La Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l’Italia per la lentezza nell’agire sulla denuncia di una donna vittima di violenza

by hashing_nonces

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  1. Ci sono voluti 3 mesi solo per registrare la denuncia, poi è passato talmente tanto tempo che è stato “praticamente prescritto”:

    > I giudici di Strasburgo hanno rilevato che «**sono trascorsi 3 mesi prima che la denuncia della donna fosse registrata», e che in seguito «l’ex compagno è stato rinviato a giudizio circa 4 anni dopo la presentazione della denuncia e che la sentenza di primo grado è stata pronunciata più di 6 anni dopo**». Inoltre indica che, «16 mesi dopo, la Corte d’appello ha assolto l’uomo dai fatti commessi prima del 25 febbraio 2009, poiché la legge che prevede il reato di molestie non era ancora entrata in vigore, e ha dichiarato prescritti i fatti penali contestatigli dopo tale data». La Cedu, sottolineando di aver già determinato che in casi di violenza contro le donne gli Stati devono agire con celerità, si dice «non convinta che nel caso in esame le autorità abbiano mostrato una reale volontà di garantire che l’ex compagno fosse chiamato a rispondere del proprio operato

    > «Considerata la loro incapacità di condurre un’indagine e di garantire che l’autore del reato fosse perseguito e punito senza indebiti ritardi le autorità nazionali non hanno fornito una risposta proporzionata alla gravità dei fatti denunciati e questo ha prodotto come risultato il fatto che l’uomo ha goduto di una totale impunità», specifica la Cedu.

    Condanna dello stesso organo che ha fatto le prime pagine di tutti i giornali pochi giorni fa per la condanna sulla Terra dei Fuochi.

    Questa è praticamente una doppia condanna: sia per la donna che non ha visto giustizia, sia per la lentezza dei processi.

    (Per fortuna che adesso, con i trillions di euro messi sulla giustizia/tribunali e con la separazione delle carriere…i processi si faranno in 4 mesi 😁)

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