Buongiorno a tutti!

Qualche giorno fa un utente aveva creato un post interessante sull'eco-colpa. In molti hanno risposto che la colpa non può essere individuale: la crisi climatica è stata determinata dalla politica e dalla politica deve essere gestita (in estrema sintesi).

Sono della stessa idea ma… non posso fare a meno di pensare che, in un mondo utopico, se io e altri milioni (o miliardi) di persone facessimo del nostro meglio per inquinare meno, qualche passo in avanti ci sarebbe.

Quindi sì, anche io, nel mio piccolo, nonostante cerchi di razionalizzare la cosa, mi sento eco-colpevole. E questo mi mette un po' a disagio (niente di invalidante, ma ci penso spesso).

Vorrei quindi provare a ridurre il più possibile la mia impronta ecologica, nei limiti di una vita "normale" del primo mondo. Forse è solo un modo egoistico di levarmi di dosso il senso di colpa, ma tant'è.

Ho trovato queste semplici linee guida:

https://youth.europa.eu/get-involved/sustainable-development/how-reduce-my-carbon-footprint_it

Sono vegetariano (vegano è troppo complesso al momento), cerco di "fare economia" sugli sprechi casalinghi (di cibo, acqua, gas ed energia), provo a limitare gli spostamenti in auto non necessari ecc ecc.

Faccio fatica sull'abbigliamento: vero, potrei comprare vestiti usati (magari su Vinted? Avete alternative?) ma, non so perché, l'idea non mi soddisfa (sono limitato io). Il problema è che faccio fatica a trovare vestiti nuovi (anche molto semplici: magliette, tute, intimo) se non a cifre altissime. Avete per caso dei suggerimenti in questo senso?

E, in generale, voi che accortezze usate per ridurre la vostra impronta ecologica?

by WLfan

22 comments
  1. Niente di più ecologico ed etico dello stile di vita minimalista. Compra poco e di qualità. Usa quello che hai già in casa e compra italiano. Grazie per esserti posto il problema.

  2. Per quanto riguarda i vestiti se vivi vicino a una città prova a vedere se c’è un Humana Vintage o altri negozi di seconda mano, ci ho trovato cose interessanti a prezzi più che ragionevoli.

  3. Io sono dell’idea che se non altro dopo si ha la coscienza piú pulita nel lamentarsi.

    – Evitare di comprare cagate cinesi stile temu/shein
    – Usare prodotti di qualitá e fino a fine vita
    – Non cadere vittima del consumismo estremo.
    – Evitare lo spreco alimentare. Cucinare é bello, fa bene e organizzare i pasti puó essere un gioco in se. Meglio le materie prime che prodotti iper raffinati e pieni di packaging inutile.
    – Riciclare

    Io mi muovo a piedi o in bici, ma vivo in una cittá in cui é fattbile farlo. Sicuramente usare l’auto per fare 500 mt da soli in stile americano lo vedo un comportamento pessimo.

  4. Ah giusto, sono io il problema.vado a chiudere la mia fabbrica che ho delocalizzato in Cina per fare più soldi.

    Truly a reddit moment.

  5. Le azioni individuali sono inutili (tranne appagare il nostro ego). Per ottenere

    > se io e altri milioni (o miliardi) di persone facessimo del nostro meglio per inquinare meno, qualche passo in avanti ci sarebbe

    occorre organizzarsi in modo politico. So che è meno sexy ed è poco instagrammabile.

  6. Ridurre la propria impronta ecologica è utile alla causa del cambiamento climatico quanto è utile mangiare tutto il pasto per risolvere la denutrizione dei bambini nei paesi africani. Il tuo maglione ecologico o la tua spesa a km0 valgono zero se non sei coordinato con i decisori politici.

    Pensa che ogni singolo jet privato che vola inutilmente per una persona, vanifica completamente i tuoi sforzi.

  7. Io nel mio piccolo ho messo il piano a induzione così non brucio gas metano per cucinare.

    Non ho la macchina perchè vivo in città e se mi serve posso prendere quelle del car sharing eletrico.

