
https://www.youtube.com/watch?v=yFH9thAM0Gw
La trascrizione:
Buongiorno a tutti, mi spiace di non essere fisicamente lì con voi in piazza ma vi assicuro che ci sono col cuore, ci sono.
Dunque io che sono uno storico che cosa posso dire in un'occasione come questa? Beh a noi storici spesso chiedono "Ma l'epoca nostra che stiamo vivendo a quale periodo del passato assomiglia?" Ecco io purtroppo negli ultimi tempi comincio a avere sempre più l'impressione che l'epoca nostra assomigli paurosamente agli anni che hanno preceduto lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914.
Allora l'Europa usciva da un lungo periodo di pace. Certo se uno non guarda le guerre nei Balcani, le guerre coloniali in cui tutti i paesi europei si erano imbarcati, perfino noi italiani ne avevamo fatte due: una in Etiopia e una per conquistare la Libia.
Ma se uno non guarda quello, effettivamente l'Europa usciva da un lungo periodo di pace e anche adesso usciamo da un lungo periodo di pace. Quasi anche adesso naturalmente se dimentichiamo i Balcani, se dimentichiamo la Jugoslavia, se dimentichiamo il bombardamento di Belgrado, se dimentichiamo le guerre coloniali che ci sono anche oggi.
Però è vero che i grandi paesi dell'occidente non si sono più fatti la guerra da tanti anni. E allora come mai, nel 1914 l'Europa è precipitata nella guerra più spaventosa di tutti i tempi. Ecco, il guaio è che se uno va a vedere da vicino com'era quel mondo, che assomigliava molto a quello nostro di oggi, non è così strano che poi siano precipitati in una guerra spaventosa.
Intanto in quei lunghi anni di pace, di guerra parlavano continuamente, della prossima guerra parlavano continuamente. C'era un genere letterario, che oggi è dimenticato, ma che all'inizio del secolo faceva furore: gli storici della letteratura lo chiamano la letteratura dell'invasione o della prossima guerra.
In tutti i paesi, non solo in Europa, ma nel mondo, uscivano romanzi che raccontavano come il nostro paese presto sarà invaso da un feroce nemico. Uscivano in Inghilterra, ce n'erano moltissimi come l'Inghilterra nel 1910 sarà invasa dai francesi o dai russi e poi sempre più spesso dai tedeschi.
Questi romanzi si pubblicavano in una quantità enorme di coppie, milioni di coppie, tutti li leggevano e raccontavano tutti la stessa storia: il nostro paese è debole, è troppo debole; siamo circondati da nemici cattivissimi, dobbiamo riarmarci perché non siamo abbastanza sicuri.
E l'opinione pubblica intossicata, sentendo parlare continuamente della prossima guerra e dei malvagi nemici che ci minacciano, ha cominciato a chiedere sicurezza, armamenti e alleanze.
Una risposta dei governi alla fine dell'800 è stata: "Beh ma allora cerchiamo degli alleati, nell'illusione che da soli si sia in pericolo e che invece se hai degli alleati sei più sicuro."
Peccato che le alleanze producono anche degli effetti inaspettati: 1894 alleanza tra Francia e Russia, 1904 alleanza tra Francia e Inghilterra.
E immaginate i paesi che rimangono esclusi da queste alleanze: all'epoca era la Germania, e che cominciano a dirsi "Ma queste alleanze le stanno facendo contro di noi Ma noi siamo minacciati da queste alleanze".
Poi le alleanze faranno sì che alla prima scintilla che esplode nei Balcani, tutti questi paesi siano costretti a entrare in guerra uno dopo l'altro perché sono vincolati dalle alleanze.
E poi l'opinione pubblica chiede il riarmo. Certo, certo, se stiamo per essere invasi.
