Visto che l’argomento mi interessa particolarmente, posto questo articolo, a mio parere fatto abbastanza bene, che parla di alcuni dei settori considerati “hard to decarbonize”, visto che a differenza ad esempio dei trasporti a breve/medio raggio e del riscaldamento domestico, ad oggi non esistono tecnologie mature e applicate su larga scala per la decarbonizzazione di queste produzioni, anche se ovviamente ci si sta lavorando e alcune strade sembrano promettenti.
E niente, spero che basti come introduzione, se vi interessa sapere di più mettete il ditino sul link e usate 5 minuti per imparare qualcosa che ci riguarda tutti.
Se vi interessa approfondire, è spiegato bene anche nel libro di Bill Gates “Clima. Come evitare un disastro. Le soluzioni di oggi, le sfide di domani”.
Certo è un 20 percento che ad ora non si può cambiare più di tanto, ma infatti chi sostiene che si possa arrivare a zero Co2 facendo la vita sostenibile, mangiando vegano, usando la bici e comprando usato è un po’ come se credesse a babbo natale.
Il fatto è che in teoria già ora si potrebbe avere:
– Una dieta 95% vegana non rinunciando alle tradizioni ma andando a ridurre drasticamente tutti i cibi animali, convertendo le zone di produzione di cibo per le bestie a coltivazioni (magari di legna per catturare co2).
E questo ridurebbe (senza di fatto cambiare gli stili di vita di qualche punto percentuale la co2 emessa diciamo almeno un 5%.
– Usare nucleare come baseload di ogni nazione assieme alle rinnovabili, anche questo ridurrebbe le emissioni di un altro 5-10% del complessivo
-Potenziare enormamente il trasporto su rotaia, ad oggi il 10% circa di chi viaggia usa il treno, abbiamo treni con velocità massime di 360-400 km/h che fanno uja velocità media di 160. In giappone una tratta simile con treni simili viene percorsa a 220km di vel media.
Elettrificazione anche del privato, questo ridurebbe di almeno un altro 5.
Ecco qui un 20 percento fattibilissimo su cui si dovrebbe lavorare da ora usando tecnologie che già sono sul mercato, senza cambiare la vita di nessuno. Questo poi se innescasse un circolo virtuoso potrebbe incentivare uso di fonti rinnovabili su larga scala e roba molto ecologica come in treni e da questo 20 percento si arriverebbe al un 40 o più in vari anni.
Non ha senso di preoccuparsi di cose che attualmente non hanno un’alternativa se non su carta.
Tanto finirà come l’isola di Pasqua. Inutile far finta che non sia così.
Forse. Viste le dimensioni del pianeta , l’umanità in qualche modo sopravviverà.
Non dipende dal singolo, a meno di una presa di coscienza collettiva estrema, poter cambiare le cose .
Facciamocene una ragione.
Ma siamo veramente sorpresi che il CEMENTO, il cemento con cui si costruiscono quelle oscene torri residenziali o quegli insostenibili grattacieli che stanno riempiendo ogni città del mondo è un problema per il cambiamento climatico? LOL pensavo che 50 piani dì uffici arredati, climatizzati e illuminati 24/7 fossero una manna dal cielo
per fare un singolo paio di jeans ci vogliono più di 6800 LITRI d’acqua
il mercato dei prodotti di bellezza inquina più di ogni altra cosa
Produrre l’acciaio per elettrolisi mi sembra interessante ma è un po’ come spostare il problema a monte, perché comunque l’energia elettrica la si deve produrre e penso che ce ne voglia molta.
Comunque è certamente meglio di continuare a produrre acciaio come si produce adesso.
Sarebbe interessante sapere se questo sistema di produzione produce gli stessi effetti nocivi (diossine e scarti simili) della metodologia vecchia.
La decarbonizzazione dell’economia deve procedere cogliendo i frutti piú bassi. Se é piú facile intervenire sui trasporti e la produzione di energia elettrica o altro, allora é inutile preoccuparsi del 20% di emissioni dovuto a questi materiali prima di avere affrontato l’x0% piú facile.
Mi raccomando: continuate a cambiare macchina ogni 10 anni perché esce la nuova normativa euro X e con la vecchia ancora perfettamente funzionante non potete più circolare, che è sicuramente una scelta ecologica.
