In Ucraina è legale la maternità surrogata ed è anche uso che i genitori “adottivi” impongano vincoli alla gestante, per garantire la massima sicurezza della nascita e salute.
Ora con la guerra, si parla di centinaia di bambini nati appositamente che chiaramente non possono uscire dall’Ucraina, oppure non nati o peggio.
Chiaramente una situazione di nicchia, ma secondo me il punto interessante è come la guerra accentui situazioni già grige di loro.
>Bisogna rispettare delle condizioni – i genitori devono essere eterosessuali e sposati, e servono motivazioni mediche che giustificano il ricorso alla pratica
Siccome prevedo fraintendimenti nei commenti, metto le mani avanti per chi commenterà senza aver letto l’articolo.
“Così a volte i genitori, per esempio, chiedono alla gestante di astenersi da alcuni alimenti come caffè, o da attività sportive come il kickboxing. Ho letto contratti in cui si vietavano a donne nordamericane la tinta per capelli, il profumo, il dentista, il sesso. ”
Certo che questi articoli non possono mai evitare di essere tendenziosi. Di solito queste cose vengono vietate dai medici alle donne in gravidanza
È stato uno dei miei pensieri quando è iniziata la guerra perché fatalità avevo recentemente sentito parlare di come era stata complessa la situazione di queste cliniche ucraine durante i periodi di restrizioni più ferree dovute alla pandemia da Covid. In poche parole avevano una marea di bambini appena nati che, come vuole la pratica, erano stati lasciati dalla donna che li aveva partoriti, ma che i compratori non potevano andare a ritirare a causa dei lockdown o dei divieti di ingresso/uscita dagli Stati. E moltissimi di questi bambini erano stati comprati da italiani, motivo per cui se ne era parlato.
Dall’inizio della guerra non oso immaginare come siano messi. Si parla davvero di centinaia di donne, riuscire a convincere tutte a spostarsi in città più sicure, a farle effettivamente arrivare senza che restino bloccate da qualche parte, a garantire a tutte le cure necessarie e poi a far in qualche modo recapitare i bambini a chi li ha acquistati dev’essere impossibile. Per non parlare di tutte quelle che avranno deciso di scappare con le loro famiglie negli Stati confinanti dove la pratica di partorire per altri non è legale.
Personalmente è una pratica che non riesco proprio a farmi andare giù. Sottoporre il proprio corpo e la propria mente a una gravidanza non propria non è lontanamente paragonabile a qualunque altro lavoro esistente. Ed è una cosa che schifo tantissimo per il tipo di sfruttamento umano che richiede, mille volte preferirei venissero semplificate/ampliate le possibilità di adozione piuttosto che legalizzata questa pratica. Spero solo che tutti questi bambini, ormai per forza di cose al mondo o in arrivo, riescano a raggiungere una famiglia e non vengano abbandonati a se stessi nonostante la difficilissima situazione.
Questo è il genere di post che mi fanno incazzare come una bestia. Non per il post in se, OP porta alla luce una questione giustissima e serissima, non oso immaginare chi ha un figlio in surroga al momento che roller coaster emozionale stia attraversando.
Quello che mi disturba è la sezione commenti, piena di gate keeper che al 99,99% è formata da divorziati / single con o senza figli ma al 100% esente da qualsivoglia problema riproduttivo. Che non hanno la minima idea di cosa significhi arrivare a prendere certe decisioni, che consigliano di adottare come se si stesse parlando di prendere un deca al posto del caffe normale.
Se non fosse che le liste di attesa sono giá eccessivamente lunghe (si parla di anni) vi inviterei a frequentare il corso propedeutico per l’adozione, primo passo per poi richiedere l’istruttoria di verifica (altri mesi di attesa, anni per alcuni), prima di ricevere il benestare dal giudice per presentare richiesta di adozione in tutti i tribunali d’italia, sperando di ricevere LA chiamata entro i 3 anni, altrimenti si ricomincia dall’ istruttoria. Vi inviterei a frequentare il corso per farvi capire cosa vuol dire veramente adottare, che è un altra cosa rispetto ad avere un figlio, non un alternativa o un ripiego.
Tutto questo per dire che si, capisco chi ricorre alla maternitá surrogata (che nella maggior parte dei casi prevede la fornitura di ovuli e sperma della coppia, quindi è geneticamente vostro figlio), e invece di condannarli vorrei esprimere la mia vicinanza a loro, auguro a tutti che la situazione si risolva presto e che tutto vada per il meglio.
