al Parco Virgiliano nei giorni di festa, quando trovare parcheggio è una sfida. Basta un messaggio in chat o su un gruppo social e qualcuno 'mantiene' il posto per te. Tre euro e lo spazio auto è garantito. "Li vediamo spesso nei fine settimana. Arrivano prima degli altri, si sistemano in punti strategici e poi aspettano. Diciamo che si sono organizzati", racconta con un sorriso il titolare di un piccolo chiosco del parco.

Poi ci sono i 'taxi notturni' improvvisati: giovani con la macchina di famiglia che, nei fine settimana, portano a casa comitive di adolescenti a fine serata. Cinque euro a testa, tragitto concordato su WhatsApp. E ancora: chi cambia gomme a domicilio con attrezzi portati da casa, chi consegna snack e sigarette a tarda sera

c'è persino una tabaccheria che ha organizzato un servizio a domicilio per chi resta senza sigarette dopo cena. Chiama, ordina, e ti arrivano fin sotto casa. C'è anche chi realizza disegni tecnici e cartelloni per gli studenti delle medie, su richiesta, già pronti da consegnare. Annunci che spesso girano anche nei gruppi di quartiere. È un'economia parallela che funziona tra messaggi vocali, amici di amici, social e numeri salvati in rubrica. Nessuna bacheca ufficiale, ma una rete efficiente fatta di ingegno e immediatezza. A Napoli, quando il lavoro non si trova, si crea. Con un'idea, un favore, un'intuizione. E una città che non smette mai di arrangiarsi

Napoli è una città bellissima, splendido anche questo modo di "arrangiarsi", però c'è il problema che sti lavori, oltre ad essere in nero, son pure senza alcuna tutela o assicurazione. Non ho la minima idea di come si potrebbe fare per regolarizzarli o contrastarli, voi?

by nohup_me

16 comments
  1. “splendido questo modo di arrangiarsi”

    Hai letteralmente descritto l’economia di un paese del terzo mondo, ma dato che si tratta di Napoli bisogna romanticizzare tutto. Non c’è niente di bello in questi lavori, sono solo un sintomo di povertà e di grandi problemi sociali. Queste cose non vanno regolamentate o regolarizzate, in uno stato che si rispetti queste cose non dovrebbero accadere perché i cittadini non dovrebbero sentire il bisogno di farle. A me il poveraccio che se ne sta tutta sera a tenere il posto in un parcheggio per 3 euro mi fa tristezza.

  2. In un paese sano non dovrebbe esserci bisogno di arrangiarsi, tanto per cominciare.

  3. Ma se io arrivo prima a un parcheggio che diritto ha questa persona ad impedirmi di parcheggiare? Sono i bagarini dei parcheggi.

  4. >Non ho la minima idea di come si potrebbe fare per regolarizzarli o contrastarli, voi?

    I luoghi dove operano sono sempre gli stessi.

    Bisogna considerare i soldi che hanno con loro come refurtiva da sequestrare.

  5. > splendido anche questo modo di “arrangiarsi”

    Hai scritto “ridicolo” male.

  6. Meglio il lavoro in nero che la fame o la criminalità.

    In Italia, è troppo complicato e costoso aprire un’attività regolare. Se fosse semplice, tutta questa gente sarebbe in regola.

  7. Non si devono né regolarizzare né contrastare, perché questa “gig economy”, se mi passate il termine, deriva da una congiunzione di ignoranza, povertà ed assenza di stato.

    Se queste persone avessero conoscenza di come accedere a bandi o finanziamenti, se avessero lavori da dipendenti retribuiti, se avessero uno stato che li guida in queste condizioni, non sarebbero costretti ad inventarsi questi metodi fantasiosi per tirare avanti di giorno in giorno senza prospettive di alcun tipo.

    Io ci sono stato, ci sono nato e ci ho vissuto in quei quartieri, in quelle zone, tra quelle persone. Tutti, se ne avessero la minima possibilità, si prenderebbero un lavoro onesto invece di vivere così.

    Poi lol il discorso sul nero, veramente un ritaly moment. Non è il nero il problema.

  8. >Poi ci sono i ‘taxi notturni’ improvvisati: giovani con la macchina di famiglia che, nei fine settimana, portano a casa comitive di adolescenti a fine serata. Cinque euro a testa, tragitto concordato su WhatsApp

    Letteralmente uber

    Tra l’altro chi lo usa dimostra una maturità che molti non hanno

    > E ancora: chi cambia gomme a domicilio con attrezzi portati da casa, chi consegna snack e sigarette a tarda sera

    Letteralmente glovo lol

    >C’è anche chi realizza disegni tecnici e cartelloni per gli studenti delle medie, su richiesta, già pronti da consegnare. 

    Sempre fatto, magari non alle medie, ma sicuramente liceo e università in tutte le città italiane

    Boh tra le tante cose ai parcheggiatori darei volentieri fuoco ma il resto mi sembra una roba assolutamente normale

    Cioè stiamo veramente a sindacalizzare il tizio che si fa dare 20€ per accompagnare a casa le persone dopo la discoteca? Cioè è la stessa cosa di smezzare la benzina con gli amici o usare blablacar, non è che sono taxisti, lo faranno venerdì/sabato per le serate, e quanto faranno 2 giri massimo, 40€? Suvvia.

  9. Inutile, Napoli sarà sempre al primo posto per queste cose. Va bene scherzarsi quanto si vuole ma questa cosa è grave

  10. > una rete efficiente fatta di ingegno e immediatezza

    Il problema è che pensano pure di essere ingegnosi. 

  11. Anche dove vivo io all’estero c’è il tizio senza licenza che ti vende le birre e i gelati al parco nei giorni di sole, ho anche incontrato persone che fanno servizio di catering dalla cucina di casa senza licenza, niente di nuovo sotto al sole anche fuori Napoli.

  12. il fatto che siano italiani tanto quanto me mi fa rabbrividire, sembra roba da pakistan

  13. Solita musichetta da accompagnamento per la canzone “c’avimm o’ sole, o’ mare e o’ vesuvio” funiculí, funiculá, raccontata agli altri, ma soprattutto a se stessi per giustificare lo sfacelo del Sud.

    I posteggiatori abusivi non sono un bellissimo modo di arrangiarsi, sono una piaga sociale. Spesso l’obolo non é neanche facoltativo, perché stranamente a molti che non lo pagano capita di ritrovarsi la macchina sfregiata. E questi personaggi sono in combutta o controllati dalla malavita organizzata.

    E comunque non sono neanche una prerogativa di Napule. Basta che vai in qualsiasi cittá medio grande del Sud, ma sicuramente ci saranno anche in Burkina Faso o Mumbai.

    Nel caso ti voglia giocare la carta “rassisti polentoni”, metá famiglia siciliana, quindi con me non attacca (e anche in caso contrario, un 100% polentone puó benissimo criticare l’andazzo senza essere razzista alla Salvini).

  14. Certo che i modi ci sarebbero: ad esempio molto tassisti abusivi potrebbero benissimo esercitare con Uber o servizi simili. Ma la corporazione dei tassisti con licenza non vuole, e non si capisce in che modo blocca qualsiasi azione di liberalizzazione, praticamente condannando il paese intero a un servizio di vetture di piazza uguale a quello che era nel 1950. Chi va anche solo una volta in un altro pese europeo capisce la differenza.
    E questo è solo un esempio.

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