Ricordando Scott Hall: il bad guy per eccellenza degli anni 90, una vita di successo nel pro-wrestling dalla WWE (come Razor Ramon) fino alla WCW. Rivoluzionò il business rompendone gli schemi ormai datati degli anni 80.

7 comments
  1. Una distinzione più che meritata per una delle superstar più amate e innovative degli anni ’90, tra i principali protagonisti di una rivoluzione che portò il wrestling a vette di popolarità mai più raggiunte. Ma anche una vita di trasgressione che lo ha portato più volte a toccare il fondo, senza ombra di dubbio Scott Hall sarà ricordato come uno dei wrestler più importanti e influenti di sempre a non aver mai conquistato un titolo del mondo.

  2. Che bello che il grane Scott Hall sia stato ricordato anche dalla stampa italiana. Uno dei wrestler più influenti e talentuosi di sempre. Il più cool tra tutti.

  3. A 63 anni era ancora piuttosto giovane, purtroppo l’abuso di sostanze non l’ha aiutato.

    Hall è stato un personaggio iconico, e con la storyline dell’NWO ha cambiato radicalmente il wrestling assieme a Nash e Hogan. Dispiace molto per come la WCW cercò di sfruttare il suo alcolismo in un angle del 1998, facendolo passare per uno sbevazzone che arrivava sul ring con un bicchierino e poi vendeva le botte come un ubriaco.

  4. Mi dispiace tanto non solo per l’età (a 63 anni si è ancora ‘giovani’) o per il fatto che sia morto uno che la storia del wrestling l’ha scritta sul serio e non per modo di dire, ma perché finalmente la vita pareva essere tornata a sorridergli. Da 10 anni era sobrio, dopo aver combattuto una ventennale battaglia contro la dipendenza dall’alcol che gli era costata tanto sia sul piano personale che professionale.

    Una caduta domestica e via, tempo 3 giorni non ci sei più.

    _Hey yo!_, riposa in pace _chico_.

  5. Cazzo, non sapevo fosse morto. Tra l’altro una morte davvero sfortunata.

    Comunque a 63 anni sei giovane per morire se fai una vita normale ma per la vita che ha fatto lui è stato anche fortunato, anche se mi sarei aspettato una morte diversa.

    RIP.

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