[ER] La manovra del governatore de Pascale: aumentano Irpef, Irap, bollo auto e ticket sui farmaci

by tmchn

16 comments
  1. Dopo l’aumento dei biglietti del bus, sembra quasi che Lepore e De Pascale si siano coordinati per mazziare i cittadini

    Fra l’altro parlando ti aumento solo sopra i 28k di RAL, come se fosse chissà quale stipendio per vivere in Emilia Romagna…

  2. Fatemi capire, tutti i disastri capitati negli ultimi mesi pensate che li pagassero con i soldi del Monopoli? Ovvio che qualcuno deve pagare. Io preferirei ci fosse un fondo gestito a livello europeo ma se manco i fondi statali ci sono il conto qualcuno deve pagarlo.

  3. Ma si sono messi d’accordo per far stravincere il centrodestra alle prossime elezioni?

  4. Presidente, il governatore lasciatelo in oklahoma o wyoming

  5. Sinceramente se questi soldi rimangono veramente nella mia regione sono più predisposto a pagarli

  6. Stangata su IRPEF, come al solito su chi prende di più che viene usato come vacca da mungere per ogni aumento di tasse.

    Chissà come mai i giovani vanno all’estero eh?

  7. Federalismo fiscale

    – se proposto da regioni tendenzialmente di centro destra (Lombardia, Veneto): no, demonio, l’unità della repubblica, disparità tra nord e sud

    – lo dice il presidente di regione di csx (nel caso Emilia-Romagna): massima misura di civiltà

    ***
    Ok, De Pascale non esplicita ciò, ma di fatto è quello che si attua con queste misure.

  8. La piaga dei kulaki è ancora presente e quindi è giusto adoperarsi per debellarla

    EDIT: ma davvero devo mettere la /s?

  9. Già a Ravenna aveva combinato disastri e puntualmente è governatore. Fantastico.

  10. Esistono in Italia quelli che, anziché voler spendere e spendere sempre di più incrementando le tasse per farlo, pensano anche a come efficientare la spesa per potersi permettere di più senza necessariamente aumentare le tasse o, magari, diminuirle?

    *Per l’amor di Dio, è possibile che mi downvotiate per una cosa sensata? Scommetto che chi mi downvota è la stessa gente che emigra o è già emigrata perché “le tasse in Italia sono alte” o “perché non c’è lavoro”. Ma è normale, altrimenti come facciamo a pagare la spesa pubblica? Siamo un paese di circa 24 milioni di occupati su 59 milioni di persone. In pratica, significa che una parte consistente della popolazione attiva, circa il 40%, sta mantenendo il resto del paese. Questo vuol dire che ogni persona che lavora non solo si guadagna il proprio stipendio, ma produce anche la ricchezza necessaria a sostenere i servizi pubblici, la previdenza sociale, e chi non è occupato. Per farla semplice: se il vostro netto è di 1500 euro, il vostro lordo sarà di circa 2100, ma considerando contributi e oneri vari, l’azienda sborsa effettivamente circa 3000 euro per ogni persona. Di questi 3000, voi ne ricevete solo una parte, circa 1500, mentre il resto viene destinato a coprire pensioni, disoccupazione, assegni familiari, bonus e tutti gli altri servizi pubblici. Lo capite che questo sistema è insostenibile? È ovvio che gli stipendi non aumentano, e anche quando aumentano, lo fanno in maniera insignificante, perché gran parte di quanto guadagnate finisce nelle tasse. Non capisco perché si continui a tassare sempre di più, senza mai chiedersi dove finiscono quei soldi. Più si tassa, senza che i servizi al cittadino siano proporzionati, più si perde competitività. La gente è meno motivata a lavorare di più, a chiedere aumenti, a lavorare in regola, e a rifiutare il lavoro in nero. Inoltre, c’è sempre meno voglia di fondare startup o far crescere quelle già esistenti. Abbiamo una spesa così alta che, pur aumentando sempre queste tasse, non riusciamo mai a farcelo bastare e dobbiamo ricorrere sempre più all’indebitamento. Spendiamo 10? 9,5 li prendiamo con le tasse e 0,5 con il debito. L’anno prossimo, con le tasse ne prendiamo 10, peccato che non spendiamo più 10, ma 10,5, quindi dobbiamo prendere 0,5 in prestito, e così via, aumentiamo la spesa, aumentiamo il debito, aumentiamo gli interessi sul debito che a loro volta aumentano il debito, aumentiamo le tasse, e così via…fino al baratro economico del paese. Fanculo a chi grida all’austerità quando qualcuno parla di diventare un paese che riesce a vivere con quanto può permettersi, senza spendere più di ciò che ha. Il vero problema è che più aumentano le tasse, meno si risolvono i problemi. È paradossale: per ridurre le tasse a livello individuale, bisogna aumentare l’occupazione. Ma per aumentare l’occupazione, bisogna che il costo del lavoro per le aziende sia più basso, e che ci siano meno tasse, specialmente nelle zone dove l’occupazione è bassa*

  11. Comunque quando sento qualcuno parlare di sinistra indicando Lepore e De Pascale mi viene una sorta di gigantesco brivido e giuro, giuro mi esce una voglia a forma di Gramsci sul petto.

    Sono due renziani di ferro (quindi forzisti moderati) che han vinto grazie al fatto che piuttosto di votare gli innominabili di destra (che sono obiettivamente innominabili ovunque, ma in Emilia particolarmente) ci si é turato il naso e amen.

    Cioè io lo vorrei davvero sentire un dibattito tra Giuliano Granato e Massimo Lepore.

    Per ridere, per piangere, per incazzarmi pure. Ma soprattutto per capire a che livello di “centrodestra spacciato come centrosinistra” siamo arrivati.

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