Il fatto che anche i media occidentali siano manipolati e che la NATO abbia combinato scempi in giro non è ragione sufficiente per abbassare la guardia nei confronti di quanto perpetrato dalla Russia (nelle sue varie espressioni storiche) nella storia moderna e sulla situazione odierna. La guerra fa schifo ma, se non altro, questo conflitto permetterà di riesaminare una tragica parte di storia moderna troppo a lungo minimizzata.

Sia chiaro, l’Occidente (virgolette) ha i suoi problemi, ma in Occidente intellettuali come Chomsky e Mearsheimer possono esprimersi liberamente senza ritrovarsi una pallottola nella nuca: non così nella Russia di Putin. Alla luce di [questo](https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_journalists_killed_in_Russia) e [molto altro](https://en.wikipedia.org/wiki/Russian_war_crimes) non deve sorprendere che la popolazione ucraina (e parte di quella russa) abbia di recente sviluppato – ingerenze USA o meno – una posizione pro-europeista. Individuare le responsabilità USA/Occidente nel conflitto non dovrebbe portare a minimizzare sulle (enormi) responsabilità della Russia.

Personalmente non sono schierato, condanno egualmente tutti i responsabili della crisi, e nel frattempo aggiungo tasselli al puzzle. E, cosa importante, ascolto le esperienze di chi l’imperialismo russo l’ha subito sulla propria pelle.

Ecco altri fattori da tenere presenti quando si parla della “crisi” Russia-Ucraina. Giusto perché l’equazione sia il più completa possibile.

