L’impatto delle sanzioni sulla Russia

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  1. Un quattro grafici viene data: una stima di quanto le sanzioni messe finora colpiscano la Russia e i paesi che che le hanno imposte (UE, USA, GB, CH), visto che in un mondo interdipendente e globalizzato è impensabile che restrizioni sul commercio di un paese non abbia ripercussioni su tutti quelli che commerciano con lui.
    Una stima di quali siano i settori più colpiti dell’economia russa, l’incremento delle sanzioni nel tempo per i singoli attori delle sanzioni e quali categorie sociali e economiche russe siano state più colpite dalle sanzioni.

  2. Non voglio ovviamente sminuire i grafici ma così sono privi di qualsiasi forma di contesto. Manca una rielaborazione e una contestualizzazione del grafico. Cosa vuol dire che l’Italia perderà lo 0,31% di PIL nel lungo periodo a causa delle sanzioni? Parliamo dell’export verso la Russia? Stiamo considerando la mancata produttività delle aziende dovuta anche al nuovo rincaro di energia/gas e petrolio? Relativamente alle materie prime invece? Gli eventuali rischi di un default con i titoli Russi in mano alle nostre banche?

    In che modo dovremmo addirittura guadagnare dallo stacco del gas russo?

    Non riesco a capire su che basi si poggi lo studio ecco.

  3. Non entro nel merito dello studio, mi interessa fino a un certo punto, ma ripeto quello che si diceva fin dal primo giorno in cui queste sanzioni sono state decise: non hanno mai effetto immediato. Per dirne una, l’esclusione dal circuito Swift fu imposta all’Iran nel marzo 2012, e l’accordo sul nucleare raggiunto con il P5+1 è del novembre 2015. E c’erano ovviamente altre sanzioni.

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