Crisi energetica e speculazioni: un passato che ritorna

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rassicura sullo stoccaggio: l’Italia dispone dell’80% delle riserve necessarie per superare l’inverno. Nonostante ciò, la volatilità dei prezzi continua a creare incertezza. Dopo il conflitto tra Ucraina e Russia, l’impennata dei costi nel 2022 aveva portato tariffe triplicate e difficoltà economiche diffuse, un contesto che rischia di ripetersi con l’aumento del prezzo del gas, già sopra i 50 euro a megawattora.

Le previsioni per il 2025 non sono incoraggianti. Secondo Goldman Sachs, temperature rigide potrebbero spingere il costo del gas tra i 63 e gli 84 euro a megawattora. Per frenare la speculazione, il governo italiano propone un tetto europeo ai prezzi, tra i 50 e i 60 euro. Nonostante le rassicurazioni sulla quantità disponibile, il problema dei rincari resta una priorità.

Un Sud protagonista, ma con limiti strutturali

Il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, sottolinea il potenziale inespresso del Sud Italia: il territorio copre già oltre la metà della domanda nazionale di gas, ma servono nuovi rigassificatori e maggiore produzione interna per diventare un vero hub energetico. La dipendenza dalle importazioni e l’assenza di infrastrutture adeguate limitano le possibilità di garantire stabilità energetica.

Secondo Tabarelli, sfruttare appieno le risorse del Sud potrebbe ridurre la vulnerabilità italiana alle crisi internazionali. Questo includerebbe l’integrazione di fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico, oltre a tecnologie avanzate come il nucleare di nuova generazione, sebbene questi progetti richiedano decenni per essere operativi.

Le bollette: una sfida continua

A dicembre 2024, il costo del gas per i clienti del mercato tutelato è aumentato del 2,5%, ma gli analisti prevedono ulteriori rincari. Un incremento del 30% rispetto al 2023 potrebbe diventare realtà, aggravando i bilanci delle famiglie e delle imprese. Anche se parte degli aumenti è già stata assorbita, il rischio di nuove speculazioni rende indispensabili misure di contenimento.

Il ministro Pichetto ribadisce che la soluzione passa da una diversificazione delle fonti energetiche. L’obiettivo è creare un mix equilibrato che includa energie rinnovabili, idroelettrico, geotermico e gas naturale, evitando dipendenze unilaterali e preparandosi al raddoppio della domanda elettrica nei prossimi vent’anni.