
Più passa il tempo, più vedo apatia e incomprensione per la crisi climatica.
Siamo sempre più distratti dall'instabilità geopolitica internazionale, e dai problemi immediati, e come al solito l'"elefante nella stanza" viene dimenticato.
Capisco che il problema è che sembra ancora lontana, ed i suoi effetti essendo graduali e non netti come la caduta di un'asteroide o lo scatenarsi di una guerra non attecchiscono sul piano emotivo; ma è oggettivamente PEGGIO di tutto ciò.
La cosa sconfortante non sono tanto le persone prese dai loro problemi quotidiani che cercano di tirare avanti, ma proprio l'evidente incomprensione del problema da parte della politica e di chi potrebbe agire a riguardo (tra l'altro, l'impoverimento della popolazione generale è causato dall'incapacità del nostro modello economico di distribuire la ricchezza – breve spiegazione per esempio – che alla fine è anche una delle principali cause dell'inazione sul clima, e delle emissioni).
Sembriamo di fatto in balia di una serie di pazzi scatenati che nonostante lettere, conferenze e avvisi ben chiari di scienziati ed esperti, rifiuti di comprendere la gravità della situazione.
Anche le poche speranze di governi "buoni" non fanno altro che deludere le aspettative (tipo Lula in Brasile ); e ora che sembriamo tutti impegnati a farci la guerra e a ri-armarci, grazie alla deriva autoritaria degli USA, il cambiamento climatico continuerà di nuovo a passare in secondo piano, finché non diventerà una bestia indomabile che porterà inevitabilmente al collasso.
L'impressione è che tutti i governi siano convinti di avere un tempo illimitato, e che sia sempre possibile tornare indietro ad un certo punto, ma non è così.
Gli ultimi studi sembrano mostrare che la situazione è "peggiore del previsto", come spesso accade, in particolare quelli di James Hansen (fonte 1, post su r/climate), e praticamente siamo condannati, vista l'inazione globale, a superare la soglia dei 2°C, probabilmente entro il 2050 (anziché 1,5 C).
Questo significa: scioglimento dei ghiacciai, Atlantic Meridional Overturning Current (AMOC) che va a farsi fottere; quindi eventi climatici estremi sempre più frequenti, e sostanzialmente agricoltura sempre più difficile, dunque carestie e prezzi del cibo che aumenteranno sempre più, il che porterà inevitabilmente a instabilità interna agli stati e internazionale, quindi più guerre, etc. etc.
Ma la cosa più spaventosa sono i feedback loop del pianeta stesso oltre certi "tipping points": ad un certo punto inizierà a scaldarsi da solo, iniziando ad emettere più delle emissioni correnti dell'intera umanità, a causa di una serie di fattori – tipo permafrost che lascia scoperte larghe aeree di terreno, in cui batteri entrano in attività ed iniziano a decomporre piante e materia organica, rilasciando CO2 e metano.
Alcuni di questi sono già cominciati (per esempio in antartide e nell'artico), e anche le grandi foreste americane, Amazzonia compresa, sono dei "net-emitters" ormai, a causa di malattie degli alberi e incendi.
Una volta che questi feedback loops cominciano, fermarli è pressoché impossibile in tempi umani, e renderebbe vano anche azzerare le emissioni completamente. Il serio rischio è il collasso della civiltà umana entro fine secolo, se non l'estinzione.
Pur davanti a questi fatti incontestabili, nei media e sui social non se ne parla mai, ed è un discorso che passa sempre in secondo piano vista la situazione geopolitica internazionale. Vorrei capire quanti di voi lo percepiscono come un pericolo più grande di qualunque cosa stia succedendo in questo momento sul pianeta, nonostante sembri un pericolo immediato, o se davvero c'è un ingenuo ottimismo della serie "si vabbé ma a noi non ci toccherà…".
by Falereo
32 comments
Rassegnazione . Fortunatamente non ho figli ma mi dispiace per chi li ha. Faccio quello che posso, uso la macchina solo se piove, cerco di non sprecare, tengo il riscaldamento basso… con la consapevolezza che è una battaglia persa in partenza perché non siamo in grado di affrontare questo tipo di problema seriamente.
Quale cambiamento climatico?
