Mi è capitato di sentire in TV commentatori di vario calibro menzionare un dato errato, ovvero che il gas russo copre il 45% del fabbisogno energetico nazionale (poco fa la Gruber ha sparato questo dato e Giannini l’ha ribadito).

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La realtà è che [il gas copre il 40/ 45% del fabbisogno](https://www.geopop.it/quali-sono-le-fonti-energetiche-che-utilizza-litalia-il-mix-energetico-del-nostro-paese/) energetico nazionale, e di questo gas [un 40% circa viene dalla Russia](https://www.geopop.it/le-vie-del-gas-naturale-in-italia-il-metano-russo-e-i-principali-gasdotti-per-limport/). Pertanto il 16/18% del fabbisogno energetico nazionale è coperto da gas russo, non il 45% (40% del 40%). *Ci sono molte fonti, ho scelto questa per praticità.*

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Come è possibile che dei giornalisti, si suppone informati, divulghino un dato così rilevante in maniera errata e con una tale leggerezza? il sottointeso è “non possiamo rinunciare al 45% dell’energia”, mentre si parla del 16% (non poco, ma c’è una bella differenza).

12 comments
  1. Fare la percentuale della percentuale? Pretendi che giornalisti e spettatori abbiano un dottorato in matematica?!?

    ^^^/S

  2. Rispondo parlando di questioni serie, sul pressappochismo del giornalismo nostrano si possono scrivere fiumi di inchiostro che tanto non si stupisce nessuno.
    La cosa divertente sai qual è? Che la Russia ha annesso la Crimea nel 2014 e da allora non abbiamo fatto un tubo per diversificare le nostre fonti di approvvigionamento di gas per conquistare l’emancipazione energetica dalla Russia, che bellamente invade l’Ucraina sicura che l’Occidente avrebbe continuato ad abbeverarsi al suo florido seno. Ricordo che nel lontano 2014, quando ero un imberbe giovincello privo di qualsiasi brandello di conoscenza geopolitica, mi chiedevo: ma come fanno le nostre sanzioni a convincere i russi a desistere se continuiamo a comprare da loro il gas senza batter ciglio?

    Il bello sai qual è? Ma una roba da sfondarsi dalle risate. Secondo una dichiarazione della Von Der Leyen di qualche giorno fa, una stima piazzerebbe il tempo necessario per svezzare completamente l’Europa dal gas russo sugli 8 anni, all’incirca. Quanto fa 2022-2014? 8 anni. Se ci fossimo svegliati allora e avessimo cominciato nel 2014 a fare quello che abbiamo iniziato a fare solo adesso, magari ora non prenderemmo il gas dai russi e, forse, la loro macchina bellica si sarebbe inceppata, e da un bel po’.

    Mi tornano in mente le parole di Severnini, riguardo alla mitologica lungimiranza da ottuagenario miope cronico con la cataratta che la nostra Unione possiede: “l’Europa funziona ad energia fobovoltaica. Ovvero, agisce solo quando ha paura.” Tradotto, facciamo quello che è doveroso fare solo quando ci viene la cagarella. Ma il problema di questo approccio strategico, legittimissimo, per carità, è che a forza di rischiarla e tenerla fino all’ultimo, finisci per non arrivare per tempo in bagno e a fartela addosso. E noi, diciamolo, abbiamo cacato proprio fuori dal vaso come Europa. Tutti quanti.

  3. Tuttavia, in prospettiva, l’idea è che il gas naturale sia utilizzato maggiormente nella transizione alle rinnovabili

  4. Può anche darsi che i giornalisti, specialmente quelli rinomati, facciano *propaganda anti-russa* perché non vogliono perdere il posto di lavoro. Tipo TGCOM24 che trasmette le immagini del film Deep Impact fingendo che siano ucraini in fuga da Kiev. O la figuraccia fatta da La Stampa.

  5. Oggi i giornalisti fanno a gara a chi pubblica prima la notizia, con il risultato che ti trovi a leggere articoli pieni di errori di battitura.