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In Ucraina è legale la maternità surrogata ed è anche uso che i genitori “adottivi” impongano vincoli alla gestante, per garantire la massima sicurezza della nascita e salute.
Ora con la guerra, si parla di centinaia di bambini nati appositamente che chiaramente non possono uscire dall’Ucraina, oppure non nati o peggio.
Chiaramente una situazione di nicchia, ma secondo me il punto interessante è come la guerra accentui situazioni già grige di loro.
>Bisogna rispettare delle condizioni – i genitori devono essere eterosessuali e sposati, e servono motivazioni mediche che giustificano il ricorso alla pratica
Siccome prevedo fraintendimenti nei commenti, metto le mani avanti per chi commenterà senza aver letto l’articolo.
“Così a volte i genitori, per esempio, chiedono alla gestante di astenersi da alcuni alimenti come caffè, o da attività sportive come il kickboxing. Ho letto contratti in cui si vietavano a donne nordamericane la tinta per capelli, il profumo, il dentista, il sesso. ”
Certo che questi articoli non possono mai evitare di essere tendenziosi. Di solito queste cose vengono vietate dai medici alle donne in gravidanza
È stato uno dei miei pensieri quando è iniziata la guerra perché fatalità avevo recentemente sentito parlare di come era stata complessa la situazione di queste cliniche ucraine durante i periodi di restrizioni più ferree dovute alla pandemia da Covid. In poche parole avevano una marea di bambini appena nati che, come vuole la pratica, erano stati lasciati dalla donna che li aveva partoriti, ma che i compratori non potevano andare a ritirare a causa dei lockdown o dei divieti di ingresso/uscita dagli Stati. E moltissimi di questi bambini erano stati comprati da italiani, motivo per cui se ne era parlato.
Dall’inizio della guerra non oso immaginare come siano messi. Si parla davvero di centinaia di donne, riuscire a convincere tutte a spostarsi in città più sicure, a farle effettivamente arrivare senza che restino bloccate da qualche parte, a garantire a tutte le cure necessarie e poi a far in qualche modo recapitare i bambini a chi li ha acquistati dev’essere impossibile. Per non parlare di tutte quelle che avranno deciso di scappare con le loro famiglie negli Stati confinanti dove la pratica di partorire per altri non è legale.
Personalmente è una pratica che non riesco proprio a farmi andare giù. Sottoporre il proprio corpo e la propria mente a una gravidanza non propria non è lontanamente paragonabile a qualunque altro lavoro esistente. Ed è una cosa che schifo tantissimo per il tipo di sfruttamento umano che richiede, mille volte preferirei venissero semplificate/ampliate le possibilità di adozione piuttosto che legalizzata questa pratica. Spero solo che tutti questi bambini, ormai per forza di cose al mondo o in arrivo, riescano a raggiungere una famiglia e non vengano abbandonati a se stessi nonostante la difficilissima situazione.
Questo è il genere di post che mi fanno incazzare come una bestia. Non per il post in se, OP porta alla luce una questione giustissima e serissima, non oso immaginare chi ha un figlio in surroga al momento che roller coaster emozionale stia attraversando.
Quello che mi disturba è la sezione commenti, piena di gate keeper che al 99,99% è formata da divorziati / single con o senza figli ma al 100% esente da qualsivoglia problema riproduttivo. Che non hanno la minima idea di cosa significhi arrivare a prendere certe decisioni, che consigliano di adottare come se si stesse parlando di prendere un deca al posto del caffe normale.
Se non fosse che le liste di attesa sono giá eccessivamente lunghe (si parla di anni) vi inviterei a frequentare il corso propedeutico per l’adozione, primo passo per poi richiedere l’istruttoria di verifica (altri mesi di attesa, anni per alcuni), prima di ricevere il benestare dal giudice per presentare richiesta di adozione in tutti i tribunali d’italia, sperando di ricevere LA chiamata entro i 3 anni, altrimenti si ricomincia dall’ istruttoria. Vi inviterei a frequentare il corso per farvi capire cosa vuol dire veramente adottare, che è un altra cosa rispetto ad avere un figlio, non un alternativa o un ripiego.
Tutto questo per dire che si, capisco chi ricorre alla maternitá surrogata (che nella maggior parte dei casi prevede la fornitura di ovuli e sperma della coppia, quindi è geneticamente vostro figlio), e invece di condannarli vorrei esprimere la mia vicinanza a loro, auguro a tutti che la situazione si risolva presto e che tutto vada per il meglio.