di
Paolo Virtuani
Aggiunti traghetti e voli aerei speciali. Il pericolo maggiore sono le frane. Nel 1956 il terremoto più forte. Nel XVII secolo a. C. esplose il vulcano Thera
Nuove scosse di terremoto anche oggi hanno messo in allarme l’isola di Santorini, in Grecia nel mare Egeo. La più forte, di magnitudo 5 con epicentro a una profondità di 12 chilometri, è stata registrata dai sismografi alle 4,46 (ora italiana), riporta il sito dell’Ingv (Istituto di geofisica e vulcanologia). Da giorni l’area è sottoposta a uno sciame sismico. Quasi 9 mila persone hanno deciso di lasciare Santorini, più di 6 mila sono già partite domenica con i traghetti, ha reso noto Dionysis Theodoratos, presidente dell’Associazione greca delle imprese di trasporto marittimo per passeggeri. Due traghetti sono partenza diretti al Pireo. La compagnia aerea Aegean ha programmato per oggi otto voli per Atene, aggiungendone quattro a quelli di linea, su richiesta del ministero della Protezione civile, evacuando circa 2.500-2.700 passeggeri. Sono state segnalate code davanti alle agenzie di viaggio, ma non c’è panico o un fuggi fuggi generale, anche perché in questo periodo l’afflusso di turisti (3 milioni all’anno) è ridotto.
Il premier: «Seguire le indicazioni della Protezione civile»
L’attività sismica, che da sabato si è intensificata, potrebbe durare anche settimane, ha stimato l’Organizzazione per la pianificazione e la protezione antisismica greca (Oasp). «E’ in corso un fenomeno geologico intenso», ha detto il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis partecipando a Bruxelles a un vertice europeo. «Chiedo a tutti i residenti di mantenere la calma e di seguire le indicazioni della Protezione civile». Le scuole nelle quattro isole abitate interessate dallo sciame sismico sono chiuse da venerdì. Ciò che preoccupa di più al momento sono le frane che si possono staccare a causa delle continue sollecitazioni telluriche: interdetto l’accesso ad alcune spiagge a rischio. Per precauzione sono già stati inviati a Santorini reparti e cani specializzati nella ricerca di superstiti sotto le macerie.
L’eruzione devastante del XVII secolo a. C.
Ma cosa sta avvenendo a Santorini? Facciamo un passo indietro. Tra il 1650 e il 1600 a. C. circa (le date variano a seconda degli scienziati che hanno effettuato le analisi) a Santorini avvenne la più devastante esplosione vulcanica europea in epoca storica. L’isola attuale è ciò che rimane dell’antico vulcano Thera, che è ancora attivo: l’ultima eruzione risale a 75 anni fa. Il terremoto recente più violento avvenne il 9 luglio 1956 di magnitudo 7.8 (53 morti, un centinaio di feriti e oltre 3.200 edifici distrutti), che causò uno tsunami che raggiunse anche le coste di Turchia e Israele. L’isola di Amorgos fu interessata da onde che superarono i 20 metri d’altezza. Lo scoppio del vulcano nel XVII secolo avanti Cristo, lo tsunami conseguente, le scosse sismiche e le ceneri che caddero nelle aree circostanti causarono il crollo della civiltà minoica nella vicina isola di Creta e, secondo alcuni ma di questo non c’è conferma scientifica, furono all’origine delle dieci piaghe d’Egitto, riportate nella Bibbia nel Libro dell’Esodo.

Sciame sismico non collegato al vulcano
Secondo i geologi, però, l’attuale sciame sismico non sarebbe collegato all’attività vulcanica ma una serie di faglie sottomarine. In una settimana, infatti, sono avvenuti circa 600 terremoti di magnitudo superiore a 2.0, tutti con epicentro sotto il mare. I terremoti e i vulcani in questa zona sono dovuti in ultima analisi alla discesa della placca africana sotto la microplacca egea a una velocità di circa 1 centimetro all’anno. Sono state localizzati importanti sistemi di faglie tra le isole di Santorini, Anydros e Amorgos. La più conosciuta e studiata è quella di Amorgos, che si ritiene sia alla base del terremoto del 1956.