
Accade oggi: diventa norma la legge 17 marzo 1861, con la quale il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e per i suoi successori il titolo di Re d’Italia.

Accade oggi: diventa norma la legge 17 marzo 1861, con la quale il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e per i suoi successori il titolo di Re d’Italia.
11 comments
In seguito alla Seconda guerra di indipendenza e alla spedizione dei Mille, il Regno di Sardegna aveva annesso al suo territorio tutte le province in cui era suddivisa la penisola italiana, con le sole eccezioni del Triveneto e del Lazio. Il 18 febbraio 1861, presso Palazzo Carignano di Torino, si riunì il nuovo Parlamento Nazionale uscito dalle elezioni del 27 gennaio; subito dopo l’inizio della legislatura, aperta dal discorso della Corona, l’allora Presidente del Consiglio Camillo Benso, conte di Cavour, presentò al Senato [un progetto di legge](https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Statuto_fondamentale_del_regno.pdf&page=27) composto da un solo articolo, per ufficializzare la nuova denominazione del Re, divenuto poi norma il 17 marzo 1861, con la pubblicazione nella [Gazzetta ufficiale del Regno d’Italia n. 67](https://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/foglio_ordinario1/1/pdfPaginato?dataPubblicazioneGazzetta=18610317&numeroGazzetta=67&tipoSerie=FO&tipoSupplemento=GU&numeroSupplemento=0&progressivo=0&edizione=0&elenco30giorni=&numPagina=3).
Questo giorno diede ufficialmente inizio ad una nuova fase della storia d’Italia, la prima dopo l’epoca romana nella quale il potere politico sulla penisola non era in mano a qualche potenza straniera. Questa fase fu contraddistinta da industrializzazione e scolarizzazione, ma anche colonialismo e dura repressione del dissenso, e si concluse tragicamente dopo la vittoria nella Prima guerra mondiale, quando la monarchia affidò il potere ai *neri* di Benito Mussolini per evitare che finisse in mano ai *rossi* socialisti.
Quasi nessuno, oggi, ha un’opinione positiva di quel periodo, eppure durante il Risorgimento persino un rivoluzionario come Garibaldi pensava che i Savoia fossero i soli in grado di legittimare e difendere l’indipendenza italiana. La monarchia sabauda è stata forse un compromesso indispensabile, oppure sarebbero stati preferibili altri scenari?
Ciao OP!
Grazie dell’idea “accadde oggi”, molto interessante.
Abbiamo visto il tuo messaggio di introduzione, però è simile a quello che userebbe wikipedia per ricordare l’evenienza. Puoi aggiungere qualcosa che introduca il discorso, per far capire agli altri utenti di cosa vuoi parlare, del motivo per cui questa cosa è importante ai giorni nostri?
Grazie
Dalle memorie di Garibaldi:
>In febbraio 1859, io fui chiamato in Torino dal conte di Cavour…per giungere, col concorso della maggior parte di forze nazionali all’adempimento di quell’unificazione Italica – sogno di tanti secoli delle menti elette della penisola. Credendo io avessi conservato alcun prestigio nel popolo, il conte di Cavour onnipossente allora mi chiamò nella capitale, e mi trovò certamente docile all’idea sua, di far la guerra alla secolare nemica d’Italia…
>Un popolo disposto a non piegar il ginocchio davanti allo straniero è invincibile – e non abbiam bisogno di andar lontani per cercar degli esempi che lo provino: Roma dopo la perdita di tre grandi battaglie – e col terribile suo vincitore alle porte – faceva sfilare le sue legioni alla vista d’Annibale, e le mandava in Spagna! Si trovi un esempio simile in qualunque storia del mondo! E quando si è nati sulla terra di tali portenti – colla fronte alta si ponno sprezzare le tracotanze straniere!
>Del governo, vedevo il solo Cavour, a Torino – L’idea di far la guerra col Piemonte all’Austria, non era nuova per me – nè quella di far tacere qualunque convincimento politico – allo scopo di far l’Italia comunque sia…¿E non fu tale il concetto di Dante, Macchiavelli, Petrarca – e tanti altri nostri grandi? Io posso con orgoglio dire: fui, e sono Republicano…non essendo possibile la Republica almeno per ora, ad unificare la patria Italiana con Vittorio Emanuele ho aderito assolutamente.
Peccato che non sia più festa nazionale con tanto di giorno di festa, è stato un evento significativo.
Ma d’altra parte, finchè persone come OP vogliono filtrare tutto nell’ottica dell’Italia come eterna nazione sconfitta…
Da dove viene l’immagine?
Grazie Vittorio Emanuele per aver continuato l’eccidio dei contadini nel sud italia iniziato dai Borbone.
Secondo una profezia attribuita a san Giovanni Bosco, l’Italia dovrebbe ridiventare monarchia nel mese dei fiori con due pleniluni. Il mese dei fiori è maggio, l’ultimo maggio con due pleniluni è stato il 1988, il prossimo è fra quattro anni, maggio 2026. Nel 1988, però, non c’era la sensazione di disfacimento della classe politica (ed era impensabile perfino un evento come Mani Pulite) che invece c’è oggi e che fa ben sperare più di qualche monarchico.
Ci sono quattro anni di tempo per ricomporre la diatriba interna a casa Savoia riguardo al vero pretendente al trono. Sempre che il re d’Italia sia un Savoia: lo stesso don Bosco aveva infatti maledetto la casa che aveva osato procedere all’immotivato incameramento (furto) dei beni ecclesiastici, profetizzando che l’Italia avrebbe perso la monarchia entro la quarta generazione (e così fu).
Viva l’Italia libera e unita
*In varietate concordia*
> assume per sé e per i suoi successori il titolo di Re d’Italia.
Conservando però per sé il nome di Re Vittorio Emanuele **Secondo** confermando come veda il Regno d’Italia come “rebranding” del Regno di Sardegna essendo una semplice espansione dei suoi territori precedenti piuttosto che un’entità nuova risultato dell’unificazione del territorio italiano
Viva il Papa Re! A morte i Savoia!
Per sempre sia dannata la dinastia