Il riarmo è pazzesco: Negli ultimi 5 anni prima del dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, le grandi potenze europee, compresa l'Italia che era l'ultima delle grandi potenze, ma insomma si considerava tale anche lei, aumentano le spese militari del 50% in media. In pochi anni, di nuovo, nell'illusione di essere più sicuri.
Solo che questa faccenda dell'illusione della sicurezza, è proprio un paradosso che è stato come dire identificato come tale, perché è un paradosso: è più facile capirlo raccontando nel concreto.
L'Inghilterra ha la più potente flotta del mondo, domina i mari, si sente sicura. La Germania si sente minacciata, soffocata dalla potenza dell'Inghilterra, decide di armarsi, di costruire anche lei una grande flotta, così saremo più sicuri più forti.
L'Inghilterra vede che i tedeschi costruiscono una grande flotta e improvvisamente non si sente più sicura e perciò investe per aumentare ancora gli armamenti, per crescere ancora la flotta.
I tedeschi vedono che gli inglesi investono ancora per rafforzare la flotta, sono costretti a spendere sempre di più anche loro. E l'unico risultato: che in entrambi i paesi si diffonde il nervosismo, la sensazione di insicurezza, la sensazione che l'altro è il nemico.
Sul continente invece la Germania era sicura e tranquilla, aveva il più potente esercito del mondo.
Chi non era sicuro era il suo vicino: la Francia. I francesi pensano "dobbiamo riarmarci per essere più sicuri". All'epoca c'era il servizio militare, c'era dappertutto, oggi ne sentiamo quasi parlare come di una cosa che magari andrebbe reintrodotta, dopo che ce n'eravamo liberati, grazie al cielo, il servizio militare obbligatorio all'epoca c'era.
C'era dappertutto, durava moltissimo, ma i francesi pensano che non dura abbastanza: durava 2 anni da loro il servizio militare. Ma nel 1913 il Parlamento francese decide che dobbiamo essere più sicuri, avere un esercito più forte.
Quindi il servizio militare lo allunghiamo a 3 anni.
I tedeschi vedono questo e si dicono "i francesi si rafforzano non siamo più sicuri, dobbiamo rafforzarci anche noi, perché presto non saremo più i più forti. Dobbiamo rafforzarci o, forse, visto che per il momento siamo ancora noi i più forti, forse, allora, è meglio farla adesso questa guerra, finché siamo in tempo".
I libri che parlano della prossima guerra, a quel punto, non sono più soltanto dei romanzi, cominciano a uscire i libri dei generali che parlano della prossima guerra. Nel 1911 esce un libro del generale tedesco von Bernardi che si intitola "La Germania e la prossima guerra", con dei capitoli che hanno dei titoli come "il diritto di fare la guerra", "il dovere di fare la guerra", "dominare il mondo o perire".
Nei primi di giugno del 1914, il generale von Moltke, comandante dell'esercito tedesco, dichiara: "Adesso siamo pronti e prima è, meglio è".
Ecco, io poi, ogni tanto, mi dico "Ma no, non è vero dai, che la nostra epoca assomiglia tanto a quella, ci sono tante differenze". Però alla fine, guardate, io credo che dipenderà essenzialmente da noi, fare in modo che davvero questa nostra epoca non assomigli troppo a quella che ha preceduto il suicidio dell'Europa nel 1914.
by mirkul
34 comments
Anche barbero se n’è andato di testa.
Paragonare questo periodo a quello pre wwI é a mio parere troppo forzato e non può che incutere paura nella popolazione.
La verità é che ha detto queste parole solo perché “ospite” della manifestazione di Giuseppi.
Fosse stato ospite di qualche altra manifestazione chissà a quale periodo avrebbe paragonato quest’epoca…
Ma un po’ di teoria dei giochi? È un dilemma del prigioniero. Chiaro che la soluzione migliore sarebbe il disarmo di tutti ma sarà parecchio difficile giungerci finché esiste un’altra soluzione, quella in cui uno si è riarmato e gli altri sono rimasti col cerino in mano.
