Il gran rifiuto di Lancet e del British Medical Journal | Il Foglio

by red_and_black_cat

11 comments
  1. Chi ha scritto quest’articolo non ha idea di come funzioni l’editoria scientifica. Una rivista che si rifiuta di ritrattare articoli per motivazioni politiche è “un segnale forte e nuovo nel panorama della comunicazione scientifica”? Ma quando mai? Questo è un principio mai messo in discussione da nessuna rivista seria.

    Comunque, in tutto ciò, l’articolo non menziona un fatto piuttosto importante, cioè che sia Lancet che BMJ non hanno sede negli USA, quindi si possono infischiare bellamente delle manie censorie di Trump

  2. Il problema è la strumentalizzazione ideologica che medici e scienziati devono fare quando si tratta di cose come una pandemia.
    Alla fine la scienza non è neutrale.

  3. the lancet: quelli che ci misero dieci anni a rimuovere l’articolo da loro pubblicato, che affermava che il vaccino causa autismo.

    sempre the lancet che pubblicò la lettera durante il covid di smetterla di dire che il covid veniva da un laboratorio cinese perché era una cospirazione.

    insomma se fanno loro politica va tutto bene se la fanno gli altri no 

  4. Bell’articolo. Non spiega cosa è successo, non spiega cosa vuole fare Trump e non spiega quale è stata la risposta delle due pubblicazioni. Però sappiamo che l’autore è d’accordo con le due pubblicazioni. Ottimo giornalismo.

  5. The Lancet era quello che censurò l’origine da laboratorio del COVID, per poi dire durante le sommosse di Black Lives Matter che la lotta al razzismo era più importante del contenimento del virus?

    Invece di fare i vergini, gli scienziati, soprattutto di certe discipline parascientifiche, dovrebbero farsi domande su come molte pubblicazioni che assomigliano più ad attivismo politico che scienza sono permesse.

    Istituzioni neutrali con il cazzo

  6. Faccio fatica ad identificare la target audience del Il Foglio. Quali pregiudizi devono essere confermati ? Quale echo-chamber?

  7. Non condivido la maggior parte delle posizioni de Il Foglio, ma Enrico Bucci è davvero un ottimo giornalista scientifico e lo leggo sempre con piacere.

  8. > Se c’è qualcosa che è proibito adesso, è che le riviste mediche e scientifiche, il cui dovere è difendere l’integrità e l’equità, si pieghino alla censura politica o ideologica

    Sacrosanto, ma che lo facciano sempre. Qua si mema, in parte giustamente, il “*Non si può più dire niente*” ma ci sono diversi studi e sondaggi che dimostrano come l’auto-censura per timore di backlash ideologico sia in netto aumento nella comunità scientifica. E questo, per chi ha interesse in ciò che è vero al di là delle ideologie, è un problema. Problema bipartisan, ovviamente, le pressioni vengono da ambo i lati.

  9. Come sempre il Foglio è pura SPAZZATURA!

    Articolo incredibilmente superficiale di un’ abissale ignoranza!

    Vorrei chiedere sinceramente ai mod di evitare di pubblicare gli articoli del Foglio! Giornale che chiamarlo tale è un complimento!

  10. A costo di spalmarmi su mille rivoli,

    1) le riviste non possono impedire a nessuno di ritirare un articolo in peer review ma non ancora pubblicato. Ci mancherebbe altro, e infatti il BMJ lo dice

    2) cambiare gli autori su un paper sottomesso è relativamente complicato e non è mai visto bene – e una full retraction dev’essere motivata da errori marchiani o frode scientifica ed era motivo di vergogna (anche solo un’errata tende ad esserlo, e infatti di solito non vengono fatte)

    3) detto questo, il “rifiuto” è possibile solo per via del vergognoso sistema dell’editoria scientifica, nel quale gli autori cedono tutti i diritti del paper all’editore e, come l’ultimo dei tirocinanti a cinecittà, _PAGANO_ per avere visibilità. Non c’è niente di fondamentalmente etico nel rifiuto: quelle riviste stanno difendendo i loro privilegi, il loro ruolo di giudici e giuria e, solo come effetto collaterale, gli autori che han pubblicato. Non stanno difendendo “la scienza”, che invece stanno contribuendo a far marcire. The end.

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