
Durante la cerimonia di consegna diplomi alla Scuola Normale di Pisa tenutasi il 9/7/21, tre studentesse (Virginia Magnaghi, Valeria Spacciante, Virginia Grossi) della classe di Filosofia e Lettere hanno tenuto i ringraziamenti ma anche fortemente criticato la deriva che la Scuola Normale sta prendendo a favore di una istruzione e un modello neoliberista improntati sul profitto, sottolineando la decadenza del sistema accademico italiano, le disparità e disuguaglianze tra Nord e Sud, e le differenze tra uomini e donne all’interno dell’ambiente accademico.
Qui il link alla cerimonia: https://youtu.be/zs8LtxihWzg
Il discorso delle ragazze inizia a 34:45 e dura 15min circa.
[Cerimonia diplomi 9 luglio 2021](https://youtu.be/zs8LtxihWzg)
21 comments
[deleted]
>sottolineando la decadenza del sistema accademico italiano, le disparità e disuguaglianze tra Nord e Sud
Se non sbaglio però la normale di pisa è attiva in quest’ ultimo ambito, avendo collaborato per la nascita della Scuola Superiore Meridionale, che adesso è in seno alla Federico II ma in futuro sarà un’istituzione indipendente.
Basato
Un sunto degli argomenti sul perché la Normale starebbe avendo una deriva neoliberista?
Copio incollo quello che avevo scritto sul post precedente:
Bellissimo discorso, hanno centrato in pieno vari problemi che affliggono l’università italiana.
Sulla trasformazione delle università in aziende credo che purtroppo ci sia poco da fare. Siamo succubi della cultura americana, e l’unione europea ha abbracciato il modello neoliberista per poter sopravvivere. Come può un singolo studente o anche una singola università sottrarsi alle logiche del sistema che ti impone ti pubblicare a più non posso e di sfornare laureati che trovino lavoro subito e siano pagati tanto? Queste sono le metriche che definiranno il tuo successo e il tuo prestigio (purtroppo).
Sui problemi di rappresentazione del genere invece do loro ragione quasi al 100%. Credo che i movimenti per la difesa dei diritti femminili nati in questi anni avranno presto un effetto anche sul mondo accademico dove vigono ancora troppe storture. Un unico appunto: la normale, che io sappia, ammette base al risultato delle prove di ingresso indipendentemente dal loro sesso, pertanto ha poco senso lamentarsi con l’università della bassa presenza femminile tra gli studenti. La battaglia va combattuta prima.
Insomma il decadimento intellettuale italiano colpisce anche la Normale…
Blaterano a caso di neoliberismo e si lamentano che alla Normale si studia troppo…
Cioè, accademiche che fanno il discorso sulla cattiva meritocrazia e sul cattivo “neoliberismo” mentre escono da una delle università più di èlite del paese? Tutto questo mentre escono da filosofia, ambito dove dubito si studi economia?
Incredibile, chi se lo sarebbe mai aspettato /s
Semplice virtue signaling dove èlites devono dimostrarsi di essere più conformi allo spirito dei tempi degli altri.
Sto facendo il dottorato in Francia: la Normale Pisana fu proprio fondata sul modello delle Grandes Écoles francesi, quindi il discorso qui è molto più radicato. La situazione francese è talmente drammatica che si dice con una certa ironia che per garantire al proprio figlio l’accesso ad una Grande Scuola (scuole normali o scuole di ingegneria) non è più sufficiente che entri un una buona scuola di preparazione al test: occorre già assicurarsi che sia ammesso ad un asilo con una buona reputazione.
Se è vero che, come dicono altri commentatori, il modello “liberista” delle università è di provenienza statunitense, bisogna anche rendersi conto che ha trovato terreno fertile nel sistema francese delle università élitiste, che finisce per accelerare gli effetti distruttivi nei confronti degli altri atenei.
Il ruolo delle università d’élite in Italia è stato finora limitato, anche per questioni numeriche; eppure le politiche recenti di finanziamento ristretto ai “poli di eccellenza”, nelle modalità denunciate nel video, in pochissimi anni ci stanno portando ad una situazione molto pericolosa.
EDIT – Ne aggiungo un’altra sulla Francia: un giorno fuori dalla Normale di Parigi ho visto un tizio (mediamente pazzo) che distribuiva volantini agli studenti in cui li ricopriva di insulti e prese in giro per la loro presunta altezzosità e atteggiamento da “custodi del sapere”. Insomma, c’è un odio palpabile, ben presente tra la popolazione, con un obiettivo ben preciso. Mi sembra che in Italia ci si limiti al “professoroni”, e non ho ancora sentito di studenti della SNS bersagliati direttamente; ma se si va avanti così, non mi stupirei che si arrivasse ad episodi del genere
la quantità di commenti tossici sullo studiare filosofia è over 9000 come sempre, vedo
Non so bene cosa pensare onestamente.
Da un lato sono d’accordo con molti punti del loro discorso, come quello delle università-aziende e della rappresentatività di genere, dall’altro mi chiedo se sia davvero sbagliata la metrica del premiare gli atenei (e i CdL) da cui escono laureati che in breve tempo trovano lavoro (e qui mi riferisco in particolare alle STEM).