Veramente strano come intervento, che glissa completamente sul fatto che una guerra in Europa sia già in corso e che quindi questo più che uno scenario pre-1914 sembra semmai uno scenario post 1939 (e non perché mi piaccia fare la reductio ad hitlerum, non penso nemmeno sia molto utile dire cose come Putin = Hitler, voglio solo dire che uno stato sovrano viene invaso in entrambi i casi). Cioè, mi sembra che la questione del riarmo fine a sé stesso in una ipotetica prospettiva di guerra sia molto diversa da una prospettiva dove la guerra in casa di fatto già c’è.
Questo atteggiamento mi sembra riprodurre una certa narrazione che dice “è colpa della NATO, dell’Europa, dell’Ucraina, se ci riarmiamo la Russia si sentirà provocata” come se non fosse la Russia ad aver fatto una guerra di invasione, con buona pace di tutte le dietrologie su quello che l’Ucraina avrebbe dovuto fare o no
Come ho detto nel caffé, il video su youtube e’ del canale del fatto quotidiano.
Io l’ho aperto senza problemi perché era l’unico modo per sentire questo intervento (ha ripetuto cose che aveva già detto in altri contesti, tali e quali in alcuni punti), ma chi non vuole dare una visualizzazione al fatto, per qualsiasi motivo, é bene che lo sappia.
Hai fatto bene OP a mettere a prescindere la trascrizione.
Come ho scritto altrove, mi trovo distante dalle parole di una persona che ammiravo fino a poco tempo. La ammiro un pò di meno perchè ha preso parte a questa manifestazione, alla presenza di gente ambigua e gente anni luce lontana dalla politica ( ma che grazie ai suoi tik tok porta voti). Purtroppo non abbiamo compreso a pieno la parola RIARMO. Noi pensiamo di acquistare bombe, missili, carri armati, trick track e miniciccioli in quantità, ma RIARMO significa anche investire soldi in cybersecurity, in un sistema che non offenda ma che protegga le popolazioni ( come l’Air Dome israeliano ), RIARMO significa prendere coscenza che” se si vuole la pace bisogna prepararsi alla guerra” perchè decenni di storia lo dicono, il vicino più debole, soccombe.
Quindi che cosa propongono questi individui? Andare avanti con la diplomazia a oltranza? Con gente tipo Putin e Trump? Solo chi crede alle favole crede al buon Giuseppi
Barbero ha già detto chiaramente che lui la pensa come Putin. Kiev e l’Ucraina sono proprietà (storicamente) della Russia e quindi che c’é di male se la Russia se le riprende. “Gli Ucraini ancora non lo sanno, ma gli piacerà” questo è un po’ il suo pensiero, figlio del solito paternalismo di sinistra (=io so meglio degli altri cosa è meglio per loro), che ovviamente fa presto a diventare dittatura (=io comando perché sono più bravo a scegliere per gli altri)
Barbero è una buona rappresentazione di come i pacifisti non capiscano cosa sia la guerra o come funziona il sistema internazionale.
La guerra non è un accidente che nessuno vuole: è una scelta politica che intraprende un paese aggressore quando percepisce una debolezza e può prendersi di più con la guerra di quanto potrebbe prendersi con la pace. Il paradosso della sicurezza di cui parla Barbero vige quando c’è incertezza sulle intenzioni di due blocchi: non c’è niente di incerto sulle intenzioni della Russia.
Il grande paradosso in verità è che se non ci riarmiamo invitiamo una risposta militare Russa: perché negoziare con Tallinn come pari quando lo puoi fare con dei carri armati nel centro di Tallinn?
La gente ha come l’impressione che ci si voglia riarmare perchè vogliamo la guerra.
E’ esattamente il contrario. Voglio che vengano spesi più soldi sulla difesa nazionale perchè ho PAURA della guerra, ho paura di vedere un’altra volta un paese europeo venire invaso perchè Putin e Trump stanno giocando a Risiko.
