Proseguiamo il nostro percorso attraverso la storia e le opere del Palazzo Ducale di Venezia. [Qui](https://www.reddit.com/r/italy/comments/tshhan/thread_palazzo_ducale_di_venezia_introduzione/) potete trovare la prima parte dedicata alla sua storia, mentre [qui](https://www.reddit.com/r/italy/comments/tt5uv1/palazzo_ducale_di_venezia_parte_2/) abbiamo visto nel dettaglio il cortile interno e le logge.

È giunto il tempo di addentrarci all’interno del palazzo vero e proprio. Percorsa la loggia dell’ala est si arriva ai piedi della magnifica [scala d’oro](https://www.lares-restauri.it/wp-content/uploads/2017/05/palazzo-ducale-gallery-01.jpg). Progettata da Jacopo Sansovino e decorata da Alessandro Vittoria nel 1555, faceva parte dei massicci lavori di ristrutturazione in seguito all’incendio del 1483 che distrusse quasi completamente l’ala orientale. Il nome di Scala d’Oro è dato dalla ricchezza delle [decorazioni](https://i.imgur.com/RHbylni.jpg) in stucco bianco e oro 24 carati che ornano la volta. Voluta dal doge Andrea Gritti, il cui [stemma](https://i.imgur.com/zySZXGT.jpg) appare sull’arcone, aveva la funzione di scala d’onore che conduceva all’appartamento del doge e alle sale in cui si riunivano le varie magistrature di Venezia. Alla base della scala troviamo due gruppi [marmorei](https://i.imgur.com/3f3shSW.jpg) realizzati da Tiziano Aspetti: a destra vediamo Atlante che regge la volta celeste, mentre a sinistra vi è Ercole che uccide l’Idra. Le decorazioni della prima [rampa](https://i.imgur.com/XX4qoJo.jpg) sono dedicate a Venere e alla conquista di Cipro, isola natale della dea, da parte di Venezia. Il suo controllo ha permesso alla Repubblica di affermare il suo dominio sul Mediterraneo orientale per quasi un secolo. Nel 1571, nonostante la vittoria veneziana nella battaglia di Lepanto, Cipro passò definitivamente sotto il controllo degli ottomani.

La scala si biforca quindi in due rami: a destra verso l’appartamento del Doge, mentre l’altro ramo prosegue in alto verso le sale istituzionali. La volta a destra esalta [Nettuno](https://i.imgur.com/1jlIfWs.jpg), a simboleggiare il dominio di Venezia sul mare. Qui la ricca iconografia [mitologica](https://i.imgur.com/g3W32bl.jpg) viene usata per celebrare la grandezza della Serenissima.

Ora, per parlarvi degli appartamenti del Doge, credo sia necessario spiegarvi bene il ruolo e l’importanza di questa figura centrale nella storia di Venezia. Innanzitutto, il nome Doge deriva dal latino *Dux*, che significa guida, e nella sua storia millenaria Venezia ne ha avuti in tutto 120. Alcuni sono stati in carica per pochi giorni, altri hanno avuto la fortuna di restarci per decenni. Il primo di loro è stato Paolo Lucio (Paoluccio) Anafesto e la leggenda vuole che sia stato eletto da 12 antiche casate nobiliari veneziane e dal clero nella città di Eraclea e con la benedizione dell’allora patriarca di Grado (vi ricordo che all’epoca la chiesa di Venezia dipendeva dal Patriarcato di Grado). La realtà fu molto più semplice: il primo doge era stato nominato nel 697 come governatore militare di Venezia bizantina per conto dell’Esarca di Ravenna. Nei secoli successivi la figura e l’importanza del doge si consolida e acquista sempre più potere, tanto che tra assassini, abdicazioni e morti sospette solo pochi di loro godranno di una morte naturale. A partire dall’XI secolo Venezia è ormai indipendente e pone fine a qualunque pretesa dinastica del doge (fino ad allora un doge poteva nominare un parente come suo successore). Si decide inoltre di affiancargli dei consiglieri, per limitarne notevolmente i poteri, e di vincolarlo all’elezione da parte del Maggior Consiglio. Da allora il doge venne sempre eletto con una procedura molto complicata che, anche se nei secoli ha subìto aggiunte o variazioni, la base rimase sempre la stessa: il Maggior Consiglio si riuniva nell’omonima sala e ogni membro aveva lo stesso potere di voto (per chi volesse approfondire [qui](https://www.conoscerevenezia.it/?p=51200) trovate una spiegazione più dettagliata del processo). Curioso è il fatto che molti termini della politica di oggi derivano proprio dal processo dell’elezione del doge: ad esempio in una fase si dovevano estrarre delle palline, chiamate *balote,* e da qui è rimasto il termine ballottaggio. Anche la parola broglio ha origine da qui e si riferisce alla pratica di alcuni nobili di radunarsi di fronte al palazzo del *brolo* nel tentativo di pilotare l’elezione a loro favore. Il lungo e complicato processo dell’elezione del doge era proprio per rendere l’esito imprevedibile ed evitare interferenze o brogli.

