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Ieri a Parigi il varo dell’Anno internazionale della scienza e delle tecnologie quantistiche proclamato dalle Nazioni Unite. Oggi a Roma, l’apertura ufficiale in Italia nel tempio nazionale della ricerca scientifica, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. CNR che è uno dei 20 top-player che formano il nucleo fondativo di NQSTI, il National Quantum Science and Technology Institute, il partenariato esteso nato due anni fa per mettere a sistema la ricerca sulla fisica quantistica nel nostro Paese.
L’evento inaugurale del IYQ coincide proprio con il secondo congresso del consorzio di università, centri di ricerca e imprese che, con i suoi 116 milioni di euro di dotazione rappresenta il più importante investimento del ministero dell’Università e della ricerca, nel settore della fisica quantistica con risorse PNRR finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU.
“Transistor, laser, internet ad alta velocista , supercalcolo e risonanza magnetica hanno trasformato la vita quotidiana grazie alle tecnologie quantistiche, e ora la seconda fase di questa grande rivoluzione è ai nastri di partenza”, ha detto aprendo i lavori Claudio Pettinari, presidente di NQSTI. Pettinari si è soffermato sull’importanza di fare rete e sottolineato, tra i tanti risultati raggiunti in questi due anni, l’aver assunto 104 tra ricercatrici e ricercatori quasi tutti con meno di 35 anni: “tra loro c’è anche una buona percentuale di ragazze e non era affatto scontato, perché sappiamo quanto ancora oggi sia difficile trovare ragazzi e ragazze che si iscrivono a discipline scientifiche e tecnologiche”.
Coinvolti oltre 500 scienziati
A snocciolare i dati di questi primi due anni di NQSTI è stato Fabio Beltram, coordinatore del comitato di indirizzo del consorzio, che ha parlato di oltre 500 scienziati coinvolti in questa avventura: “La meccanica quantistica non è qualcosa di lontano, ma è già nella nostra vita quotidiana – ha spiegato Beltram – Pensiamo all’industria elettronica, dai computer ai telefonini, ma anche, ad esempio, alla diagnostica: la sensibilità che possono portare dispositivi che sfruttano la meccanica quantistica è talmente più grande dei dispositivi classici che la nostra aspettativa è di diagnosticare malattie come i tumori molto prima di quanto non facciamo oggi”.
Dopo di lui, gli interventi dei coordinatori dei 9 spoke che hanno illustrato lo stato dell’arte ad oggi nelle varie aree strategiche delle tecnologie quantistiche. Nel suo saluto istituzionale Maria Chiara Carrozza, presidente del CNR ha detto che “il CNR vuole essere un pilastro strategico di questo partenariato e anche pensare che l’Italia possa essere, attraverso il sistema europeo, un Paese in cui il quantum possa avere un grandissimo sviluppo”.
La rettrice dell’Università di Roma “La Sapienza”, Antonella Polimeni, tra i partner fondatori di NQSTI si è detta “orgogliosa di essere spoke-leader delle principali piattaforme dedicate alla ricerca sulle tecnologie fotoniche quantistiche, una delle frontiere più promettenti per il futuro delle scienze quantistiche”. In collegamento gli interventi di Alexander Golubov della University of Twente e di Sylwia Kostka di QuantERA, il programma cofinanziato dall’UE per il finanziamento delle tecnologie quantistiche, che ha sottolineato il ruolo dell’Italia “uno dei principali fondatori di Quantera, anche attraverso il CNR e NQSTI, tuttora uno dei principali partner. Abbiamo finanziato finora 500 squadre di ricerca in oltre 100 progetti”.
“Stiamo dimostrando di essere in grado di fare qualcosa che questo nostro sistema italiano non era abituato a fare sul piano della collaborazione, dell’integrazione, della interdisciplinarità” ha detto nel suo intervento Fabrizio Cobis, dirigente del MUR.
