Imprese comprate dai lavoratori: dall’acciaio alla ceramica, 85 aziende fallite rilevate dai lavoratori e trasformate in cooperative

12 comments
  1. Belle le storie e belli gli incentivi, ma non basta. Non vanno solo incentivati i lavoratori che investono e ripartono, ma vanno puniti duramente gli imprenditori incompetenti o che se ne vanno.

  2. meglio provare che restare a spasso, perchè per quanto si possano dire cazzate su quanto è bello cambiare lavoro (dai tempi di monti e compagnia cantante) in realtà se fai per 10-15 anni un lavoro è quasi impossibile cambiare.

    Quindi o ti trasferisci (e la famiglia?) o appunto ci provi.

  3. Penso che dovrebbero esserci più cooperative e meno padroni lul.
    Le coperative che conosco stanno andando alla grande!

  4. Molto meglio che i lavoratori di un’azienda se la comprino quando arriva il momento giusto, che lasciare che il padrone di turno la venda a qualche *nouveau riche* cinese o russo (o anche peggio, americano) che con lo statuto dei lavoratori ci si pulisce il culo.

    Adesso i lavoratori comprano piccole aziende, magari in futuro riusciranno a comprarsi lo Stato italiano nella sua interezza, senza alcun bisogno di rivoluzioni, proteste o sommosse. Magari. XD

  5. Molto biased e molto rischioso.

    Poi in Italia quando le cose vanno male dobbiamo pagare tutti noi perché gente senza esperienza crede di poter gestire un’impresa.

    In ogni caso, nessuno glielo vieta, se vogliono mettere a rischio i propri risparmi è un loro diritto.

    Basta non romanzare il tutto come fosse una soluzione ai problemi dell’Italia.

  6. Le cooperative sono ottime, solo che quando vengono prese in mano da un individuo che vuole farsi imprenditore, senza sale in zucca, le cose possono degenerare molto velocemente. Peggio quando diventano una specie di ibrido oligarchico.

  7. Un’altra dimostrazione di come la figura dell’impreditore sia totalmente superflua nel mondo moderno. I lavoratori uniti possono raggiungere risultati incredibili.

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