Il cambiamento climatico non si “percepisce”, secondo canoni personali. Andrebbe semplicemente riconosciuto che la scienza ha dimostrato coi dati che è in corso un cambiamento; io non so se si antropico, ciclico o quant’altro: non sono un climatologo nè un fisico, e mi devo in qualche modo *fidare* degli scienziati (e lo faccio, per questo specifico tema, dato che non ne ho competenza). Da parte mia credo che l’impronta umana vada ben al di là del semplice “cambiamento climatico”: sovraturismo, consumi eccessivi di risorse, produzione ed uso dell’energia, immobilismo delle nazioni – sono tanti i temi che, se gestiti in modo più *moderno*, aiuterebbero anche il problema del cambiamento climatico.
Penso, in sostanza, che sia più facile per le persone pensare che qualcun altro possa risolvere i problemi per noi con qualche nuova invenzione miracolosa o decisione illuminata piuttosto impegnarsi in prima persona con piccoli cambiamenti, rinunce e più consapevolezza che, a livello planetario, permetterebbero la soluzione di tanti problemi.
Chi conosce la storia degli eventi climatici del nostro pianeta sa benissimo che l’uomo non ha la minima influenza sui cambiamenti che ci sono sempre stati ciclicamente da prima di lui e continueranno ad esserci dopo la sua scomparsa
Usato per giustificare aumento dei prezzi e mancanza di manutenzione del territorio.
Fatti incontestabili la probabile estinzione entro fine secolo?
Ehm… NO.
sento caldo…
Siamo davanti forse a qualche altra guerra mondiale, abbiamo dei problemi a breve termine da risolvere prima di sistemare quelli a lungo termine come il cambiamento climatico
Non ti è giunto il promemoria? Ora se credi nel cambiamento climatico, o nella scienza in generale, sei un comunista/sinistro/zecca/ecc.
I veri italiani patrioti guidano solo esclusivamente suv diesel.
Dico solo che a febbraio qui ci sono 18 gradi, e sudo al pensiero di cosa mi attende in estate.
Io bene, qua non c’e’ piu’ la nebbia per tutto l’inverno autunno e tra un quarto d’ora vado a fare un giro in bici con la felpa. Scoccia un po’ che non si vada piu’ a sciare ma la bici costa meno.
Non tanto male dai, potrebbe andare peggio.
Se ne parla poco perché quando se ne parla le soluzioni sono sempre cazzate colossali.
L’unico modo per ritardare l’inevitabile è rivedere in maniera congiunta il sistema economico, abbandonando di fatto il consumismo. Il che significa, semplicisticamente, cancellare il libero mercato e la libera iniziativa economica, delagare la produzione di beni ‘indispensabili’ ad aziende che operano in oligopolio o monopolio, col minor spreco di risorse ed energia possibile. Chiudere l’OPEC, passare alle rinnovabili e iniziare a razionare l’energia, perché di fatto quello andrebbe fatto
Questo significa creare qualcosa molto simile al comunismo. Le altre cose proposte sono tutte stronzate. Non è riducendo l’impronta ecologica del singolo che si risolve il problema
[deleted]
Mi rende ansioso in primavera. Io adoro la primavera, ma la sola idea che l’estate sta arrivando mi spaventa. In compenso mi godo molto di più l’autunno.
Questa idea del riscaldamento globale è piuttosto innovativa perché uso meno quello autonomo e non ho più comprato maglioni pesanti. Tutto sommato sto risparmiando! /s
Purtroppo l’atmosfera di uno è la stessa di chiunque altro. Per risolvere questo problema, dobbiamo essere tutti d’accordo ad investirci un sacco di risorse e a fare molti sacrifici. Se una fetta di persone anche piccola gira le spalle e se ne fotte, gli altri finiscono cornuti e mazziati.
Ma al mondo c’è un sacco di gente disperata che ha priorità molto diverse, semplicemente vogliono mangiare e mangiare meglio, vogliono spostarsi, vogliono qualche comfort. Figuratevi quanto gliene può fregare del cambiamento climatico.
Non è lontana per il c… Eventi meteorologici estremi stanno diventando la normalità, e si sa dagli anni 70 che sarebbe successo.
>Il serio rischio è il collasso della civiltà umana entro fine secolo, se non l’estinzione.
Se arrivo a domani già è tanto, e tu mi parli di fine secolo?
Cazzate a parte, non c’è molto da fare purtroppo. Se è un problema più grande di me oltre a bestemmiare non posso fare molto.
Io aspetto ancora il mare a Bologna. Per ora nulla e no, le inondazioni non valgono.
Ti dico solo che io e la mia compagna abbiamo deciso di non avere figli per questo motivo.