1. L’occupazione sovietica dei [paesi baltici](https://it.wikipedia.org/wiki/Occupazione_dei_paesi_baltici) e di altri [paesi limitrofi](https://it.wikipedia.org/wiki/Occupazioni_militari_dell’Unione_Sovietica). Ad oggi, la Federazione Russa non ha riconosciuto come occupazione la presenza dell’Unione Sovietica nei baltici, sostenendo che si sia agito, ai tempi, conformemente al diritto internazionale. Ricordo: centinaia di migliaia di morti a causa delle deportazioni nei gulag degli elementi “scomodi” dalla [Lituania](https://it.wikipedia.org/wiki/Deportazioni_sovietiche_dalla_Lituania), dalla [Lettonia](https://it.wikipedia.org/wiki/Deportazioni_sovietiche_dalla_Lettonia) e [dall’Estonia](https://it.wikipedia.org/wiki/Deportazioni_sovietiche_dall’Estonia);
2. Il fenomeno dell'[irredentismo russo](https://en.wikipedia.org/wiki/Russian_irredentism), una forma di estremismo incoraggiata e sostenuta dal Cremlino con operazioni di soft power: ad esempio, finanziando organizzazioni politiche come il [MBN](https://en.wikipedia.org/wiki/World_Without_Nazism) in Russia, come pure partiti politici con sentimenti irredentisti in territori ex-sovietici, oppure fornendo armi e supporto logistico a gruppi di terroristi irredentisti in territori come Transnistria (fra Moldavia e Ucraina), Ossezia del Sud e Abcasia (Georgia), Crimea e infine Donbas.
3. Le ingerenze russe che hanno [fomentato](https://en.wikipedia.org/wiki/War_in_Donbas#Russian_involvement#Russian_involvement) la crisi nel Donbass portando al conflitto armato. Se non fosse stato per le ingerenze russe, si sarebbe “semplicemente” trattato del malcontento di un manipolo di anti-europeisti, fenomeno che ritroviamo in tutti gli stati UE, Italia inclusa. Invece le proteste sono state fomentate e militarizzate, e non sono io a dirlo ma lo storico [Hiroaki Kuromiya](https://www.historians.in.ua/index.php/en/dyskusiya/1597-hiroaki-kuromiya-the-enigma-of-the-donbas-how-to-understand-its-past-and-future). La [strategia](https://euvsdisinfo.eu/it/il-copione-del-cremlino-fabbricare-pretesti-per-invadere-lucraina-ulteriori-miti/) di Putin sembra essere questa: a) istigare sentimenti irredentisti e fomentare l’odio contro “l’Occidente” in territori che presentano le condizioni idonee (es. forte presenza di cittadini di etnia russa); b) fornire armi e supporto mediatico ai movimenti irredentisti che inevitabilmente compariranno sulla scena; c) al nascere degli scontri, intervenire militarmente e ufficialmente col pretesto di proteggere i russofoni (e combattere il neo-fascismo/nazismo, inoltre utilizzando [l’arma retorica](https://www.rferl.org/a/the-russophobia-weapon/28476678.html) della russofobia); d) trasformare i territori “liberati” in staterelli fantoccio estensione del Cremlino e militarizzarli.
4. I tentativi di [russificazione](https://it.wikipedia.org/wiki/Russificazione) pianificata e arbitraria, o egemonia culturale, perpetrati nei secoli nei confronti delle popolazioni limitrofe, il sogno dell’egemonia culturale (e colonizzazione dei territori limitrofi) insito nel mito della [pan-Russia](https://en.wikipedia.org/wiki/All-Russian_nation), inculcato nella mente dei cittadini per secoli attraverso la letteratura e le arti. La russificazione/colonizzazione dei territori limitrofi alla Russia ai tempi dell’Unione Sovietica non fu semplicemente un risultato innocente dell’industrializzazione ma un preciso progetto di [pulizia etnica](https://en.wikipedia.org/wiki/Population_transfer_in_the_Soviet_Union) voluto da Lenin prima e Stalin dopo. L’eco del progetto riecheggia ancora oggi nelle parole di Putin quando parla di russi e ucraini come di un “unico popolo”, mancando di riconoscere le peculiarità etniche, linguistiche e culturali degli ucraini in un osceno tentativo di aggregazione culturale egemonica. In particolare nel Donbass milioni di kulaki ucraini furono [sterminati](https://en.wikipedia.org/wiki/Dekulakization) e la zona ripopolata con cittadini di etnia russa, venne imposto l’utilizzo della lingua russa e [bandito](https://en.wikipedia.org/wiki/Russification_of_Ukraine) l’utilizzo dell’ucraino. Se penso che ancora oggi c’è gente fiera di sventolare la bandiera dell’Unione Sovietica con la falce e il martello mi vengono i brividi;
5. Il fenomeno del [negazionismo del genocidio dell’Holodomor](https://it.wikipedia.org/wiki/Negazionismo_dell’Holodomor) avvenuto in Ucraina ai tempi dell’Unione Sovietica. Ad oggi, la Federazione Russa non riconoscere l’Holodomor come un genocidio. [Milioni di morti](https://it.wikipedia.org/wiki/Holodomor), è l’altro Olocausto di cui si parla ancora troppo poco, ed è avvenuto in Ucraina;
6. La situazione attuale sulla [libertà dei media](https://it.wikipedia.org/wiki/Libert%C3%A0_dei_media_in_Russia) in Russia, la faccenda dei 21 giornalisti [uccisi](https://it.wikipedia.org/wiki/Giornalisti_uccisi_in_Russia) da quando Putin è in carica, come anche la [censura](https://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Russia) esercitata su internet e in [televisione](https://it.wikipedia.org/wiki/Libert%C3%A0_dei_media_in_Russia), la [corruzione](https://en.wikipedia.org/wiki/Corruption_in_Russia) e le ingerenze degli oligarchi nella vita politica e sociale, e le ripetute [violazioni](https://en.wikipedia.org/wiki/Human_rights_in_Russia) e mancati riconoscimenti di diritti umani, specie nei confronti delle minoranze etniche e della comunità LGBTQ.

31 comments
  1. > Se i paesi ex-sovietici preferiscono la NATO e temono la Russia c’è un motivo

    Diciamo che l’unione sovietica non era proprio una famiglia felice ma più una in cui il marito abusava di moglie e figli. Sono stati grossomodo tutti uniti contro la propria volontà in un modo o nell’altro a differenza della NATO dove possono _scegliere_ di unirsi. Con buona pace di chi dice Eh Ma L’eSpAnSiOnE dElLa NaTo Ad EsT!!1!

    Quelli che non sono finiti sotto l’unione sovietica avevano un governo fantoccio. Praticamente quasi tutti i paesi che siamo abituati a vedere come comunisti lo sono stati per decisione di qualcun altro.

  2. bravo, abbi il mio voto …e se non fossi povero (o sapessi come si pha’) ti darebbi anche un award.

