So che c'è San Remo, ma magari interessa a qualcuno che i Radicali hanno depositato oggi una proposta di legge per regolamentare e innovare il trasporto pubblico non di linea.

Testo completo nel link, quí un breve riassunto. Che ne pensate? Dite che non serve a nulla questa proposta?

Brevemente, la proposta cerca di garantire libertà di scelta degli utenti e promuove un mercato competitivo ed ecologico.

L'attività è soggetta ad autorizzazione regionale, che richiede requisiti di sicurezza, accessibilità e sostenibilità. Le Regioni verificano l'equilibrio tra domanda e offerta ogni due anni. Il servizio comprende taxi e NCC (noleggio con conducente), con regole specifiche per la prenotazione, l'accesso alle ZTL e l'uso di piattaforme tecnologiche registrate.

Gli operatori devono rispettare requisiti di veicoli, iscrizione e formazione continua. Le tariffe dei taxi sono regolate dalle Regioni, ed è obbligatorio il pagamento digitale. Vengono previste autorizzazioni temporanee per esigenze stagionali.

Un periodo transitorio di 60 giorni permette la conversione delle licenze e l'integrazione con il trasporto pubblico locale. Sono previste sanzioni attenuate e sperimentazioni su nuovi servizi e tecnologie.

by mobilita_libera

7 comments
  1. ne penso che non verrà mai attuata quindi non spreco energie a pensare

  2. E’ più probabile che Scarlett Johansson bussi nuda alla mia porta.

  3. “Le Regioni verificano l’equilibrio tra domanda e offerta ogni due anni”.
    Ma il libero mercato in Italia fa proprio schifo eh?
    Non sia mai che uno possa aprire un’attività senza il permesso dal partito. 
    Non siamo mica in URSS, no no…

  4. >So che c’è San Remo, ma magari interessa a qualcuno che i Radicali hanno depositato oggi una proposta di legge […] Che ne pensate? Dite che non serve a nulla questa proposta?

    Penso (anzi, leggo) che non è una proposta di legge, ma una proposta di legge *d’iniziativa popolare*. Il che significa che intanto deve raccogliere 50.000 firme per arrivare in Parlamento, e poi, pure arrivandoci, non c’è nessun obbligo che il Parlamento ha di approvarla o anche solo votarla.

    Purtroppo le proposte di legge del governo gialloverde sono passate un po’ in sordina perché… era il governo gialloverde, ma una delle modifiche che il M5S voleva fare alla Costituzione era quella di aumentare la soglia da 50.000 a 500.000 (allineando le proposte di legge d’iniziativa popolare ai referendum abrogativi), **ma** con il caveat aggiuntivo che il Parlamento avrebbe dovuto discuterle e approvarle entro 18 mesi—e se non venivano discusse, o venivano respinte, o venivano approvate ma con modifiche sostanziali, la proposta sarebbe passata direttamente ai cittadini che avrebbero deciso con un referendum.

    Procedimento giusto o no, quantomeno avrebbe risolto il problema del “non serve a nulla questa proposta”. Perché allo stato attuale *no*, effettivamente non serve a nulla se non a mostrare un sostegno popolare (che comunque ottieni già con qualsiasi manifestazione).

  5. L’equilibrio tra domanda e offerta ogni 2 anni, come lo misurano voglio proprio vedere.

  6. Ma un cavolo di link per firmare sulla pagina gli costava tanto?

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