di
Giovanni Caprara
La navicella è andata persa. Tutto da programma, invece, per il razzo «Super Heavy»: dopo il lancio è rientrato correttamente, riagganciandosi alla torre di lancio
Il settimo lancio dell’astronave Starship di Elon Musk doveva rappresentare una svolta per avvicinarsi rapidamente al veicolo che sbarcherà sulla Luna con gli astronauti. Invece è scoppiata nel cielo di Boca Chica, nel sud del Texas, da dove era partita alle 23.37 ora italiana. Formata da due stadi, il primo, il Super Heavy, ha funzionato molto bene per due minuti e mezzo. Poi si staccava e rientrava con un eccezionale abbraccio della torre da cui era partito come si era verificato nel quinto lancio dell’autunno scorso.
Intanto l’astronave vera e propria Starship aveva acceso i sei propulsori a metano e iniziato il viaggio lungo una traiettoria che l’avrebbe portata verso un ammaraggio dolce nell’Oceano Indiano dopo 66 minuti. Invece dopo qualche minuto i suoi motori non hanno più trasmesso più segnali di funzionamento e l’immagine di un’esplosione ha segnato il cielo. La causa per il momento rimane misteriosa. Di certo si tratta di un fallimento pesante che produrrà effetti significativi.
L’astronave Starship di questo volo rappresentava un nuovo modello quasi uguale a quello definitivo che dovrà volare verso la Luna. Rispetto al primo utilizzato nelle precedenti sei missioni di prova era stata allungata fino a 123 metri come un palazzo di 40 piani, aumentando anche la riserva di propellente. Inoltre gli ingegneri erano intervenuti installando un computer di guida più potente, migliorato il sistema di protezione termica per proteggerla durante il rientro, montate trenta telecamere per scrutare il comportamento dei punti critici della struttura in parte modificata, soprattutto nella sistemazione delle alette anteriori.
In aggiunta durante il volo doveva pure simulare l’eiezione dal suo corpo cilindrico di una decina di simulacri del nuovo tipo di satelliti Starlink che dovrebbe lanciare in futuro. Quindi, con la sua sigla S33, avrebbe consentito un balzo verso l’astronave definitiva.
Invece tutto si è tradotto in un grave fallimento. Questo avrà ripercussioni proprio nell’ambito del programma Artemis della Nasa per tornare sulla Luna. L’anno prossimo ci sarà in primavera la prima circumnavigazione del nostro satellite naturale e poi l’anno successivo, nel 2027, la Nasa prevedeva lo sbarco di un equipaggio proprio con Starship.
Ma prima ancora sempre Starship deve dimostrare un allunaggio senza uomini a bordo. Una strada ancora lunga. A questo punto soltanto dalla registrazione dei dati trasmessi si potrà capire cosa è accaduto e se le cause sono facilmente superabili.
In un post su X Jeff Bezos, reduce dal successo del primo volo del suo nuovo razzo New Glenn, aveva inviato un augurio al concorrente scrivendo «Buona fortuna oggi @elonmusk e a tutto il team di SpaceX». Purtroppo non è servito.