  3. Non mi aspetto che tutto questo venga compreso da chi mette Putin e Zalensky sullo stesso piano, o faccia la punta al caxxo sul modo in cui quest’ultimo perori la sua causa dovunque possa.. Però grazie per lo spiegone interessante

  4. Sei un grande. E ci sei andato pure leggero: uno dovrebbe anche cercarsi come funziona la demoralizzazione, che infatti spiega come mai hai sia populisti di destra (demoralizzati recentemente) e ex-comunisti (demoralizzati anni fa) che sostengono la Russia.Una cosa sulla NATO poi – molti attribuiscono alla NATO roba che non gli appartiene. Per dire, alla campagna di Bush Jr in Iraq prominenti membri come Francia e Germania si opposero.
    Intervista completa di Yuri Bezmenov
    [https://www.youtube.com/watch?v=yErKTVdETpw](https://www.youtube.com/watch?v=yErKTVdETpw)
    Parte sulla demoralizzazione in 4 passi
    https://youtu.be/d9CJmvBXNTc

  5. C’é da dire che anche Polonia, Ungheria e Turchia non sembrano essere dei fari per quanto riguarda democrazia, libertà e rispetto delle minoranze.

    Inoltre concordo sul fatto che parecchie cose saranno riscritte, ma dipende da chi vincerà il conflitto sul piano militare ed economico.
    La situazione per la democrazia potrebbe farsi ancora piú tragica.

  6. > Se i paesi ex-sovietici preferiscono la NATO ~~e temono la Russia c’è un motivo (anzi, parecchi)~~ **è per due motivi**

    Il primo dei due fattori che ha influito di più su questo processo di avvicinamento, o di espansione a seconda dei punti di vista, è stata la presenza dell’**Articolo 5 della NATO**.

    Sancisce che ogni attacco a uno stato membro debba essere considerato un attacco all’intera alleanza, e di conseguenza che ogni membro debba dare il proprio contributo nella difesa dall’attaccante.

    Durante la Guerra fredda l’Articolo 5 ebbe un ruolo importante nel fare da deterrente, perché un attacco da parte sovietica anche solo a uno degli stati membri più piccoli e deboli avrebbe comportato una risposta da parte degli Stati Uniti.

    Il secondo: come accadde anche nella seconda metà degli anni Novanta quando alcuni paesi ex sovietici (Georgia, Ucraina, Uzbekistan, Azerbaigian e Moldavia) si unirono in un’organizzazione per **tutelare i propri interessi** *(vedi anche richiesta di adesione alla UE)*: GUUAM, che non ebbe grande fortuna, anche a causa del succedersi di governi ora più vicini ora meno alla Russia.

  7. La mia ragazza è lituana con nonna ai tempi deportata in Siberia (e fortunatamente sopravvissuta) e padre che s’è dovuto fare 3 anni a forza nell’ armata rossa. Vi lascio immaginare le reazioni quando sente “eSpAnSiONe nAtO a eSt bAd”

  8. >quanto perpetrato dalla Russia (nelle sue varie espressioni storiche) nella storia moderna e sulla situazione odierna.

    Quoto, quoto, quoto.

    Sono rumeno, nato in Romania nel “98, ma esportato .zip nel 2000 in Italia, quindi figuriamoci. Ma nonostante ciò, ultimamente, ho studiato un po’ di storia soprattutto moderna del mio paese natale. Che dire: oltre al fatto che il comunismo fu instaurato nel 45 da niente popo de meno che stalin, che dettò indicazioni precise al di allora Groza, turns out that ascoltando i vari racconti soprattutto dei vecchietti nei piccoli paeselli di provincia, l’armata rossa avrebbe commesso innumerevoli crimini di guerra e contro l’umanità verso la fine e soprattutto dopo la WW2. In confronto, testuali parole, la wehrmacht regalava shokakola.

    I sovietici in Romania stupravano tutto ciò che si muoveva, donne anziane, giovani, bambine, tutto; Bruciavano i campi e li cospargevano di sale, un po’ alla Scipione; Distruggevano tutto ciò che potevano e saccheggiavano tutto ciò che potevano;

    I sovietici in Romania hanno deportato centinaia di migliaia di persone, dando loro passaporti fasulli scritti in cirillico condannandoli ai lavori forzati in siberia (avevano bisogno di manodopera no); Hanno deportato tutti gli etnici rumeni dopo aver sottratto l’attuale repubblica moldova, lavando il cervello ad intere generazioni a venire sulla loro presunta storia, bruciando tutti i libri e sostituendoli con libri di propaganda russa scritti in cirillico;

    Ragà, io sono l’ultimo al quale piace la NATO, ed il mondo occidentale in generale, ma in confronto alla rossyia, è grasso che cola.