Con la depressione
Dovremmo chiederlo ai nostri nipoti e i loro figli, visto che avranno un pianeta invivibile, in cui anche solo coltivare pomodori sarà un’impresa erculea.
Ragazzi, ma Fringolo (e i suoi mille alt) che fine ha fatto? È tantissimo che non si sente.
Io sono abbastanza sensibile al cambiamento climatico, ma non credo che come dici sia lo scenario PEGGIORE al momento.
Una guerra atomica è molto peggiore di un cambiamento climatico. La perdita delle democrazie globali è più seria del cambiamento climatico (la pace degli ultimi 80 anni è un’eccezione più che la norma storica). La prospettiva di un’AI più intelligente dell’uomo è uno scenario più pericoloso della crisi climatica (questa opinione immagino sia meno condivisa).
Gli scenari di cui parli (innalzamento della temperatura, disastri più frequenti) sono scenari molto gravi, ma probabilmente in parte rimediabili. Ad esempio:
– per il mondo occidentale ci sono tanti tasselli che devono cadere prima di arrivare al rischio carestia dove la gente non ha da mangiare
– una variazione di 2C di temperatura genererà eventi catastrofici, ma ci sono posti nel mondo dove gli eventi catastrofici sono molto peggio che in Europa, e la gente ci vive.
– se chiedo a ChatGPT cosa succederebbe se la temperatura si alzasse di 4C gli scenari prospettati sono catastrofici, ma intanto non sono una minaccia esistenziale all’umanità (non ci estingueremmo), e tante di queste sono probabilmente gestibili (ad esempio ci saranno progressi agricoli significativi in 80 anni, ci saranno aree adesso troppo fredde che saranno abitabili). L’uomo si adatta molto.
Infine: l’Europa ha fatto enormi passi avanti sulle rinnovabili, almeno nei numeri. L’Europa almeno è sulla strada giusta (tra l’altro per l’Europa le rinnovabili sono pure convenienti geopoliticamente). Purtroppo un problema degli attivisti climatici è che non celebrano mai gli aspetti positivi.
L’unica soluzione che vedo per questo problema è la collaborazione internazionale. Purtroppo al momento non è messa bena e forse è anche per questo che non si parla di cambiamento climatico
Lo percepisco come, penso che la gente non si renda effettivamente conto do cosa significhi. ~~(Brb imaginetta scema usata dai negazionisti)~~ EDIT: eccola. Ora siamo intorno ai 59°F (15,1°C)
https://preview.redd.it/jjtlyhpk0jke1.png?width=620&format=png&auto=webp&s=2df54d1a43cfd933a0c38dc4cfcd1d667f27ee71
C’è un famoso grafico che in molti usano per dire “ma quale cambiamento climatico, un tempo la terra era molto più calda” indicando *periodo geologici* come il cretaceo superiore, o l’eocene. Periodi ESTREMAMENTE caldi, anche 10-12 gradi più caldi in media rispetto ad oggi. Periodi in cui ai poli non c’era neve, e in cui i mari erano 100 metri più alti rispetto ad oggi.
Una cosa che secondo me bisognerebbe spiegare alla popolazione è come la civiltà umana come la conosciamo (ultimi 10000 anni circa) si è potuta sviluppare perché le temperature si sono stabilizzate a un livello che potesse sostenerla. Prima, con un paio di gradi meno, c’era l’era glaciale, coi bradipi e i mammut. Non è che gli umani nei 100000 anni prima fossero più stupidi, semplicemente il mondo non era abitabile come lo è oggi.
Questo per dire, stiamo (rapidamente) uscendo da quella sottile fascia di temperatura che permette di sostenere una civiltà evoluta. Gli spazi abitabili (e dove vive la maggior parte della gente? Sulle coste…) e agricoli si ridurranno progressivamente, e la popolazione si ridurrà di conseguenza.
L’indifferenza di tanta gente mi fa male
Sudando, perloppiù
Innanzitutto grazie per aver pubblicato un post su questo argomento e grazie per i vari riferimenti che hai linkato. Io il cambiamento climatico lo percepisco molto, ogni giorno, forse soprattutto perché i vari social hanno capito che l’argomento mi interessa e quindi mi propongono le notizie relative. Ci penso quasi ogni giorno e cerco di comportarmi di conseguenza ogni volta che posso.