Il doge era il solo magistrato veneziano a mantenere la carica a vita, per questo l’età media degli eletti era piuttosto alta. Era tuttavia possibile che il doge venisse costretto, su pressione delle magistrature, ad abdicare dalla carica. Il motivo di tale scelta poteva variare da una battaglia persa ad un comportamento disdicevole e non in linea con la carica ricoperta. Francesco Foscari, ad esempio, dopo ben 34 anni di dogado (il più lungo della storia di Venezia) fu costretto a rinunciare alla carica. Ufficialmente la richiesta era stata posta per l’ormai avanzata età del doge, di fatto era dovuta agli insuccessi militari e i problemi personali che aveva subìto negli ultimi tempi. Francesco Foscari ci rimase così male che morì pochi giorni dopo l’abdicazione.

Alla carica potevano ambire solo i membri delle famiglie nobili e soprattutto più ricche, la maggior parte delle spese che il doge sosteneva doveva coprirle di tasca sua o della propria famiglia. Una volta eletto, il doge si distingueva dagli altri magistrati per le vesti [vesti](https://i.imgur.com/pW0dpDq.jpg) che indossava e soprattutto per il [corno](https://i.imgur.com/utbzaWO.jpg) dogale, che poteva essere [semplice e sobrio](https://i.imgur.com/8r4YwjU.jpg) oppure più [decorato](https://i.imgur.com/1hKegfO.jpg). La forma particolare del corno è dovuta al fatto che è un’evoluzione nel tempo del [berretto frigio](https://it.wikipedia.org/wiki/Berretto_frigio).

Ora, vista la procedura complicata con cui veniva eletto e il fatto che la carica era a vita, vi verrebbe da dire che il doge era una persona assai potente e prendeva decisioni molto importanti. Niente di più sbagliato: il doge non era altro che una figura rappresentativa. Aveva poteri limitati e veniva costantemente controllato e sorvegliato dai consiglieri e dalle magistrature. Presenziava alle celebrazioni statali ma non aveva potere deliberativo, esecutivo o giudiziario. Il doge era anche limitato nei suoi spostamenti: non poteva mescolarsi al popolo, poteva uscire da Venezia solo con autorizzazione scritta e non poteva concedere udienze o aprire corrispondenza se non in presenza dei consiglieri. Inoltre, tutti i doni che riceveva finivano all’erario dello stato. Il suo ruolo principale era quello di rappresentante ufficiale di Venezia nelle cerimonie pubbliche e nelle relazioni diplomatiche con gli altri stati. Unico vero potere del doge era quello di poter guidare la flotta e l’esercito in battaglia, motivo per cui spesso si è arrivati all’elezione di dogi che si erano distinti nelle carriere militari. Immagino che ora vi stiate chiedendo, “e perché allora qualcuno doveva ambire a diventare doge?”. Ognuno di loro aveva i suoi motivi: chi per aumentare il prestigio della propria famiglia, chi per pura ambizione e chi, semplicemente, veniva eletto senza il proprio consenso ma, per dovere morale verso lo stato, accettava lo stesso l’incarico (vedi Mattarella).

Il doge era anche limitato nei suoi spostamenti: non poteva mescolarsi al popolo, poteva uscire da Venezia solo con autorizzazione scritta e non poteva concedere udienze o aprire corrispondenza se non in presenza dei consiglieri. Inoltre, tutti i doni che riceveva finivano all’erario dello stato. Una volta eletto, il doge e la sua famiglia dovevano traslocare al palazzo negli appartamenti a loro dedicati, che consistevano in una ventina di stanze, una piccola biblioteca e una [cappella](https://i.imgur.com/IMzmZm4.jpg) privata. Le [sale](https://i.imgur.com/ZskNti8.jpg) così come le vediamo oggi sono frutto della ristrutturazione in seguito all’incendio del 1483. Gli [spazi](https://i.imgur.com/LgyDCut.jpg) a disposizione erano spesso minori dell’abitazione privata da cui l’eletto traslocava e provvedeva, inoltre, a portare il proprio mobilio, che doveva poi essere prontamente rimossi dagli eredi alla sua morte. Oggi l’appartamento del [doge](https://i.imgur.com/d18Pbuq.jpg) viene usato come spazio fisso per mostre temporanee e quindi la disposizione delle opere e dei pannelli varia continuamente. Quando ancora questi spazi facevano parte del percorso di visita, la prima sala, detta delle mappe, si presentava [così](https://i.imgur.com/VUNlUMo.jpg). Il nome è dovute alle ricche [mappe](https://i.imgur.com/HucvZBG.jpg) decorative presenti sulle pareti e ai due enormi globi posti al centro. Più avanti troviamo la sala degli [stucchi](http://mikestravelguide.com/wp-content/uploads/2014/08/Sala-degli-Stucchi-Palazzo-Ducale-Venice-Italy-800×533.jpg), dei [filosofi](https://i.imgur.com/jDyRA32.jpg) e degli [scudi](https://i.imgur.com/cpo2rMa.jpg).

Proseguendo dalla sala degli scudi spuntiamo di nuovo sulla [scala d’oro](https://i.imgur.com/WNPgUhd.jpg). Qui, sulla finestra a sinistra, possiamo notare alcune [testimonianze](https://i.imgur.com/tvDBNd9.jpg) di persone che hanno voluto incidere nel tempo il loro passaggio dal Palazzo Ducale. Salendo la seconda rampa della scala arriviamo nell’[atrio quadrato](https://i.imgur.com/kMnAT1s.jpg). Qui però mi fermo e vi do appuntamento al prossimo thread per scoprire l’atrio, la sala delle quattro porte, l’anticollegio e il collegio.

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