Trump elimina il lavoro da remoto per i dipendenti federali, ma in molti casi non c’è lo spazio materiale per tutti (e nemmeno la carta igienica)

by Thomas_Bicheri

6 comments
  1. L’amministrazione Trump ha deciso di imporre a tutti i dipendenti federali il lavoro in presenza, a partire da… subito, in pratica.

    La misura è pensata per migliorare l’efficienza della macchina burocratica, non è chiaro secondo quale metrica; peccato però che in molti casi non ci sia lo spazio materiale per far stare tutti i dipendenti nelle rispettive sedi.

    Molta gente è stata infatti assunta da subito in remoto e, in generale, con la diffusione dell’ibrido molte agenzie hanno ridotto dimensioni e numero degli edifici a loro disposizione.

    Non mancano i risvolti pecorecci. Si parla di gente costretta a lavorare per terra, altri che sono stati costretti a scegliere la sede di “una qualche agenzia” vicino casa anche se non era quella per cui lavorano… e anche di posti in cui manca perfino la carta igienica.

    Diversi pensano che sia un modo per spingere la gente a licenziarsi, evitando così che si ripetano i *fail* delle scorse settimane, con dipendenti chiave licenziati a casaccio e richiamati in fretta e furia, sentenze di annullamento e quant’altro.

    Pareri?

  2. Propongo di orientare gli schermi tutti verso il capo, in modo che possa controllare cosa facciate continuamente. Che ho visto degli scansafatiche che non lavorano continuamente, senza sosta.

  3. Non è per l’efficienza. Parte del progetto 2025 è decostruire l’amministrazione federale, perchè i conservatori ipercristiani pensano che sia troppo “woke” e vogliono poter mettere su governi cristo-fascisti nei propri staterelli rurali come iowa e missisipi. Se poi unisci questo al fatto che i super-ricchi vogliono la stessa cosa, ma perchè lo stato federale è l’unico ente abbastanza potente da imporre regolazioni e anti-trust, allora capisci subito il connubio capitale-religione statunitense.

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