    Per gli spostamenti giornalierie e lavoro uso un monoruota elettrico che è ingrado di percorrere oltre 120km con una carica a velocità intorno ai 50km/h con un consumo di circa 30wh/km.

    Per l’abbigliamento spendo il minimo e lo faccio durare. Le magliette se di qualità durano diversi anni, stesso discorso per jeans e felpe. Se ne hai abbastanza da cambiare fra una lavatrice e l’altra sei a posto.

  8. Stai già facendo molto. Vestiti pochi e di qualità, se usati ancora meglio, bici e mezzi il più possibile. Elettrodomestici ed elettronica idem. Ignora chi ti dice che non serve a niente, se serve a te per sentirti meglio il tuo impegno è sicuramente più utile di un commento nichilista.

  9. faccio quel cazzo che mi frega, tanto niente che possa fare avra’ mai un effetto finche’ america e cina fanno quel cazzo che vogliono.

  10. Io a quelli che sostengono che le azioni individuali sono inutili faccio notare che non va misurato l’effetto positivo assoluto, quanto il rapporto effetto/fatica.

    Ad esempio raccogliere una cartaccia in un parco non costa praticamente alcuna fatica, quindi anche se l’effetto è infinitesimale perché non farlo?

    Come minimo ti farà stare bene con te stesso e la prossima volta che passi di lì vedrai meno spazzatura in giro. Non vale la pena il doversi piegare un attimo e fare qualche metro con una cartaccia tra le dita?

  11. Usare una semplice moka al posto delle capsule/cialde

  12. Riscaldamento e acqua calda a pompa di calore, auto utilizzata solo fuori città, no veganesimo o vegetarianesimo ma non compro carne da utilizzare a casa da anni.

    Soprattutto la prima dovrebbero farla tutti: più comfort, spesa per il riscaldamento dimezzata, consumo di energia diminuito almeno della metà, ma fino all’altro ieri assurdamente offrivano detrazioni per le caldaie a gas per far felice chi ce lo vende.

  13. Se vuoi ottenere qualcosa serve misurarlo, quindi direi di provare a usare qualche calcolatore online della tua impronta carbonica (o anche idrica se vuoi l’impronta ambientale, per quella ecologica non saprei, immagino quantificano anche le tonnellate annue dei rifiuti).

    Prima cosa fai una stima annuale o metti su un foglio di calcolo, solo dopo puoi creare il tuo piano di riduzione, con la %.

    Esempio vuoi essere carbon neutral, trovi un calcolatore online di impronta carbonica, che ti quantifichi la CO2 equivalenti , da lì hai 4 cose importanti se prendi l’impronta carbonica , oltre ad evitare viaggi in aereo:

    – Cambiare fornitore di energia elettrica e passare ad un’offerta 100% da fonte rinnovabile
    – Cercare di elettrificare il più possibile, fino a disdire la bolletta del gas e il carburante per i trasporti
    – Cambiare banca verso una banca che non investa in maniera diretta/indiretta nel settore petrolifero e del metano (esempio: banca Etica)
    – Prima o dopo dei punti precedenti , quando pensi di essere arrivato al punto di ad aver fatto il tuo ed aver ridotto il più possibile, è il momento di compensare la CO2 prodotta annuale o da quando sei nato se vuoi essere anche “cittadino carbon neutral” come viene sponsorizzato da vari servizi. Guardati l’ €/ton di CO2 e confronta con le varie piattaforme/progetti

    (E poi ci sarebbero le 9 o 7 R , ma di solito li reputo meno impattanti a livello quantitativo rispetto ai 4 punti sopra , a memoria : riutilizza, ricicla, ripara(ricama), recupera, ripensa, rigenera, ecc..)

    Cerca di essere quantitativo in tonnellate ad esempio, anche in generale, almeno ti eviti di soffrire per cose del tutto trascurabili rispetto alla tua impronta perché inizi a ragionare per costi/effetti

  14. Si può fare qualunque cosa, ma se poi si prende un aereo per piacere, magari per andare dall’altra parte del mondo a mettere le palle a mollo, tutto il resto sarà trascurabile o quasi. Triste (perché sono il primo che ama esplorare e viaggiare), ma vero.

