’esempio di cherrypicking, davvero.

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