
Cambiamento climatico, il 95% degli Stati non ha presentato i nuovi piani di riduzione delle emissioni: l’Europa in ritardo e il caso Usa
by StroopWafelsLord

Cambiamento climatico, il 95% degli Stati non ha presentato i nuovi piani di riduzione delle emissioni: l’Europa in ritardo e il caso Usa
by StroopWafelsLord
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Commento starter: Devo dire che e’ difficile avere speranza dopo decenni di ritardi e parole all’aria. Gli Stati Uniti sono nel 5% sotto Biden, che probabilmente grazie al Dixi al potere torneranno fra i 95%.
Come vedete possibile un cambio di rotta veloce? Certo, costa la transizione e tutto (fra l’altro non e’ vero, costa letteralmente di piu’ pagare per i nubifragi che ormai ci sono ogni anno), ma anche se costasse davvero tanto, l’alternativa sono MILLIONI di persone senza cibo e acqua per periodi prolungati di tempo.
Vorrei vedere che hanno da dire le persone che ogni volta si lamentano per i Just Stop Oil e per Ultima Generazione.
Ovviamente continuerà tutto come è accaduto finora: tanto greenwashing dalle aziende, dati palesemente falsificati dalle nazioni, clima in peggioramento e via discorrendo. Nonostante tutti i passi avanti che si possono essere fatti, i dati reali dimostrano che non c’è stata nessuna frenata globale alle emissioni di gas serra ma anzi, una accelerata.
Non è che in generale ce ne si stia sbattendo, per carità, però è come se fossimo in autostrada con un burrone alla fine: l’ideale sarebbe fermarsi e fare retromarcia ovviamente, o almeno rallentare. Invece si sta pigiando sull’acceleratore, con tutti gli interventi finora che si sono praticamente limitati a pigiarlo un poco meno a fondo, però aumentando comunque la velocità.
[EDIT] Giusto per capire, guardate [questo grafico](https://images.ctfassets.net/cxgxgstp8r5d/entry-cm_854-image/abc9ee9560a7af40a5356f68df4f7086/entry-cm_854-image.jpg): la linea azzurra sarebbe possibile SOLO se da OGGI le emissioni globali diventassero istantaneamente 0 o meno. Il nostro futuro è la linea arancione e, dati alla mano, se continuiamo sul trend degli ultimi 20 anni saremo nella parte alta della forbice.
Il momento migliore per agire erano gli anni 60 con la spinta combinata di nucleare e ecologisti. Il secondo momento migliore erano gli anni 80, dopo la crisi del petrolio globale e l’arrivo del fotovoltaico. L’ultimo treno erano gli anni 90. Adesso al massimo potremmo cercare di cercare di tamponare gli aspetti meno gravi, ma di questo passo il disastro climatico che già oggi viviamo diventerà non solo la norma ma un obiettivo a cui sperare di ritornare: “ti ricordi quando in inverno anche in Europa meridionale c’era la neve in montagna?”, “ma lo sai che negli anni 20 gli uragani mediterranei erano tipo una rarità?”, “meteo: nella giornata di domani si prevede un leggero temporale estivo sulla città di Torino, solo chi abita nei piani a livello terreno o inferiore è invitato all’evacuazione. I rifugi antigrandine saranno aperti a partire dalle ore 10” potrebbero essere frasi non irreali tra 50 anni.
Mi sembra abbastanza chiaro che gli stati si sono fatti due conti e hanno deciso che è più conviente che ognuno si adatti come può al cambiamento piuttosto di sconvolgere l’economia di tutto il mondo.
Rip mondo.
Vabbè prima di estingue l’uomo meglio è per il pianeta.
Se volete farvi due risate, amarissime s’intende, Andreas Malm, quello di “How to Blow Up a Pipeline”, ha recentemente pubblicato un nuovo libro sull’argomento: *Overshoot: How the World Surrendered to Climate Breakdown.* Qui c’è una [bella recensione della LRB,](https://www.lrb.co.uk/the-paper/v47/n02/brett-christophers/so-much-for-paris) cui hanno anche dedicato un [podcast.](https://www.lrb.co.uk/podcasts-and-videos/podcasts/the-lrb-podcast/have-we-surrendered-to-climate-breakdown)
> As Malm and Carton see it, we have arrived at the acceptance of overshoot in successive steps. The first step was a shift in focus from mitigation (addressing the causes of warming) to adaptation (learning to live in a warmer world). When politicians in high-emissions countries emphasise the importance of adaptation and climate ‘resilience’, as they began to do in the 1990s, it usually means they have abandoned mitigation. We need to learn to adapt because we can’t – that’s to say, won’t – tackle the causes of climate change.
> […]
> Overshoot ideology is writ large in the statements issued by major governments about their climate goals and how they intend to achieve them. No government speaks of actual zero: net zero – itself a creature of overshoot – dominates official climate policy. But, even more telling, all talk of mitigation (essentially, asset stranding) has given way to the terms and tools of overshoot: adaptation, CO2 removal, geoengineering. The world of overshoot is one in which robust mitigation in the here and now, based on proven zero-carbon technologies of energy generation, is sacrificed for redemptive action based on uncertain technologies.
Il focus del libro è la connivenza del mondo (sia liberale che non) con l’industria fossile. Che è una roba orrenda, eppure a me ancor più sconforto viene dalla constatazione che pure “alla gente”, e non soltanto alle alte sfere del Capitale, la Fine non sembri interessare poi molto. Quella secondo me è la principale responsabilità di ognuno di noi, aldilà del chiudere le luci sulle scale ed altre cose, piccole eppure importanti, che possiamo fare ogni giorno. Il grande disagio mi viene quando leggo di così tanti convintissimi che il problema vero, o quantomeno uno paragonabile alla distruzione della terra, sia che quelli che protestano “esagerino”, “si facciano odiare” o fesserie simili.
Non è la terra che si ribella, siamo noi stronzi.
L’asteroide 2024 YR4 per assurdo, se colpisse la terra 2032, potrebbe darci qualche anno di grazia. Per ora le stime dicono sahara o oceano atlantico come luoghi d’impatto, e mica sarebbe male eh… alza un bel polverone, ci facciamo una decina d’anni di nuclear winter… e qualche decimo di grado lo recuperiamo.
Anzi, questa è un’opportunità che non ricapita. 2030, missione ESA-NASA congiunta per deviare l’asteroide affinché COLPISCA la terra. una DART al contrario…
Abbiamo semplicemente rinunciato. Chi ha soldi e potere non sarà qui tanto tra 20-30-50 anni, e si sta assicurando di lasciare ai figli soldi sufficienti
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