[deleted]
Da insider confermo che il discorso è stato molto sentito (magari in alcuni casi non condiviso) all’interno della comunità, ma anche all’esterno. E’ stato messo nero su bianco quello che viene detto da un paio di anni sottovoce alle assemblee.
In diversi dipartimenti dell’Università di Pisa è stato condiviso nelle mailing list direttamente dai professori.
La critica parte da premesse generali (lo stato dell’Accademia in Italia) per poi far leva sullo stato di eccellenza, una sorta di Noblesse oblige, per muovere critiche ad alcuni comparti della Normale.
E come al solito anche se stato molto condiviso dai professori, ha spaccato un po’ qualche opinione in sede di senato accademico.
Credo ci sia molto – ma molto molto eh – poco da fare però. Non è una cosa risolvibile dal basso. Il cambio generazionale in accademia e politica dovrebbe sinergizzare. Dovrebbero esserci modifiche lato personale universitario (no studenti) e lato politica, contemporaneamente.
**IL NEOLIBERISMO!**
Potevano essere di qualsiasi altro corso, e invece sono proprio di Lettere e Filosofia.
L’idea di un’università di elite non è fondamentalmente agli antipodi rispetto all’idea di educazione socialista?
Altra cosa: come può un’università agire su delle disuguaglianze che vengono create molto più a monte rispetto a quando una persona entra all’università? O ammetti persone svantaggiate (come succede in alcuni college americani quando devono riempire le quote di minoranze) oppure l’unica è valutare unicamente il merito (che a quel punto è il prodotto anche del tuo ambiente socioeconomico). Questa critica dev’essere per forza di cose più sistemica.
Lo scenario prospettato è terrificante
È interessante notare che le critiche o gli apprezzamenti scritti da ex studenti della normale in questo thread siano molto meglio dei commenti di chi scrive comunisti o neoliberisti cattivi. Evidentemente, un po’ di qualità lì c’è.
Ho iniziato a vedere il video un po’ prevenuto, invece devo dire che ho ammirato molto le tre studentesse e quello che hanno detto. Sono praticamente tutte considerazioni sacrosante e consiglio tutti di guardarsi l’intervento, merita.
Mi fa piacere che ci siano studentesse così!
Detto questo mi permetto un paio di considerazioni, una sul discorso e le altre sui commenti, visto che sono passato per dottorato ed eccellenze anni fa.
1. metà dei commenti mettono loro in bocca cose che non hanno detto…
2. Le ragazze hanno più che ragione a criticare il sistema eccellenza così com’è ora. Se ti ritrovi con 6 scuole di eccellenza nel deserto, hai già perso e stai regalando ragazzi al resto del mondo.
3. idem per la meritocrazia, che è una panzana. Mancando -come osservano- la trasparenza nei processi e andando avanti a buttare gli studenti in mare per vedere quelli che imparano a nuotare, si favoriscono quelli che già sanno come funziona, non i più bravi.
4. la questione precarietà è un problema molto grosso e la valutazione esclusivamente premiale un’aberrazione. Ed è inutile che mi si citino le aziende perché si R&D con alto rischio di fallire ne fanno (giustamente!!) parecchio. Senza contare i fondi mangiati di industria 4.0…
5. su una cosa non sono d’accordo con le ragazze: non tutti i problemi escono dal modello neoliberista. In particolare quelli legati ai disturbi psicologici, sindrome dell’impostore, etc. Boltzmann si suicidò per motivi simili, e non definirei neoliberista il sistema universitario asburgico. Come lui molti altri. URSS, Cina e parecchi stati totalitari fecero una feroce campagna di censura delle università, con conseguenze ben peggiori. Il problema è più antico insomma. Ciò non toglie che bisogni lottare per risolverlo.
>un modello neoliberista improntati sul profitto
Le prime [16 università del mondo](https://en.m.wikipedia.org/wiki/QS_World_University_Rankings) sono in paesi che adottano politiche liberiste e alcune di esse sono addirittura enti privati.
>la decadenza del sistema accademico italiano
Proprio la mancanza di meritocrazia e trasparenza è la principale causa della crisi del sistema universitario italiano.
Bel discorso. Davvero. Letta le ha già contattate per candidarle nel PD?
É il modello che funziona meglio. Non lo dico io ma le classifiche internazionali. Se a queste ragazze non sta bene poco importa
“Il 91% degli assegnisti di ricerca non otterrà una posizione di ricerca in università”.
Il principale disastro della ricerca scientifica MONDIALE. Carne da cannone agli occhi della popolazione, degli enti finanziatori (grant con possibilità di successo del 3-5% vs 50-60% di 30-40 anni fa), delle case editrici (revisiona gratis ma paga per pubblicare) e dei rispettivi capi laboratorio.
Complimenti comunque alle ragazze che hanno scritto e presentato il discorso. Ho dato per scontato fossero cerimonie di laurea per la qualità del linguaggio e la profondità di temi, ma sono sobbalzato quando ho visto che erano invece diplomi. Complimenti davvero.