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Visto che l’argomento mi interessa particolarmente, posto questo articolo, a mio parere fatto abbastanza bene, che parla di alcuni dei settori considerati “hard to decarbonize”, visto che a differenza ad esempio dei trasporti a breve/medio raggio e del riscaldamento domestico, ad oggi non esistono tecnologie mature e applicate su larga scala per la decarbonizzazione di queste produzioni, anche se ovviamente ci si sta lavorando e alcune strade sembrano promettenti.
E niente, spero che basti come introduzione, se vi interessa sapere di più mettete il ditino sul link e usate 5 minuti per imparare qualcosa che ci riguarda tutti.
In realtà se ne parla anche in questo [video](https://youtu.be/yiw6_JakZFc) molto famoso di Kurzgesagt.
Se vi interessa approfondire, è spiegato bene anche nel libro di Bill Gates “Clima. Come evitare un disastro. Le soluzioni di oggi, le sfide di domani”.
Certo è un 20 percento che ad ora non si può cambiare più di tanto, ma infatti chi sostiene che si possa arrivare a zero Co2 facendo la vita sostenibile, mangiando vegano, usando la bici e comprando usato è un po’ come se credesse a babbo natale.
Il fatto è che in teoria già ora si potrebbe avere:
– Una dieta 95% vegana non rinunciando alle tradizioni ma andando a ridurre drasticamente tutti i cibi animali, convertendo le zone di produzione di cibo per le bestie a coltivazioni (magari di legna per catturare co2).
E questo ridurebbe (senza di fatto cambiare gli stili di vita di qualche punto percentuale la co2 emessa diciamo almeno un 5%.
– Usare nucleare come baseload di ogni nazione assieme alle rinnovabili, anche questo ridurrebbe le emissioni di un altro 5-10% del complessivo
-Potenziare enormamente il trasporto su rotaia, ad oggi il 10% circa di chi viaggia usa il treno, abbiamo treni con velocità massime di 360-400 km/h che fanno uja velocità media di 160. In giappone una tratta simile con treni simili viene percorsa a 220km di vel media.
Elettrificazione anche del privato, questo ridurebbe di almeno un altro 5.
Ecco qui un 20 percento fattibilissimo su cui si dovrebbe lavorare da ora usando tecnologie che già sono sul mercato, senza cambiare la vita di nessuno. Questo poi se innescasse un circolo virtuoso potrebbe incentivare uso di fonti rinnovabili su larga scala e roba molto ecologica come in treni e da questo 20 percento si arriverebbe al un 40 o più in vari anni.
Non ha senso di preoccuparsi di cose che attualmente non hanno un’alternativa se non su carta.
Tanto finirà come l’isola di Pasqua. Inutile far finta che non sia così.
Forse. Viste le dimensioni del pianeta , l’umanità in qualche modo sopravviverà.
Non dipende dal singolo, a meno di una presa di coscienza collettiva estrema, poter cambiare le cose .
Facciamocene una ragione.
Ma siamo veramente sorpresi che il CEMENTO, il cemento con cui si costruiscono quelle oscene torri residenziali o quegli insostenibili grattacieli che stanno riempiendo ogni città del mondo è un problema per il cambiamento climatico? LOL pensavo che 50 piani dì uffici arredati, climatizzati e illuminati 24/7 fossero una manna dal cielo
per fare un singolo paio di jeans ci vogliono più di 6800 LITRI d’acqua
il mercato dei prodotti di bellezza inquina più di ogni altra cosa
Produrre l’acciaio per elettrolisi mi sembra interessante ma è un po’ come spostare il problema a monte, perché comunque l’energia elettrica la si deve produrre e penso che ce ne voglia molta.
Comunque è certamente meglio di continuare a produrre acciaio come si produce adesso.
Sarebbe interessante sapere se questo sistema di produzione produce gli stessi effetti nocivi (diossine e scarti simili) della metodologia vecchia.
La decarbonizzazione dell’economia deve procedere cogliendo i frutti piú bassi. Se é piú facile intervenire sui trasporti e la produzione di energia elettrica o altro, allora é inutile preoccuparsi del 20% di emissioni dovuto a questi materiali prima di avere affrontato l’x0% piú facile.
Mi raccomando: continuate a cambiare macchina ogni 10 anni perché esce la nuova normativa euro X e con la vecchia ancora perfettamente funzionante non potete più circolare, che è sicuramente una scelta ecologica.
> Con l’acciaio facciamo computer
Cos