Pare che a Bologna ci sia l’idea di creare un vero e proprio sistema di punteggio sociale dei cittadini, attraverso una “patente digitale” che premierà i comportamenti “virtuosi” con agevolazioni e scontistiche.

La proposta è dell’assessore Massimo Bugani, che già aveva sperimentato il sistema a Roma. Ora vorrebbe espanderlo e potenziarlo anche a Bologna. Tra i comportamenti virtuosi citati rientrano ad esempio la capacità di differenziare i rifiuti, l’uso di mezzi pubblici, la gestione dell’energia (?), l’uso della Card cultura e l’assenza di sanzioni da parte della Municipale.

«Vogliamo fargli capire che non sono degli “sfigati” ma che i loro comportamenti vengono premiati» ([link intervista](https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/politica/22_marzo_29/bologna-patente-digitale-cittadini-virtuosi-punti-premi-un-app-tutti-servizi-5a861258-af3a-11ec-9372-638361423a51.shtml))

Cosa ne pensate, cittadini di Bologna e non?

Secondo me questi sistemi sono la messa in pratica dell’ideologia dello Stato Etico, dove le persone non sono più individui capaci di autodeterminazione e razionalità, ma ingranaggi senza volontà, parte di un motore collettivo che deve perseguire il “bene comune” deciso da altri.

Questi sistemi di punteggio sociale partono poi da due assunti impliciti, in contraddizione tra loro, di cui nessuno parla mai:

* le persone non sanno cosa è meglio per loro, quindi devono essere incentivate a comportarsi in un certo modo
* un ristretto numero di persone al potere sa esattamente cosa è meglio per le persone e per la società, al contrario di tutti gli altri

Il green pass è stato un gateway per questi sistemi: ci ha fatto accettare l’idea politica che le persone possano essere “incentivate” dallo Stato a compiere determinate azioni.
Ma questo incentivo, proprio come insegna il green pass, non è altro che una violenza e una limitazione di libertà che parte dai presupposti precedenti.

Ricordo quando, pochi anni fa, guardavamo alla Cina con disprezzo quando sentivamo parlare di sistemi di punteggio sociale. Ora i nostri politici li propongono come se fossero qualcosa di desiderabile e utile.

16 comments
  1. L’altro giorno nel mio comune hanno avviato un “piedibus”.

    Ai bambini partecipanti hanno regalato un piccolo poncho, da usare in caso di pioggia.

    Lo consideri un modo di mettere in pratica l’ideologia dello Stato Etico, dove le persone non sono più individui capaci di autodeterminazione e razionalità, ma ingranaggi senza volontà, parte di un motore collettivo che deve perseguire il “bene comune” deciso da altri?

    Se la risposta è “no”, che differenza c’è con il premio che il comune dà ai cittadini per le categorie “l’uso di mezzi pubblici, la gestione dell’energia” che citi?

  2. > Ricordo quando, pochi anni fa, guardavamo alla Cina con disprezzo quando sentivamo parlare di sistemi di punteggio sociale.

    Personalmente, mai provato disprezzo per questa cosa. Solo sincera paura.

    Da individuo quale sono, dall’alto della mia laurea e formazione, sono pienamente consapevole di mancare totalmente della consapevolezza necessaria per prendere certe decisioni o capire cosa può funzionare bene in un certo modo o cosa può risultare invece dannoso per me e per gli altri.

    E, nell’ideale, desidero che ci sia comunicazione chiara, informazione ed incentivi per direzioni virtuose da parte di uno stato esperto e fortemente tecnocratico capace di dare voce a scienza ed esperti.

    Nel concreto, la Cina mi causa genuina paura perché dimostrano perfettamente che:

    * Sì, un tale sistema a punti con “Stato Etico” che comanda è estremamente fattibile da implementare e gestire con i mezzi di adesso;
    * Sì, questo implica che tale sistema può essere perfettamente usato per mantenere in piedi un regime autoritario senza problema alcuno.

    Dubito che Bologna abbia intenzione di instaurare un governo autoritario, quindi non penso che una tessera a punti per il riciclaggio costituisca un grave passo in questa direzione.

    Se però in futuro, per esempio, introdurranno un sistema di razionamento di risorse di guerra usando qrcode e war-passes al posto dei tagliandini del cibo della WW2, beh, allora sarò molto più d’accordo nel condividere le perplessità.

  3. >Il green pass è stato un gateway per questi sistemi: ci ha fatto accettare l’idea politica che le persone possano essere “incentivate” dallo Stato a compiere determinate azioni.
    Ma questo incentivo, proprio come insegna il green pass, non è altro che una violenza e una limitazione di libertà che parte dai presupposti precedenti.

    WTF? Da quando il GP è un incentivo?

  4. >Il green pass è stato un gateway per questi sistemi: ci ha fatto accettare l’idea politica che le persone possano essere “incentivate” dallo Stato a compiere determinate azioni.