  6. Purtroppo i terminal LNG troveranno una utilizzazione ideale. Aumentando il costo ambientale del consumo di energia.

    Il governo italiano per una volta sembra essere stato lungimirante nel realizzare la rete di rigassificatori. In realtà ha investito miliardi nell’incentivare l’uso di fonti e processi ancora più sporchi di quelli che dovremo abbandonare.

  7. >Come è possibile che dei giornalisti, si suppone informati, divulghino un dato così rilevante in maniera errata e con una tale leggerezza?

    Perché i giornalisti non sanno un cazzo di nulla. O per essere generosi, sanno poco di tutto. E nella maggior parte dei casi non vendono informazione, ma intrattenimento.

    E no, non solo quelli italiani.

    Michael Crichton aveva ironicamente identificato l’effetto amnesia di Gell-Mann: tu leggi una pagina di giornale su un argomento che conosci (es: parlano di reddit) ed è evidente che il giornalista non capisce un cazzo.
    Ma poi giri pagina, e c’è un articolo di geo-politica e immediatamente te ne dimentichi, e pensi che il giornalista sia competente.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Gell-Mann_amnesia_effect

  8. Purtroppo è un sistema confusionario dato dalla questione di fornire numeri. Esempio sempre da geopop

    [https://www.geopop.it/video/non-solo-gas-tra-italia-e-russia-cosa-potrebbe-perdere-litalia-a-causa-della-guerra-in-ucraina/](https://www.geopop.it/video/non-solo-gas-tra-italia-e-russia-cosa-potrebbe-perdere-litalia-a-causa-della-guerra-in-ucraina/)

    *D’altro canto il mix energetico italiano è chiaro: il 41,8% delle fonti che consumiamo per produrre energia è costituito da gas naturale e, di questo, la fetta maggiore, il 38,2%, viene dalla Russia.*

    detto così sembra che “il 38,2% della nostra energia è prodotta da gas russo”, mentre in realtà è il 38,2% di quel 41,8%…in una frase buttata al volo sul tg mentre si mangia questa cosa confonde tantissimo. Lo scopo dei giornalai infatti sarebbe tradurre in sistemi comprensibili questi fatti.

  9. Per dare informazioni sempre sull’onda sempre pronte sempre di grido alle volte come in questo caso ( e anche colpevolmente in molti altri purtroppo ) queste sono poco accurate. La scarsa profondità è legata anche al tempo necessario a produrre una informazione ponderata e accurata. Nell’era del tweet oltre il linguaggio anche l’informazione per essere fast perde in seplificazione fino a perdere il senso della notizia e accuratezza, d’altra parte è quello che molti vogliono… Con buona pace dell’accuratezza. Però almeno consola sapere che non tutti sono pronti a bere la prima chiacchiera anche se ventilata da soggetti passati dal giornalismo allo show-anchor business.

    La tragedia è spettacolo. L’indignazione per soprusi, spettacolo. La vita in lacrime, distrutta, smembrata, insanguinata, morta… spettacolo. Tutti col cuore in mano al momento, ma come uno spettacolo così un altro 5 minuti dopo dal grave si è passati al balletto sgambato e scosciato o a finte discussioni su triangoli amorosi tra soggetti con il QI di una talpa ma esteticamente belli.
    Quindi la vita stessa perde significato, comodamente dal divano ci si beve tutto o al più si fa zapping fino all’imbonitore che più spettacolarizza… Ma sotto sotto non gli frega una fava… Stile Giletti o ancora peggio Giordano.

    Monta la convinzione che molti argomenti non dovrebbero essere oggetto di show e ancora di più che molte volte la televisione più è spenta e meglio è.

  10. Il problema sono le percentuali, la gente non le capisce che siano “acculturati” o no

    Purtroppo restano il mezzo migliore per fornire dati, ma come al solito bisogna saper leggere/interpretare i dati non solo fornirli (spararli) a caso

    Con i dati del Covid abbiamo avuto lo stesso problema negli ultimi anni, ma è davvero un problema frequentissimo specialmente fra gente (come la maggiorparte dei giornalisti) che non mastica nemmeno un minimo di matematica/scienza

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