Senza difesa nazionale per scoraggiarli, in guerra ci andiamo per davvero.
La geniale soluzione di Barbero e’ avere un’Europa male armata e non vincolata da alleanze difensive interne.
Diciamo, come l’Ucraina nel 2014.
Sicuramente questo farebbe si’ che Putin lasci in pace le nazioni d’Europa, deboli e senza patti di mutua difesa.
Come e’ sucesso per l’Ucraina.
Caliamoci le braghe, stringiamo i denti e speriamo nella ben nota pieta’ dei nemici.
Grazie Barbero, ti sei messo proprio in buona compagnia.
non per andare contro barbero, ma a me sembra più un clima da anni ’30
“Dimentichiamo […]” “dimentichiamo […]” Barbero dimentica un po’ troppe cose, come ammette lui stesso nel discorso. Dimentica che ora esiste l’UE, dimentica che il nemico non è in Europa (strettamente) ma fuori, dimentica che tutti dicevano che la Russia non avrebbe invaso l’Ucraina, e invece l’ha fatto due volte nel giro di pochi anni, prima in Crimea e poi nel resto del paese. Dimentica che il modo migliore per non subire invasioni e dover scendere in guerra è proprio l’armarsi e fare paura agli altri. Dimentica.[](https://x.com/Radagast92/status/1908819329396732150)
Piuttosto che la 1a guerra mondiale, guardiamo la 2a:
Quando la Germania ha occupato la Cecoslovacchia gli altri stati hanno lasciato fare per evitare un nuovo conflitto (politica dell’appeasement) e pensanod che “dopo questo basta”.
Grande errore: la Germania mica si e’ fermata, anzi, poi ha invaso la Polonia.
Ecco, io temo che siamo piu in questa situazione. Non vedo perche la Russia debba fermarsi dopo aver preso l’Ucraina. Quindi meglio essere pronti e armati.
Ma accetto volentieri critica da esperti.
Barbero dice tutte cose giuste. Non avevo riflettuto sui parallelismi tra la nostra epoca e quella pre WW1, mi ero fermato alle similitudini con l’europa pre WW2, che sono forse più facili da individuare.
Comunque, nonostante il suo ragionamento mi possa sembrare corretto, mi sembra che sia basato su un assunto sbagliato (o per lo meno incompleto).
Il nostro riarmo non parte solo da una teorica paranoia di una possibile guerra, la Russia ha già invaso tre volte due paesi esteri negli ultimi vent’anni.
Anche sulla retorica che gira nei vari paesi, non mi sembra che da noi giri la retorica ‘il diritto di fare la guerra’ o ‘il diritto di dominare il mondo’. Di contro, mi sembra che la retorica russa sia molto più simile agli esempi fatti da Barbero, dove Putin ha chiarito più volte la sua visione sulla sfera d’influenza russa.
Sono d’accordo con il discorso ‘il riarmo porterà a un circolo vizioso di riarmo’, ma allora cosa dovremmo fare? Far fare alla Russia quello che vuole? Fino a quale punto? L’Ucraina se la può prendere, la Georgia invece? Immagino di sì visto che è pure più lontana. La Moldova? I paesi baltici? Ricostituiamo il patto di varsavia a sto punto e tagliamo la testa al toro. Ma non facciamo finta che a noi converrebbe, anche economicamente (visto che il prezzo del gas sembra essere l’altra grande preoccupazione dei pacifisti)
Tutto bello peccato però che negli ultimi 20 anni il blocco europeo NATO ha letteralmente dimezzato tutto dal numero di carri armati alle dimensioni dell’esercito mentre dall’altra parte è avvenuto il contrario. E non dimentichiamo che l’opinione pubblica europea è estremamente pacifista, nessuno si sognerebbe di invadere i russi mentre in russia si parla in continuazione di come l’Europa è “di diritto” russa, usando toni che sarebbero impensabili in qualsiasi paese europeo.
