Nel [primo](https://www.reddit.com/r/italy/comments/tshhan/thread_palazzo_ducale_di_venezia_introduzione/) thread di ieri ho raccontato in modo molto conciso la storia del palazzo, la sua evoluzione architettonica ed ho accennato alcune sale che sono state per secoli il centro del potere veneziano. Quest’oggi vedremo per bene gli ambienti esterni come il cortile, la scala dei giganti e le logge.

Innanzitutto dovete sapere che il complesso del Palazzo Ducale si sviluppa [su tre ali](https://i.imgur.com/oHnRynJ.jpg) orientate verso ovest (1), sud (2) ed est (3). Ad ovest il palazzo si affaccia sulla piazzetta, una piccola porzione di Piazza San Marco, a sud sul bacino di San Marco mentre ad est un [canale](https://visit.marketing-italia.eu/uploads/visitvenezia/uploads_articoli/paragrafo/20181017174435Venezia_Ponte_dei_sospiri.jpg) lo separa dall’edificio delle prigioni nuove. A nord invece si trova la Basilica di San Marco, nella quale i Doge, o altre personalità illustri, potevano accedere direttamente senza dover uscire nella piazza.

Oggi un visitatore che vuole visitare il museo deve entrare dall’antica [porta del Frumento](https://image.jimcdn.com/app/cms/image/transf/none/path/s9361849743b08e9e/image/if46e744c90766c5f/version/1580109758/image.jpg), che si affaccia sul bacino, chiamata così perché lì accanto si trovava l’ufficio delle biade, organo che rilasciava le licenze per il trasporto del grano e di altri cereali. La vera entrata all’epoca della Serenissima era però la [porta della Carta](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/04/MUVE-Ducale-Porat-della-Carta-Web-verticali-20212.jpg), posta sul lato ovest a fianco della basilica. Secondo gli archivi la porta fu costruita tra il 1439 e il 1442 da un certo Bortolo Bon detto Tajapietra, il quale aveva ricevuto come compenso la somma di 1700 ducati d’oro. Ora vi chiederete come mai si chiama *Porta della Carta* e non *Porta Nobiliare* oppure *Porta San Marco o* qualche altro nome pomposo. Molto semplicemente all’epoca, in prossimità della porta, vi era un banco con uno scrivano dal quale si recavano gli analfabeti che avevano necessità di scrivere una lettera, un contratto o un qualsiasi messaggio privato che dovevano far recapitare. Sopra la porta si trovano le [statue](https://venicewiki.org/images/thumb/a/a1/Doge_e_San_Marco_-_Porta_Carta.jpg/398px-Doge_e_San_Marco_-_Porta_Carta.jpg) del doge Francesco Foscari e del leone alato di Venezia, che erano state distrutte quando i francesi arrivarono a Venezia e poi ricostruite non appena questi se ne erano andati. Vi è infine una [terza porta](https://artbonus.gov.it/assets/components/artbonus/images/copertine/2127/684f0e323caf33f7a4ab84266e52c9b1052c51c8.jpg), chiamata *dell’Acqua*, situata sul lato est e chiamata così perché si affaccia direttamente sul canale delle prigioni.

Entrando dalla Porta del Frumento si arriva nel [cortile](https://i.imgur.com/eDVGFQh.jpg) interno del palazzo con vista sulla [facciata](https://i.imgur.com/xNtfXbA.jpg) laterale della Basilica. [Qui](https://i.imgur.com/ZsJoM84.jpg) trovate uno schema che vi fa capire meglio com’è strutturato il cortile, e cioè 1) ala sud del palazzo, quella verso il bacino, nonché la più antica 2) ala ovest, verso piazza San Marco 3) ala est in stile [rinascimentale](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/04/MUVE-DUCALE-facciata-interna-rinascimentale-2.jpg) 4) la piccola facciata dell’orologio che confina con la basilica 5) due vere da [pozzo](https://2.bp.blogspot.com/_OSWsC2_5Saw/SxWH5ZHxl_I/AAAAAAAAI2I/XsGJ0VMt-uw/s1600/Vere_pal_duc_03.jpg), realizzate in bronzo verso la metà del XVI secolo 6) scala dei giganti 7) [arco](https://i.imgur.com/ClusQTk.jpg) di trionfo voluto dal doge Francesco Foscari 8) androne a cui si accedeva dalla porta della Carta 9) il piccolo Cortile dei Senatori 10) Scala dei Censori, dalla quale inizia il percorso di visita del palazzo.

Nel Cortile dei Senatori, di fianco alla Scala dei Giganti, vi è una [statua](https://i.imgur.com/585ZmNV.jpg) raffigurante San Teodoro d’Amansea, o *Todaro*, santo venerato tra i soldati martiri d’Oriente. Qui apro una parentesi assai curiosa sulla storia di Venezia. Dovete saper che San Marco non è sempre stato il santo patrono di Venezia. Ai suoi albori Venezia dipendeva religiosamente dal patriarcato di [Grado](https://i.imgur.com/zHsqti4.jpg), in Friuli, che oggi non esiste più (il patriarcato, la città c’è ancora). Qui era assai diffuso il culto di San Teodoro e di conseguenza anche a Venezia veneravano questo santo. Questo finché nell’anno 828 due marinai veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, si recarono ad Alessandria d’Egitto con una missione importante. Il doge Giustiniano Partecipazio aveva affidato loro il compito di introdursi nella città portuale governata dagli arabi e sottrarre le spoglie di San Marco. Aiutati da un sacerdote, nascosero le ossa in una cassa con carne di maiale, e quando ci fu il controllo doganale i funzionari si scapparono per evitare il contatto con l’animale impuro. Le spoglie arrivarono quindi a Venezia, accolte da una folla in festa, e San Marco divenne così il patrono principale di Venezia.Vi era già un legame forte tra il santo e la città lagunare perché secondo la leggenda durante un suo viaggio, Marco approdò in laguna e qui gli apparve un angelo sotto forma di un leone con le ali che gli disse *Pax tibi Marce Evangelista meus, hic requiescet corpus tuum* (Pace a te, o Marco, evangelista mio, qui riposerà il tuo corpo). Questa leggenda spiega quindi perché il leone è il simbolo di Venezia ed è associato alla figura di San Marco.