  9. Non c’è prova che l’Holomodor sia stato intenzionale (i kulaki stessi hanno contribuito ad aggravare la carestia uccidendo bestiame e bruciando i raccolti) e la dekulakizzazione era un classicidio, non una pulizia etnica.

  10. Il punto primo (e anche altri) è fortemente legato al protocollo segreto del Patto Molotov–Ribbentrop. L’Unione Sovietica ha sempre negato l’esistenza di esso, Molotov è morto negandone l’esistenza, Gromyko nelle sue memorie scritte poco prima di morire nega a sua volta.

    Con il crollo dell’Unione Sovietica copie del documento furono declassificate e pubblicate, ma con l’avvento di Putin si tornò a posizioni più sovietiche.

    Leggendo qui [https://www.quora.com/Did-the-secret-protocol-in-the-Molotov-Ribbentrop-pact-really-exist-When-did-it-become-commonly-known](https://www.quora.com/Did-the-secret-protocol-in-the-Molotov-Ribbentrop-pact-really-exist-When-did-it-become-commonly-known) c’è chi quattro anni fa scriveva ancora che non vi fossero prove dell’esistenza del protocollo.

    Nel 2019 i russi hanno mostrato l’originale, comprendendo il protocollo segreto.

    [https://www.theguardian.com/world/2019/aug/23/moscow-campaign-to-justify-molotov-ribbentrop-pact-sparks-outcry](https://www.theguardian.com/world/2019/aug/23/moscow-campaign-to-justify-molotov-ribbentrop-pact-sparks-outcry)

    Rimane comunque una forte differenza di vedute sulle cause, implicazioni e conseguenze del protocollo segreto.

  11. Aggiungo di infomarsi sulla dottrina Gerasimov-Makarov per capire lo stile di guerra ibrida adottata dalla russia moderna.

    Occhio solamente a non confondere URSS e Russia di oggi, sono due entità diverse ma con molti tratti comuni. u/phlame64 ti correggo solamente che Lenin non si può accusare di genocidio, visto che le sue vittime furono principalmente appartenenti alle classi sociali “troppo borghesi”, fu Stalin a fare differenziazioni su base etnica.

  12. Tutti quelli che dicono che forse l’Ucraina dovrebbe arrendersi per evitare morti, che non dovremmo armarli perche’ rendiamo solo peggiore la loro sofferenza, oltre che vigliacchi, oltre che imbecilli perche’ non riconoscono che nel secondo in cui l’Ucraina non vuole piu’ le armi puo’ decidere di arrendersi da sola, alla fine non capiscono l’odio di paesi che sono stati soggiogati dai russi nei confronti di quest’ultimi. Tra le tante cose, citi l’holodomor: per tanti ucraini ancora oggi e’ meglio morire che tornare ad essere russi e non li biasimo.La atrocita’ storica che e’ la russia andrebbe rivista completamente.

    E non dite che odio la russia, io la adoro, la adoro cosi’ tanto che vorrei vederne sette. Ognuna controllata da un’altra potenza mondiale, sarebbe il giusto karma per come hanno trattato la Germania dell’Est, tra le altre cose che il cancro russo ha toccato e rovinato.

  13. Nessuno vuole abbassare la guardia o giustificare Putin ma tutta questa faccenda poteva essere evitata se la NATO, l’Europa e gli Stati Uniti avessero convinto l’Ucraina a trattare nel corso di questi 8 anni invece di buttare ancora più benzina sul fuoco, il fatto che dall’altra parte ci sia un mostro vuol dire che devi tenergli testa, non aizzarlo.
    E sinceramente tutta sta russofobia mi fa venire la nausea, se tratti un intero popolo come stato canaglia per 100 anni poi come ti aspetti che si comporti?
    Spero almeno che da tutto questo esca un’Europa forte e unità, non un burattino di Washington impaurito dalla Russia, che fra parentesi è un paese del terzo mondo.