  15. Non avere né figli né animali domestici.

    Ristrutturare la casa per avere una classe energetica alta.

    Non usare gas o legna per il riscaldamento e la cucina. Utilizzare il fotovoltaico e un contratto di fornitura elettrica 100% rinnovabile.

    Non vivere da solo.

    Non consumare carne né altri prodotti di origine animale.

    Acquistare solo prodotti di qualità, con una lunga durata e possibilità di riparazione. Massimizzarne il periodo di utilizzo.

    Preferire il mercato dell’usato. Vendere o regalare ciò che non si utilizza.

    Evitare prodotti e servizi di lusso, tra cui pernottamenti in alberghi costosi, spa, cene fuori, gioielli, accessori di moda, profumi, giochi d’azzardo e auto troppo belle. Soprattutto le auto.

    Escludere i prodotti che contengono alluminio non riciclabile localmente, come spesso sono lattine, cialde caffè e confezioni Tetra Pak.

    Evitare viaggi e vacanze lontane. Rinunciare a vacanze costose, incluse quelle al mare e la settimana bianca.

    Spostarsi in bicicletta, con i mezzi pubblici o con un’auto elettrica, preferibilmente condivisa. Per spostamenti lunghi preferire treno.

    Evitare vizi dannosi per la salute, come alcol, zucchero, fumo e droghe. Mangiare in modo sano e moderato. Evitare uno stile di vita sedentario.

    Non adottare comportamenti che possano nuocere alla salute o ai beni altrui. Ad esempio, rispettare i limiti di velocità e non andare al lavoro con la febbre.

    Non comprare regali. Non comprare regali. Non comprare regali.

    Non votare per la destra.

    Sostenere chi lotta per la democrazia e contro i regimi autoritari. Le guerre sono un disastro ecologico enorme e il risultato della concentrazione del potere nelle mani di pochi.

    Investire nei settori della transizione energetica, della sostenibilità e dell’economia circolare.

    Non comprare Bitcoin.

    Quando arriverà il momento, scegliere l’eutanasia.

  16. Faccio già tutto. Non ho la patente, non compro vestiti. 

  17. Io compro pochi vestiti e solo da marche eco friendly. La più economica e, per ora posso dire, di qualità che ho trovato è Organic Basics.

    Ho anche capi di Colorful Standard, Brava Fabrics (taglia piccino) e We Are Jolie (super soddisfatta, sia delle mutande normali che di quelle da ciclo), Dawn e Armed Angels. Amo Rifò, italiana, ma non ho mai veramente avuto l’occasione di comprare da loro.

    Quando compri poco puoi programmare meglio e prevedere la spesa. Io stavo cominciando a riflettere sul fatto che mi mancano un paio di pantaloni della tuta, quindi ho cominciato a guardare i prezzi e a valutare quali e dove comprare. Alla fine potevo cavarmela con un centinaio di euro, ma poi mia mamma me ne ha dato un paio suoi che vanno ancora benissimo.

    Organic Basics, che fa magliette semplici, ogni tanto fa anche un po’ di sconti. Anche Colorful Standards, più raramente, ma ne fa. Aspetta gli sconti e prenditene un paio. Se ti piacciono rinnova lentamente il tuo parco magliette e poi vedrai che non dovrai più comprarne per molto tempo.

  18. è una stronzata, l’impatto delle persone comuni è irrilevante. I soli data-center presenti in italia inquinano più di tutti gli abitanti, le attività residenziali e le piccole-medie imprese messe assieme.

    Questa cosa di dare la colpa ai cittadini o chiedere alla gente comune di sacrificarsi è una strategia di disinformazione diffusa dalle granzie aziende americane per continuare a inquinare come gli pare.

    PS: Se vuoi fare davvero qualcosa, impedisci a qualche influencer/ricco di prendere il jet per andare da qualche parte una volta l’anno e hai ridotto AZZERATO la tua “quota” senza fare altro e per altre 3 persone.

    https://pagellapolitica.it/fact-checking/quanto-emissioni-co2-jet-privato

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