Vedo che questo figuro, acclamato da molti boccaloni, é molto ferrato su cosa é successo tra la fine dell’800 fino al 1914.
Si dimentica di citare peró cosa é successo dal 20 febbraio 2014 ad oggi in Ucraina.
Perché gli omini verdi, evidentemente, ce li ha mandati Francesco Giuseppe
Niente, si parla di Russia Barbero proprio non ce la fa a essere oggettivo. Guarda caso parlando del “lungo periodo di pace” non cita una singola occasione in cui l’URSS ha invaso un paese del patto di Varsavia.
Poi paragonare Francia e Germania di oggi a Francia e Germania del 1914 dovrebbe far ridere chiunque sa un minimo di quello che hanno passato questi due paesi nei 40 anni precedenti alla guerra mondiale
Rimanga a fare in medievista và
>C’era un genere letterario, che oggi è dimenticato, ma che all’inizio del secolo faceva furore: gli storici della letteratura lo chiamano la letteratura dell’invasione o della prossima guerra. In tutti i paesi, non solo in Europa, ma nel mondo, uscivano romanzi che raccontavano come il nostro paese presto sarà invaso da un feroce nemico.
Questo secolo invece ci aspettavamo che sarebbero stati gli alieni a invaderci e avrebbero fatto unire il mondo contro il nemico comune… Invece quelli se ne stanno a casa loro e ci tocca continuare a fare la guerra tra noi…
>Però è vero che i grandi paesi dell’occidente non si sono più fatti la guerra da tanti anni. E allora come mai, nel 1914 l’Europa è precipitata nella guerra più spaventosa di tutti i tempi. Ecco, il guaio è che se uno va a vedere da vicino com’era quel mondo, che assomigliava molto a quello nostro di oggi, non è così strano che poi siano precipitati in una guerra spaventosa.
Se invece ci spostiamo in Asia, troviamo una [piccola scaramuccia tra URSS e Cina nel 69](https://en.wikipedia.org/wiki/Sino-Soviet_border_conflict), na cazzatiella da manco 1000 morti, e un sacco di divertenti video tra soldati indiani e cinesi [che si danno letteralmente mazzate sul confine](https://en.wikipedia.org/wiki/2024_India-China_Border_Patrol_Agreement).
E come mai le cose da li non sono degenerate? Forse perchè gli illuminati governi locali hanno deciso che così le cose non dovevano andare?
O forse perchè sia li che qui hanno tutti una discretissima fifa che si arrivi al termonucleare e si bruci tutti all’inferno?
Se c’è una cosa che ho notato è che Barbero, quando esula dal periodo post 1800, prende delle cantonate assurde. Forse è il caso che rimanga a fare il medievalista, visto che il parallelo con la WW1 sta bene come il cavolfiore inzuppato nel caffè al mattino: il clima di ora oggettivamente non ha NULLA a che vedere con quel periodo.
Ma solo a me fa già ridere la sua interpretazione per cui la prima guerra mondiale è sostanzialmente scoppiata per colpa degli inglesi, rei di avere una flotta troppo forte che “ha costretto i tedeschi”? E poi anche accettando questa visione, non sarebbe la Russia in questo caso a coprire questa posizione minacciosa, essendo l’unico paese europeo che ha continuato a mantenere alta la sua spesa militare? Noi siamo guerrafondai perché cerchiamo di portarla al 2%, ma la Russia ancor prima della guerra del 2022 la aveva al 4%
“E poi l’opinione pubblica chiede il riarmo.” Io, quale uomo della strada, non ho mai chiesto il riarmo, nè questa guerra. Non so da dove le prende le sue affermazioni, forse dai libri che legge lui.