    EDIT : E spero anche che questo casino finisca il più presto possibile con meno conseguenze possibile, stanno combattendo in modo schifosamente brutale fottendosene dei civili e non voglio neanche pensare cosa vorrebbe dire una successione non pianificata a Putin.

    EDIT 2 : Mandargli armi da difesa , tipo i javelin, gli stinger, droni, ecc. Mi sembra sacrosanto, il punto che stavo cercando di fare è che non possiamo passare oltre questa crisi senza prima farci un bell’esame di coscienza come Europa.

  14. Ho avuto ed ho tutt’ora varie amicizie con ragazze/ragazzi dell’est polonia, ucrania, lituania… ebbene a nessuno di loro stanno simpatici e si innervosiscono pure quando parlano della dominizione sovietica. Facciamoci due domande.

    Il sistema occidentale non sara il migliore ma è quello che permette di viere in pace, con diritti e democrazia.

  15. Esposizione di alta qualità che tocca moltissime questioni, per cui sviscerare tutto quanto sarebbe improponibile in un singolo post, avendo già messo tu molta carne al fuoco. Vorrei soffermarmi su due punti interessantissimi che hai sollevato e di cui non si parla abbastanza.

    Il primo è il tema della provocazione NATO nei confronti della Russia. Si può rintracciare nella sua espansione verso oriente negli ultimi decenni la causa dell’agitazione incontenibile russa e della necessità sentita dal Cremlino di ristabilire una zona cuscinetto, progressivamente erosa dalla suddetta espansione. Premesso che, indipendentemente dalle presunte o reali provocazioni, la responsabilità per il ricorso alla violenza e alla guerra è interamente attribuibile a chi decide di usare questi strumenti uscendo dal perimetro del diritto internazionale, e che la NATO è un’alleanza difensiva, e quindi sono i singoli stati a richiedere di farne parte, non si può ignorare la costante provocazione esercitata dalla Russia nei confronti dei suoi vicini, inducendoli a cercare di allontanarsi dal loro ben poco tranquillo vicino. Allora, o si accetta il principio che tu, staterello di confine, che vuoi difendere la tua indipendenza dalle ingerenze russe e vuoi aderire alla NATO, non lo puoi fare, perché altrimenti la Russia si sente minacciata, e sei perciò incatenato a una perenne condizione di presunta neutralità per far stare tranquilli il tuo bramoso vicino, oppure si accetta il diritto di ognuno di scegliere da che parte stare. Non facciamo gli ingenui: sia Russia che UE/USA operano nei paesi che stanno in mezzo per favorire politiche vantaggiose ai loro fini, ma proprio per questo, se entrambi gli schieramenti hanno la facoltà di influenzare con il denaro la direzione del flusso politico interno, ci sarà un motivo per cui ogni singolo stato sceglie sistematicamente di passare dalla parte dell’Occidente.

    Forse perché i principi occidentali, nonostante la mania americana di protagonismo e controllo, sono comunque più desiderabili dell’asservimento totale alla volontà tirannica del Cremlino? Magari la realtà é proprio questa. La Russia per questi paesi è il passato, l’Europa è il futuro, checché ne pensino i russi con la loro propaganda di regime. E poi diciamocelo, gli interessi di sicurezza della Russia non possono prevaricare la libertà e il diritto di autodeterminazione di paesi come Finlandia, Svezia, Buielorussia, Ucraina, Paesi Baltici, Polonia, Moldavia, Bulgaria, Romania e Ungheria, per non parlare di Georgia, Armenia e Azerbaigian. Facendo la somma delle loro popolazioni complessive ci si rende conto che i russi stanno esigendo che si faccia quello che dicono loro da un ammontare cumulativo di ben 160 milioni di persone, i cui paesi, secondo la logica neo-sovietica e imperialista di Putin, non potrebbero scegliere liberamente di far parte della NATO o dell’UE perché la Russia, che ha poco più di 140 milioni di abitanti, ha il diritto di essere sicura e di non avere basi militari al confine. Ma ci rendiamo conto di quanto sia delirante la retorica della responsabilità NATO dell’espansione a est? La Russia vorrebbe imporre la propria linea a un numero di cittadini di paesi liberi che superano la popolazione della Russia stessa in termini numerici assoluti. Questo è un delirio totale, e voler perseguire questo scopo indica un atteggiamento da bullo di quartiere, nulla di più.