Sono d’accordo con chi ha scritto che non dovremmo preoccuparci del pianeta ma di noi stessi: qualunque catastrofe capiti, la natura ritornerà ai suoi equilibri, anche se ci vorranno migliaia di anni. Solo che noi nel frattempo saremo estinti o retrocessi a livello di scimmie. E mi sembra davvero stupido non desiderare il meglio per noi stessi. Credo che si tratti di un sano egoismo se si desidera che aria, acqua, terra, cibo siano puliti.
Purtroppo è anche vero che nessuno di noi singolarmente potrà risolvere nulla, ma siccome siamo tanti, io credo che possiamo fare la nostra parte e avere un impatto e male che vada se nel 2050 dovrò abbandonare la mia Puglia perché è diventata un deserto inabitabile, almeno potrò dire che io ho fatto tutto ciò che potevo a differenza di altri. Mi piace sentirmi con la coscenza a posto, altrimenti dovrei darmi all’eco-terrorismo.
Quindi tengo presente che la cosa più impattante che può fare una persona normale come me (escludendo l’eliminazione fisica dei miliardari, che inquinano molto tra jet privati et simila) è mangiare meno prodotti animali (carne, latte, uova) e di maggiore qualità (bio, locali etc). Se siamo pieni di allevamenti intensivi inquinanti è perché milioni di persone in tutto il mondo comprano il pollo/maiale da allevamento intensivo nato in Romania ingrassato in Francia macellato in Italia che costa meno dei croccantini del gatto. Io non sono né ricco né benestante ma sul cibo non risparmio.
Evito di comprare i prodotti di aziende altamente inquinanti, tipo Coca Cola (maggiore produttore di rifiuti plastici), Shein e porcate simili.
Visto che ho letto che le banche del gruppo Intesa hanno grossi investimenti nel fossile e in armamenti, evito di lasciargli tutti i miei soldi e li sposto altrove, se investo scelgo fondi gestiti con criteri ESG. Informatevi sulla vostra banca e agite di conseguenza, già solo così potremmo muovere centinaia di migliaia di euro se non milioni nella direzione giusta.
In casa nostra non esiste mai e poi mai la possibilità di usare plastica monouso (piatti, bicchieri etc). Lavoriamo in due e abbiamo figlio e gatta eppure troviamo il tempo di lavare i piatti.
Stesso discorso per le macchinette da caffè con le capsule: è un prodotto comodo in ufficio ma a casa facciamo la caffettiera e il fondo di caffè lo usiamo nelle piante sul balcone: zero rifiuti.
Alcuni saponi e detergenti li ricarichiamo usando da anni la stessa boccetta (intimo, shampo, piatti etc): zero rifiuti o quasi.
Prendo l’auto solo se serve e ovviamente non è un diesel: penso che avrebbero dovuto applicare forti restrizioni a questi motori almeno 10 anni fa, altro che 2035. C’è vasta scelta tra GPL, metano, ibrido ed elettrico.
Infissi buoni a casa: si riscalda in poco tempo e resta calda, riscaldamento acceso per poche ore.
Fornitore di energia elettrica rinnovabile.
Voto di conseguenza, qualche partito che parla di clima e ambiente c’è e ha il mio voto.
Ora non mi viene in mente altro, sono solo un privato cittadino e faccio quello che posso, sperando nel meglio.
Non sono preoccupato dell’estinzione della specie umana, al limite ci saranno grandi guerre per assicurarsi risorse che diventano più scarse. Sono invece preoccupato per l’estinzione di molte specie animali, impossibili da rimpiazzare se non in decine e centinaia di migliaia di anni. Già l’uomo ha provocato estinzioni di massa dal paleolitico in poi, depauperando la biodiversità in maniera irreversibile. E non mi sento più tranquillo quando vedo gli sforzi per mitigare l’inquinamento. E’ diventato un business e spesso mi sembra che le risorse vengano utilizzate per arricchire i soliti noti invece che per rimediare al disastro. Si parla solo di CO2 e di veicoli elettrici, e intanto gli oceani vengono devastati, l’Amazzonia tagliata, la plastica si accumula nell’ambiente. Si cominci a fare una seria moratoria sull’utilizzo della plastica, sull’inquinamento acustico e magnetico negli oceani, sul consumo sfrenato di carne.
Altro che lontano, la crisi climatica è in corso e peggiora di anno in anno. Tuttavia le economie mondiali stanno lentamente passando alle rinnovabili, indipendentemente dalle scelte dei governi. Certo, con questo ritmo un aumento di 4 o 5 gradi della temperatura globale sarà inevitabile, con conseguenze catastrofiche, ma almeno non ci troveremo di fronte a uno scenario da terza estinzione di massa
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