E anche lui si scorda tutto di questa guerra, perchè non gli conviene affermare che è stata l’Ucraina ad essere invasa senza nessun motivo, da una persona che è proprio come i personaggi a cui tutti i letterati italiani tendono, un personaggio assoluto, come furono gli imperatori dell’antica Roma. Quindi, l’Ucraina dovrebbe soltanto soccombere perchè è molto più importante il gas russo per l’inverno. E io so che tutti i letterati soffrono il freddo (stando fermi a far finta di pensare non muovono un dito per cui l’attività muscolare, essendo bassa, non fa riscaldare il corpo).
Cestinato.
[removed]
Barbero lo amo alla follia, ma è un essere umano con delle ideologie, e nello specifico comuniste.
Non potrebbe pensarla altrimenti, ma mai come questa volta la penso a km di distanza da lui.
Barbero dimentica che quei romanzi di guerra esistono ancora oggi in Russia, storie che finiscono sempre con la distruzione di USA, Gran Bretagna e compagnia bella, menzione d’onore per Tovarish Hitler.
Barbero dimentica che negli ultimi 30 anni è successo:
– 1991 – 1993 guerra civile georgiana dove i russi hanno sostenuto gli abcasi e gli osseti;
– 1992 guerra di Transnistria sostenuta dalla Russia;
– supporto da parte della Russia ai separatisti dell’Artsakh;
– guerra russo georgiana del 2008 con separazione di Ossezia del sud e Abkhazia;
– invasione russa della Crimea nel 2014;
– guerra del Donbass iniziata e combattuta con gran numero di volontari provenienti dalla Russia;
– guerra in Ucraina dal 2022;
– Igor Girkin, l’agente del FSB responsabile della guerra in Ucraina nel 2014 e dell’abbattimento del volo Malaysia Airlines 17, ha partecipato anche alla guerra di Bosnia con le milizie serbe e a quella di Transnistria; ed è solo uno dei tanti che la Russia ha usato per fare i propri interessi;
Però guai se qualcuno nell’est Europa vuole riarmarsi per non fare la fine della Polonia nel 1939.
I parallelismi storici sono un esercizio di amusement fine a se stesso.
La situazione attuale è una russia con economia convertita al bellico, che dopo un eventuale stop in Ucraina avrà tempo e rapidità per ricostituire le proprie forze (aka riarmo). Questo, unito all’ideologia aggressiva e per ora grossomodo ibrida verso l’Europa, costituisce una grande fonte di rischio. Rischio che si cerca di minimizzare tramite la deterrenza, che è l’unica lingua (violenta) che i russi capiscono.
Barbero è come il cardiologo a cui fanno una domanda di ginecologia. Anziché ritirarsi accettando di essere incompetente trova parallelismi debolissimi e contestabili anche da non storici. Questo è quello che succede quando vuoi piegare la storia alle tue convinzioni ideologiche. La cosa più incredibile è pensare che abbiamo potenzialmente il tempo e le possibilità economiche per prepararci a creare un deterrente e rischiamo di fallire questa occasione per il pensiero assurdo della sinistra italiana.
Domanda: quanti storici contemporaneisti hanno un pubblico ‘mainstream’ come Barbero o Canfora, sui media italiani?
Non parlo di Mieli che è un giornalista appassionato di storia, o dei vari pensatori ‘geopolitici’ stile Limes, ma di storici con un certo curriculum accademico dietro, che hanno pubblicato e magari anche affrontato la peer review.
Ad inizio guerra il prof Graziosi che è un sovietologo fece un paio di video altamente interessanti sul conflitto e sulle narrative adottate da Putin, però parliamo di contenuti web e comunque con un audience molto meno vasta dei vari podcast o dei programmi di approfondimento sulla TV tradizionale.