    Il secondo elemento su cui vorrei soffermarmi, e che è strettamente correlato al precedente, è il tema della mentalità irredentista e imperialista russa, inculcata nelle loro menti fin dalla più tenera età. Io non faccio di tutta l’erba un fascio e so che in Russia ci sono persone che la pensano in tutti i modi possibili, ma qui si parla di veste culturale collettiva, non di convinzioni di singoli individui. E la Russia è geneticamente imperialista. Nel senso che non esisterebbe se non fosse stata forgiata come entità politica dalla violenza di un impero che ha sottomesso innumerevoli popoli ed etnie. Questo segnala un problema di fondo importantissimo, che non può essere ignorato da chi ha a cuore la stabilità della propria nazione e della propria democrazia: l’afflato imperialista è parte integrante della mentalità russa moderna. E questo è un dato imprescindibile perché da questo dipende tutto quanto.

    L’errore di fondo di chi critica l’espansione orientale del Patto Atlantico è quello di pensare che senza l’espansione NATO la Russia non sarebbe stata una minaccia per l’Occidente. Ma non è la NATO ad aver ingenerato nei russi le loro tendenze imperialiste, che sarebbero rimaste immutate anche senza la presenza NATO nei paesi dell’ex Patto di Varsavia. Qualcuno pensa veramente che quei paesi avrebbero potuto preservare la propria indipendenza se fossero stati obbligati ad una condizione di neutralità? E la neutralità militare dei russi nei loro confronti, di grazia, da chi sarebbe stata garantita? Ma da nessuno, la Russia avrebbe fatto quello che sta facendo adesso, nella stessa identica maniera, mangiandosi stato dopo stato, fino a portare il confine della sfera d’influenza russa a contatto con la frontiera dei paesi NATO. E a quel punto saremmo stati esattamente nella situazione attuale, con la differenza che di fronte non avremmo avuto una Russia isolata, bensì un blocco molto più grande e potente, fronteggiato da una NATO ancora più debole di quanto già non lo sia. E se non si capisce questo, non si va da nessuna parte.

    L’errore di molti analisti benpensanti, che si illudono di impugnare la verità assoluta della storia, è quello di pensare che la Russia operi secondo la seguente stringa logica: “Io ti aggredisco solo se tu mi aggredisci”. Ovvero, l’aggressività russa è subordinata all’espansione orientale della NATO, che ha provocato questa reazione violenta dal lato opposto. In realtà, questa semplicistica e banale lettura dell’intricatezza storica, culturale e politica della Russia crolla di fronte al reale schema logico su cui opera strategia russa, che è il seguente:
    1- “Io ti attacco se sono più forte di te”
    2- “Io non ti attacco se tu sei più forte di me, a meno che la situazione non esiga che io lo faccia”.
    In poche parole, è la tendenza all’espansione aggressiva della Russia ad essere la costante assoluta del sistema politico-storico degli equilibri di forza europei. La NATO si inserisce nella seconda metà del secondo nesso logico, ovvero “a meno che la situazione non esiga che io lo faccia” ed è solo in questo che è imputabile una dose di responsabilità storica alla NATO per aver cercato un’espansione oltre la capacità di tolleranza attuale russa. Ma è un errore logico della peggior specie pensare che tale aggressività militare sia un tratto insorto in risposta all’avanzata del blocco occidentale verso oriente, perché senza questo spostamento del confine del Patto Atlantico sarebbe stata semplicemente la Russia a riempire il vuoto politico nei paesi dell’ex Patto di Varsavia. In poche parole, quello che sta accadendo oggi sarebbe accaduto molto prima, se la NATO non si fosse espansa ad oriente, poichè sarebbe entrato in azione il primo nesso logico fondante della strategia politica estera russa, oppure lo scontro sarebbe accaduto un po’ più tardi, se la NATO avesse cercato di lasciare mano libera ai russi in Ucraina, Moldavia e Georgia, ma il conflitto sarebbe stato comunque inevitabile, in entrambi i casi. L’esistenza di un sistema autarchico/oligarchico in Russia è una minaccia per tutti noi, e la mentalità imperialista che anima la loro cultura è un terreno fertile su cui tendenze ultranazionalistiche e rivendicazioni irredentiste possono attecchire, crescere e fiorire, portando i terribili frutti della guerra in tutta Europa.