Tornando alla statua, si tratta di un referto doppiamente interessante perché è un insieme di pezzi provenienti da statue di epoche diverse: la testa probabilmente veniva da una statua che raffigurava Costantino; il busto apparteneva ad una di un imperatore romano (forse Adriano); il drago in realtà raffigurava un mostro simile ad un coccodrillo. Anche i materiali sono molto diversi tra loro: lo scudo è in pietra d’Istria, braccia, gambe e drago in marmo di Proconneso, il busto in marmo di Lunense e la testa in marmo bianco proveniente dalla Turchia.

Passiamo alla [Scala dei Giganti](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/74/Venezia_-_palazzo_ducale_-_courtyard_-scala_dei_giganti.JPG). Realizzata nel 1565, prende il suo nome dalle due colossali [statue](https://c8.alamy.com/compit/kp72pw/la-scala-dei-giganti-palazzo-ducale-palazzo-ducale-san-marco-venezia-italia-con-le-statue-di-nettuno-e-marte-che-rappresenta-la-terra-e-il-mare-kp72pw.jpg) scolpite da Sansovino. Esse rappresentano Marte e Nettuno, che simboleggiano la potenza di Venezia per mare e per terra. In cima alla scala veniva solennemente incoronato il doge alla presenza di una folla numerosa che, vista l’occasione speciale, era autorizzata ad entrare al Palazzo Ducale. Qui dentro, infatti, vi potevano accedere solo i nobili che partecipavano alla vita legislativa, gli ambasciatori e gli emissari esteri, nonché tutte quelle persone necessarie a far funzionare tutti gli organi governativi. Insomma era assai raro che il semplice popolo potesse accedere al palazzo se non per un motivo ben preciso.

Salendo la Scala dei Censori, secondo il percorso di visita, si arriva alle [logge](https://i.imgur.com/EdZWxRk.jpg), le quali circondano il palazzo sia all’interno che all'[esterno](https://i.pinimg.com/736x/46/16/b6/4616b65aee5c86707ce85b1d44978d54.jpg). Oggi il piano delle logge ospita la Soprintendenza per i beni architettonici di Venezia (ala ovest) ed alcuni uffici della direzione dei Musei Civici (ala est). Dall’ala sud si ha inoltre una bellissima [vista](https://i.imgur.com/uFztLQU.jpg) sul bacino di San Marco e Isola di San Giorgio. Questa vista però è riservata a pochi in quanto questa parte delle logge è normalmente chiusa al pubblico.

Sulla facciata est vi è una delle numerose [bocche](https://i.imgur.com/fnhnavg.jpg) di leone presenti nella città e nel palazzo stesso. Queste bocche avevano spesso le sembianze di un [leone](https://www.guidedtoursinvenice.com/file/textarea/blobid1549282370191.jpg), da qui il nome, e funzionavano come delle cassette postali moderne, nelle quali potevano essere inserite denunce varie destinate ai magistrati e ai tribunali all’interno del palazzo. Queste denunce non potevano essere anonime, pena la distruzione immediata, tranne che per casi di estrema importanza o gravità. Di una di queste bocche vi parlerò più nel dettaglio quando arriveremo alla Sala del Consiglio dei X.

Degne di nota sono anche le due lapidi situate a questo piano: la prima del 1362 risale al papato di Urbano V e promette indulgenze a chi fa elemosina ai carcerati; la seconda, di fronte alla Scala dei Giganti, è [lapide](https://i.imgur.com/0gzBjxS.jpg) commemorativa realizzata da Alessandro Vittoria a ricordo della visita a Venezia di Enrico III di Francia nel 1574.

Per oggi direi che mi fermo qui. Nel prossimo thread (che pubblicherò tra domenica e lunedì) entreremo dentro il palazzo vero e proprio. Saliremo la [Scala d’Oro](https://i.imgur.com/KP59lqs.jpg) e vi parlerò degli appartamenti del Doge e della Sala delle Quattro Porte.

5 comments
  1. Non so davvero come ringraziarti, questa cose che stai facendo è un pozzo di curiosità. Stupendo!

    Un momento di solidarietà per chi ha amici a Grado e per un attimo ha pensato di chiamarli per sapere se è tutto ok.

  2. Un po’ off-topic, ma avrei una domanda sul palazzo. Praticamente qualche tempo fa ho letto il racconto di Casanova circa la sua fuga dai Piombi, ma purtroppo cercando su internet non sono stato in grado di identificare i vari ambienti del palazzo. Per caso saresti in grado di citarmi qualche fonte o di darmi una mano?

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