L’omicidio di Marco Biagi

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  1. L’unica cosa che mi sento di dire è che, pur essendo riusciti nell’obbiettivo di ucciderlo, non sono riusciti a cancellarne il ricordo: la l. 30/2003 e il conseguente d.lgs. 276/2003 resteranno sempre nella memoria come legge Biagi e decreto Biagi, per cui un omicidio a dir poco fallimentare negli intenti che non ha fatto altro che far nascere un nuovo martire.

  2. Ha firmato una legge che ha, di fatto, messo l’Italia sulla china della flessibilizzazione dei contratti e della precarizzazione del mercato del lavoro.

    Nessuno è in grado di negare questo semplice fatto.

    Lo ha fatto **contro il volere** e **contro l’interesse** della popolazione (fosse stato fatto un referendum l’Italia avrebbe sicuramente votato contro, se informata correttamente sulle conseguenze di questa legge).

    Trovo **triste** e **indegno** di una democrazia che per manifestare un legittimo dissenso contro una decisione come quella, in **assenza di strumenti di revoca o veto** nelle dirette mani del popolo, un gruppo di sovversivi abbia deciso di ricorrere all’omicidio.

    Ancora una volta si possono aprire infinite discussioni sulla natura del nostro regime politico, se è davvero democratico, sull’illegittimità dei nostri rappresentati e sulla violenza che questa tende a creare.

    Vennero poi la modifica dell’articolo 18 e il Job Act [**voluto dall’UE**](https://rivistapaginauno.it/dal-jobs-act-alla-loi-travail-la-francia-e-noi/), a riprova che l’unica lezione che fu tratta dall’omicidio di Biagi **non fu** quella di fare in modo che la politica rappresenti il volere degli elettori, ma che bisogna evitare di eliminare le scorte.

  3. Peccato che l’articolo si focalizzi solo sull’aspetto di cronaca e non sulla legge che poi portò il nome di Biagi. Un’occasione sprecata per fare luce sulla precarietà del lavoro dipendente in Italia e sulle riforme del lavoro negli ultimi 30 anni.

  4. Sono un giuslavorista.
    Meglio che non mi esprima sulla questione altrimenti finisco in carcere.

    Mi limito a dire che il dlgs 276/2003 è una delle norme che più ha fatto male a questo Paese.

    A onor del vero però le idee di Biagi (ucciso prima della promulgazione delle normative) erano leggermente diverse. La struttura attuale della norma la si deve a Roberto Maroni, ma chissà come mai nessuno va a chiedere conto alla Lega del precariato.

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