Roma – Spazio, Italia chiama Luna: l’esperimento italiano “LuGRE” pronto a scendere sulla superficie selenica a bordo del lander americano “Blue Ghost”

(AGEEI/Aerospazionews) – L’Italia è pronta a sbarcare sulla Luna. Domenica 2 marzo, verso le 9:30 ora italiana, il lander privato americano “Blue Ghost” scenderà sulla superficie selenica. Realizzato dalla statunitense Firefly Aerospace, questo lander imbarca anche un esperimento tutto made in Italy: si tratta di “LuGRE” (Lunar GNSS Receiver Experiment), un sofisticato strumento realizzato per l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) da Qascom, azienda veneta di Bassano del Grappa (Vicenza), capace di catturare i segnali dei sistemi di navigazione satellitare terrestri (GNSS) che saranno fondamentali per le future missioni lunari e per l’esplorazione spaziale profonda.

ASI: ARRIVO DI LUGRE RAPPRESENTA UN TRAGUARDO CRUCIALE  PER INTEGRAZIONE SISTEMI NAVIGAZIONE SPAZIO

“Il ricevitore italiano ha già dimostrato che i segnali delle costellazioni satellitari GPS e Galileo possono essere utilizzati ben oltre l’orbita terrestre, conseguendo numerosi record nel suo viaggio Terra-Luna”, sottolinea l’ASI, che ha organizzato un evento in live streaming per seguire l’allunaggio in collaborazione con Astrospace a partire dalle ore 8 di domenica. “L’arrivo di LuGRE sul nostro satellite naturale rappresenta un traguardo cruciale per l’integrazione dei sistemi di navigazione satellitare nelle missioni lunari, aprendo la strada ad esplorazioni spaziali sempre più autonome, efficienti e precise”.

QASCOM HA SVILUPPATO IL SOFTWARE INNOVATIVO

La società Qascom ha sviluppato il software innovativo “Defined Radio Receiver”, che permetterà di misurare con precisione la posizione nello spazio, anche in ambienti molto lontani dalla Terra. La parte scientifica vede coinvolto il Politecnico di Torino, che supporta l’ASI con un centro per l’elaborazione dei dati scientifici. Il software, progettato per lavorare nello spazio profondo, è molto sensibile ai segnali “GPS” e “Galileo”, grazie ad un algoritmo che cercherà di captarli dalla superficie lunare. I segnali sono 10mila volte più deboli di quelli ricevuti sulla Terra, con l’ulteriore aggravante di geometrie proibitive. Il sistema si avvale perciò di un’antenna orientabile planare che punterà la Terra, con la precisione di 1 grado, per focalizzarsi sul ridotto cono angolare, di circa 10 gradi, che racchiude tutti i satelliti di navigazione orbitanti intorno al nostro pianeta.

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www.qascom.it

www.fireflyspace.com

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