    Qualunque ordinamento giuridico è un mix di incentivi e sanzioni che hanno lo scopo di indurre i cittadini a tenere o non tenere una serie di comportamenti.

    E’ il come agisce lo stato e soprattutto il perchè a fare la differenza.

    Togliere la patente di guida a qualcuno perchè da ubriaco ha investito una signora sulle strisce pedonali è un po’ diverso dal togliergliela perchè ha pubblicato un articolo sgradito al partito comunista cinese.

    Direi che incentivare la raccolta differenziata regalando ai cittadini dei buoni sconto non trasforma il comune di Bologna in un regime totalitario.

  5. Praticamente è il modo in cui in Italia erano stati compresi o raccontati i cosiddetti “crediti sociali” cinesi, però qui esistono per davvero!

  6. >Il green pass è stato un gateway per questi sistemi: ci ha fatto accettare l’idea politica che le persone possano essere “incentivate” dallo Stato a compiere determinate azioni.

    Non credo che il greenpass sia stato in nessun modo incentivante; non lo trovo nemmeno violento o limitativo della libertà altrui.

    Diciamo che sono contento che non venga implementato nella mia città, ma seguo con piacere l’andamento della cosa in un paese democratico. Potrebbe davvero servire come deterrente per alcuni comportamenti beceri, potrebbe invece rivelarsi un enorme buco nell’acqua.

    Good luck bolognesi!

  7. >Questi sistemi di punteggio sociale partono poi da due assunti impliciti, in contraddizione tra loro, di cui nessuno parla mai:

    Vediamo…

    >le persone non sanno cosa è meglio per loro, quindi devono essere incentivate a comportarsi in un certo modo

    Non mi pare che questo sia vero.

    Semmai si parte dall’assunto che ci sono persone che, pur sapendo cosa è meglio per la collettività, se ne sbattono perché non è nel loro immediato interesse.

    >un ristretto numero di persone al potere sa esattamente cosa è meglio per le persone e per la società, al contrario di tutti gli altri

    Anche qui, a prescindere dal fatto che non vedo come questo assunto sia in contraddizione con l’altro, mi sembra che questa differenza in pratica non ci sia.

    Tutti sanno che sarebbe meglio fare la differenziata o usare i mezzi pubblici, è che in assenza di un meccanismo di premio/punizione molti se ne fregano o preferiscono altro.

    >Il green pass è stato un gateway per questi sistemi: ci ha fatto accettare l’idea politica che le persone possano essere “incentivate” dallo Stato a compiere determinate azioni.

    Ma questo incentivo, proprio come insegna il green pass, non è altro che una violenza e una limitazione di libertà che parte dai presupposti precedenti.

    Ma che c’entra il green pass.

    Il green pass è più analogo ad una patente o una licenza, è uno strumento per verificare un obbligo stabilito dalla legge.

    >Secondo me questi sistemi sono la messa in pratica dell’ideologia dello Stato Etico, dove le persone non sono più individui capaci di autodeterminazione e razionalità, ma ingranaggi senza volontà, parte di un motore collettivo che deve perseguire il “bene comune” deciso da altri.

    WTF.

    Al di là dello sproloquio ideologico, ed al netto di giuste perplessità che andrebbero sviscerate sul sistema (che non mi fa impazzire concettualmente), a me sembra si stia cercando di intervenire in chiave di feedback positivo (anziché negativo) su quei microcomportamenti che i promotori ritengono andrebbero incentivati e che oggi sono o solo puniti (multe) o non considerati e lasciati alla buona volontà del singolo.

    A proposito:

    >La proposta è dell’assessore Massimo Bugani, che già aveva sperimentato il sistema a Roma.

    Quando?Mai sentita ‘na cosa del genere, ma magari mi è sfuggita.

  8. Ma quindi la Raggi, che è contraria al Green Pass per il Covid, ha sperimentato un sistema di credito sociale nel Comune di Roma?
    Curioso

  9. Questa pandemia mi ha convinto: un sistema di “credibilità sociale/”patente di cittadinanza”, simile a quella implementata in alcune parti della Cina, sarebbe un’innovazione positiva non da poco.

    Ci sono stati fin troppi comportamenti antisociali (per non dire nocivi alla collettività) per troppo tempo, e poca spinta a punirli. Sarebbe il caso di sopprimerli e ricondurre la libertà ai suoi giusti limiti, invece che esistere in uno stato di individualismo ed egotismo collettivo degno degli squali dove la “libertà” giustifica tutto.

  10. > dove le persone non sono più individui capaci di autodeterminazione e razionalità, ma ingranaggi senza volontà, parte di un motore collettivo che deve perseguire il “bene comune” deciso da altri.

    LOL. Differenzi i rifiuti e paghi l’abbonamento ai mezzi quindi SeI uN iNgRaNaGgIo DeL sIsTeMa!!1!

    E nonostante tutto sono, in un certo senso, d’accordo con te. Bisognerebbe puntare a creare una società più istruita e intelligente.

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