  16. Eh ma le basi nato

    Scherzi a parte 92 minuti di applausi. Se gli indipendentisti sardi sapessero leggere qualcosa di diverso da roba rossa e usare delle fonti gli manderei tutto il post

    Aggiungerei anche le varie manipolazione di partiti ed elezioni in tutto il mondo comprese quelle usa, la Brexit ecc

  17. “….ma in Occidente intellettuali come Chomsky e Mearsheimer possono esprimersi liberamente senza ritrovarsi una pallottola nella nuca”

    Perché non parliamo di Snowden ed Assange allora, magari loro una pallottola sulla nuca non la riceverebbero ok, ma entrambi mi sembra non stiano vivendo la migliore delle vite.

    Con ciò non voglio assolutamente difendere Putin, ciò che ha fatto e sta facendo fa schifo così come fanno schifo altrettante cose fatte da nato e Stati Uniti. Semplicemente chi va contro i potenti si scava la fossa da solo, che sia Occidente oppure Oriente non fa differenza, tutto il mondo è paese. Loro giocano a scacchi ma sulla scacchiera ci siamo noi, a pagarne le conseguenze.

  18. Mi sembra che qualcuno nei commenti si stia dimenticando che nella nato i paesi chiedono di entrarci, loro vogliono essere lì, con la Russia non mi sembra vada proprio così, è giusto un piccolo dettaglio, piccolino.

  19. Molto banalmente, se riduciamo il mondo a un condominio , solo i tuoi vicini sanno che razza di pezzo di merda sei.

  20. Analisi tutta corretta per quanto mi riguarda. Faccio una sola osservazione:

    >Se penso che ancora oggi c’è gente fiera di sventolare la bandiera dell’Unione Sovietica con la falce e il martello mi vengono i brividi

    Detto che le teste di cazzo esistono in ogni fazione, da reggiano devo precisare che chi esprime simpatie sovietiche, per esempio organizzando manifestazioni annuali presso Piazza Lenin a Cavriago, solitamente lo fa celebrando selettivamente determinati aspetti del comunismo che, ovviamente, non hanno a che vedere con lo sterminio di altri popoli. Tendenzialmente le simpatie nei confronti dell’Unione Sovietica sono simpatie verso la promessa che quel progetto doveva essere e che in parte è stato. Esattamente come una qualsiasi celebrazione dell’Italia celebra la nostra cultura e non l’utilizzo del gas mostarda in Etiopia.

  21. A me a volte sembra che proprio non si colga il punto della questione. La Russia, senza tornare troppo indietro all’unione sovietica ma senza dimenticare che da là arriva, agisce per il proprio interesse geopolitico e commette cose moralmente riprovevoli. Noi occidentali non reagiamo all’attacco russo perché difendiamo dei valori o perché i nostri stati sono buoni e russi e cinesi sono cattivi. Noi siamo esattamente come loro. Su tutto. I cittadini russi si sentono i buoni e credono che noi siamo i cattivi. Noi facciamo la stessa cosa e non se ne esce. Agli stati, TUTTI, non importa nulla di noi cittadini, dei valori, della morale, della vita delle persone, della libertà. Agiscono solo per interessi geopolitici o finanziari e poi ci raccontano da un lato e dall’altro le favole per noi deficienti sulla libertà, la resistenza, gli eroi e i mostri. Si mandano armi perché chi le produce guadagni. Si mandano per penalizzare la Russia e indebolirla militarmente e ridurre la sua zona di influenza. Il resto sono tutte palle per noi poveri scemi che ci esaltiamo per l’eroica resistenza mentre la gente si fa a pezzi.

  22. Mi permetto di aggiungere 3 e) annessione delle repubbliche separariste (come in Crimea) in nome dell’unità del popolo russo una volta che il territorio è stabilizzato

  23. Che post ridicolo. Il Donbass fomentato dai Russi sembra una battuta da film comico, ma l’apice si raggiunge con la russificazione dei vari Stati, che dimostra conoscenze di storia da quinta elementare. Curioso anche l’assolutismo nei confronti di holodomor, scenario sul quale tuttora ci sono discussioni tra storici.

