Vino, si ferma l’export italiano verso gli Usa: la minaccia dei dazi al 200% fa paura

by mirkul

25 comments
  1. Non sono sicuro di capire perché non viene spedito nulla, immagino che sia rischioso inviare qualcosa oggi senza certezze delle tasse che dovranno essere pagate quando arriva.

    Certo, un colpo per queste aziende, in un mercato in cui l’Italia è molto attiva.

  2. per fortuna che si è appena aperto un mercato in Canada **wink* *wink*

  3. Ma scusa Salvini l’agroalimentare non era il nostro petrolio?

  4. Voglio vedere il capitano e la donna italiana postare una foto col presidente usa

  5. Che bello l’export, basta una parola e vai a gambe all’aria

  6. Oh no, quindi Trump non è nostro amico? Come mai mette dazi sul nostro prodotto numero 1™ che è responsabile del 40% del nostro PIL? Salvini non aveva ragione? Ma non è possibile, il Capitano ha sempre ragione.

    /S gigantesca ovviamente

  7. Beh, si fa lo stesso sui giganti del web Americani. Vediamo se noi spendiamo di più per servizi online, o loro per nostro vino.

  8. Il problema *principale* non sono i dazi in sé ma l’instabilità degli stessi, che rende difficile agli importatori farsi i conti per cui ordinano di meno.

  9. Possiamo ricordare che i dazi non fermano niente?
    Cambia il prezzo per chi acquista.
    Dal punto di vista di chi esporta non cambia nulla.
    O meglio, cambia verosimilmente il volume degli ordini.

  10. Quindi mi state dicendo che gli amichetti del nostro governo non sono così amichetti quando si parla di soldi e che non si fanno scrupoli quand’è il momento di voltarti le spalle?

    Ma non erano sia Trump che Putin persone affidabili da cui prendere esempio?

    Voglio vedere ora cosa si inventano per giustificare tutto questo, soprattutto da colui che guida la Lega che è un maestro nello scaricare la colpa

  11. non si campa di vino buono??

    abbiamo passato 10+ anni a demonizzare l’america, a dire che fa schifo, che è il far west, che hanno la sanità costosa etc.. e nel frattempo ciucciavamo dalle sue tette (ma non solo anche cina) tutti i prodotti e SERVIZI che creavano loro perchè in europa non si produce e non si sviluppa.

    gli americani possono chiudere i confini e vivere indipendentemente con tutta la terra coltivata che hanno, i sussidi, i vigneti etc.. alla fine il vino italiano non è una necessità, è un LUSSO e chi vuole il lusso è disposto a pagarlo di più.

    cose che non sono lusso ma necessità sono invece i microchip che in europa non mi risulta siamo al passo con nessuno, il FAB avanzato piu vicino è in israele della intel che sono americani, perfino i russi stanno messi meglio di noi per la auto-produzione. in europa (ma in italia!) ci si è seduti sugli allori godendo del mercato libero, del mettere le fabbriche nel giardino del tuo vicino, nel comprare la corrente elettrica alle centrali nucleari fuori dal paese, a concentrarsi sul terziario fine a se stesso (piu grande percentuale di PMI parastatali o che lavorano prettamente con lo stato etc..) perchè a tutto il resto ci pensava la globalizazione.

    Poi basta un aumento di tasse e stiamo nella merda?

    idem i siti web o servizi, l’europa è tanto smart e civilizzata che fa mille regolamentazioni come la GDPR che è una cosa buona non mi fraintendere però nel momento dello switch che 90% dei siti esteri ed applicazioni che non si erano ancora adeguate abbiamo avuto un periodo di blackout da un sacco di servizi.

    c’era una thread che faceva vedere le alternative europee alle piattaforme americane… era roba ridibile, ma giustamente come si fa a fare un altenrativa concorrente a monopoli come google maps, AWS etc..?

    forse queste strizze servono un po a far riflettere all’italia su quanto sia effettivamente dipendente da altri stati su beni essenziali o tenore di vita

  12. Tranquilli, che adesso capitan porchetta fa una telefonata a Trump per ottenere un’eccezione su misura per il prosecco, ché sennó Zaia e Fedriga gli faranno le feste in segreteria

  13. Se dico quello che penso di Salvini poi non potrei più usare Reddit quindi non lo dirò.

  14. Salvini e traditori dell’Italia, name a more iconic duo

  15. Mi piacerebbe vedere la Meloni, che sperava che leccandogli il culo ci avrebbe risparmiato dai dazi. Quando capirà che ci sta facendo fare la figura dell’utile idiota per l’America?

  16. L’export di migranti verso l’Albania fallisce, quello di vino verso gli Usa non va meglio, povero Capitone.
    Maledette red togues americane /s

  17. Il Governo, piuttosto che farsi minacciare ancora da Coldiretti, aiutasse le imprese nel direzionare queste casse di vino altrove. Mercato interno, Giappone, Canada, EU….il mondo intero.

    Può esserci shock ma col tempo la domanda si può riassorbire.

  18. Bisognerebbe lavorare per esportare il vino verso l’est, ci sono mercati appena scalfiti come la Cina che attendono solo di essere conquistati.

    Si, lì il vino non è popolare come in occidente, ma solo perché non lo conoscono. Tanto non sarebbe mai possibile esportare per le masse, basterebbe far interessare abbastanza la classe con forte potere di spesa, ed assorbirebbero tutto l’export possibile.

    In Italia manca, come al solito, la capacità di fare team e di comunicare le eccellenze. Non ce la possono fare le singole cantine, per quanto grandi e blasonate. Devono essere associazioni di categoria, se non addirittura governi nazionali o a livello europeo, a creare la promozione.

    Ma immaginatevi un expo di vino europeo in una grande metropoli cinese, farebbe sold out senza dubbio.

  19. Il mercato del vino è in crisi da anni, io sono uscito dal settore da poco e mi sembra di aver schivato un proiettile.

    Alcuni numeri a casaccio:
    La vendemmia media italiana è di 50 milioni di ettolitri.
    Abbiamo giacenze per più di una vendemmia.
    L’ italiano medio beve 26 litri di vino all’ anno, consumo in costante calo da 40 anni (dimezzato dal 2010 ad oggi).
    Questo trend accomuna gran parte dei paesi sviluppati.

    Gli states sono il primo mercato per il nostro export.

    Un solo anno di dazi al 200% sarebbe l’ apocalisse per il mondo vitivinicolo italiano, non penso neanche che abbiamo la capacità di stoccaggio per tutto quel prodotto.

    Credo che a soffrire di più potranno essere i vini dai grandi volumi e poco valore aggiunto, il cui maggior pregio era il prezzo ultra competitivo.

    Con la minaccia dei dazi al 200% sul vino Trump ha trovato una leva fortissima per contrattare qualunque cosa voglia, l’ uomo è una merda ma i conti li sa fare.

  20. Oh no, come faremo? Aspetta, non c’era mica un paese culturalmente superiore poco sopra? Come si chiamava? Canada? Ah si giusto.

    Gli americani si bevessero il disgustoso mosto della California, noi troveremo altri mercati.

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