Un esempio: https://youtu.be/QDQafgSUGcY
Si tutto molto bello ma la guerra in Ucraina è la trama di un libro? Non credo, i nemici esistono non sono immaginari, l altro giorno uo sentito trump che diceva che avrebbe preso la groelandia, è stato un sogno anche quello? Oggi chi si definisce pacifista è solo un cacasotto che ha paura di dover difendere la democrazia, invece chi è per il riarmo è il vero pacifista perché sa che se siamo forti militarmente non ci attaccherà nessuno nel futuro, barbero è solo uno con un’opinione, nemmeno tanto intelligente a questo giro.
“l’Europa usciva da un lungo periodo di pace, se non consideriamo le guerre.”
Alessa’, mavvaffanculova’
Pure a me ha lasciato perplesso, letteralmente l’europa tollera la guerra davanti casa sua dal 99 a oggi. Ri armarsi ora mi sembra, più che isteria o paradosso ,mi pare un atto assolutamente razionale. Ma d’altronde è uno storico, non uno stratega, per di più ho paura che ancora abbia in mente la russia di quando lui era tesserato al partito comunista (cosa legittima).
Noi pensiamo al riarmo, intanto un Ucraina la parte del leone la stanno facendo migliaia di quadricotteri, spesso autocostruiti usando parti cinesi da pochi spicci che hanno avuto una evoluzione rapidissima nel corso di 3 anni.
Dalle granate lanciate dentro dei bicchieri di plastica legati col cordino, a piccoli demoni ronzanti che si portano appresso bobine da 10-20 km di fibra ottica, per evitare i disturbi.
Quegli affari sono un dannatissimo incubo; piccoli, veloci come mosconi, quasi impossibili da abbattere, si infilano in ogni buco o strettoia percorribile e con un carico di esplosivo di tutto rispetto.
Non invidio quei poveri disgraziati che ci hanno avuto a che fare.
Da grande fan di Barbero queste parole fanno molto male, perché spiace davvero veder cadere il professore nella faziosità più totale. E mostra quanto parziale sia nei suoi commenti in merito. Purtroppo spiace anche dire che sono 3 anni che faceva bazzicare questa idea marcia e faziosa sul conflitto e che quindi si poteva solo sperare che avesse la decenza di tacere su questo argomento…
Ecco, proprio qui inviterei chi legge e il Professore stesso, a risentire la Masterclass sul “Come scoppiano le Guerre, la Seconda Guerra Mondiale” pubblicata pochi giorni fa in cui il Professor Barbero ci tiene a sottolineare tutte le differenze del caso (li si va bene farlo perché fa comodo), e invece a mio avviso riesce solo a confermare le similitudini tra il ’36 e oggi… governi democratici derisi dal Professore stesso, perché cercavano la pace a tutti i costi, e oggi è lui a fare il pacifista. Germania ieri che annette Austria, Sudeti e si riarma fino ai denti e arriva a spendere il 50% del suo PIL in armamenti nel 1940, passando per il 7% del 1938. La Russia oggi che annette l’Abcasia e l’Ossezia in Georgia (nel 2008) e nessuno dice niente, prende la Crimea nel 2014 e nessuno spende 1€ di più del giorno prima per difendersi, che opprime le minoranze interne e uccide oppositori del regime in tutto il mondo senza che nessuno muova il dito, e che per di più inizia una guerra a larga scala per la seconda volta (dopo il 2008, l’altro ieri praticamente) contro un altro stato del ONU, e ancora a distanza di 3 anni nessuno ancora speso 1 euro di più del 2021, ne del 2019 ne del 2008 o del 2003.
Eppure per il professore Lord Chamberlain era patetico e da prendere in giro, mentre Barbero nel 2025 o Conte invece sono ragionevoli e razionali.
Si scordano sempre di dire che la nato dalla Guerra Fredda ha praticamente dimezzato il budget militare mentre la Russia ha continuato ad espanderlo. Si scorda anche un suo intervento sulla seconda guerra mondiale in cui critica Chamberlain per volere “la pace ad ogni costo”, che poi porterà comunque alla guerra.
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