  24. Piccolo aneddoto di un mio collega polacco cresciuto durante il periodo sovietico.

    Si faceva spedire materiale turistico occidentale in inglese per imparare la lingua. Gli arrivo’ l’equivalente polacco del KGB a casa a interrogarlo sul perche’ aveva tale materiale e se aveva intenzione di scappare.

  25. La Russia ha storicamente e culturalmente un’atteggiamento (e una politica) imperialista, e i paesi limitrofi che sono sfuggiti da qualche decennio all’abbraccio fraterno dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia **ne hanno paura**. Direi con ragione, solo a vedere la storia recentissima (2008 Georgia, 2014 Crimea, 2022 Ucraina); se poi risaliamo un po’ più indietro nel passato ne vediamo di ancora più belle, come ci spiega OT.

    La naturale reazione a questa – giustificata – paura è cercare protezione, e in questa area geografica ci sono solo due possibili fonti di protezione: la NATO e l’EU. L’EU è un organismo politico che, assieme alla mutua protezione, prevede anche una cessione – parziale – di sovranità, e un processo di adesione lungo e complesso. La NATO d’altra parte è un’alleanza puramente militare, con un processo di adesione più snello, condizioni meno difficili da soddisfare e “costi” – anche politici – apparentemente inferiori. Dico “apparentemente” perchè la NATO ha il grosso difetto di essere egemonizzata dagli USA, che si arrogano il diritto di stanziare truppe e sistemi d’arma sul territorio dei paesi membri (“per difendervi meglio”, eh?). Ciò nonostante, l’opzione dell’adesione – volontaria – alla NATO è stata spesso (es. Macedonia, Montenegro, Croazia, Albania, Romania, etc.) la soluzione “preferita” (o l’unica percorribile) per ottenere la protezione esistenziale cercata.

    Quindi: l’espansione della NATO in Europa dell’Est è un fenomeno reale, ma è stata principalmente alimentata dalla – giustificata – paura che incute la Russia. D’altra parte, avere la NATO alle porte dà oggettivamente fastidio alla Russia perché 1) non può più bullizzare gli stati limitrofi che ritiene “cosa sua” con la minaccia dei carri armati, una volta diventati membri della NATO e 2) avere truppe e missili del tuo “nemico #1” alle porte è inaccettabile per chiunque.

    In un mondo moderno e pacifico si dovrebbe sempre tenere conto delle legittime esigenze di tutti, sia partner sia antagonisti: mentre la prima (minacciare aggressioni militari contro gli stati vicini) **NON** è legittima, la seconda (non avere missili USA a meno di 100km da casa) è oggettivamente una esigenza sacrosanta (vedi crisi di Cuba del 1962).

    Quindi IMO la soluzione della “crisi” Ucraina (e di tutte le prossime crisi analoghe che è fin troppo facile prevedere) dovrebbe essere:

    1. cessate il fuoco
    2. sanzioni feroci contro la Russia fino al ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina (inclusa Crimea)
    3. L’Ucraina taglia immediatamente i ponti con le formazioni di estema destra che ha sostenuto fin ora e abolisce le ridicole leggi vessatorie contro le minoranze russofone
    4. Crimea, Donbass e altre regioni russofone in Ucraina diventano “regioni a statuto speciale” con ampia autonomia amministrativa e legislativa all’interno dello stato sovrano Ucraino e assoluta tutela delle minoranze linguistiche e culturali (con garanzia e supervisione UE)
    5. l’Ucraina rinuncia permanentemente alla membership NATO e si dichiara “neutrale” stile Austria (il che non vuol dire disarmata)
    6. Ucraina chiede l’ammissione all’UE, che avvia l’iter specificando che l’impegno di mutua protezione **vale da subito**, nelle more del completamento del processo di adesione

    In poche parole, sono d’accordo con Draghi.

  26. il discorsetto degli equilibri internazionali mi fa schifo, ma non come figura retorica, mi fa veramente senso. per il bilanciamento di questi equilibri l’europa orientale fu venduta a stalin, e in cambio l’occidente ebbe non la sicurezza ma la guerra fredda. ora gli intelligentoni geopolitici prendono sul serio la propaganda russa ripetendo la menzogna, ora diventata follia nella testa di chi ha dimenticato la storia, che se solo l’occidente lasciasse stare, la russia starebbe tranquilla anziché riformare il suo imperio. ma quando mai, ragazzi.

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