È un rapporto del CENSIS che trovate per intero qui: https://www.censis.it/sites/default/files/downloads/SINTESI%20DEI%20PRINCIPALI%20RISULTATI%20%20CIDA%20CENSIS%2022%20maggio%202025.pdf

Colpito dal fisco, escluso dal welfare, ignorato nei riconoscimenti. Eppure, è un ceto medio che resiste: investe nei figli, tiene in piedi famiglie e territori con una generosità silenziosa. «Ma quanto può sopportare ancora?». È la domanda, e al tempo stesso il grido d’allarme, lanciato da Stefano Cuzzilla, commentando il secondo rapporto Cida-Censis «Rilanciare l’Italia dal ceto medio. Riconoscere competenze e merito, ripensare fisco e welfare»

«È il punto di tenuta del Paese. È troppo ricco per ricevere aiuti, troppo povero per costruire futuro», ha aggiunto Cuzzilla, appena confermato alla guida della Cida. Due italiani su tre si sentono ceto medio, ma più della metà teme che i propri figli staranno peggio. Più di otto su dieci non vedono riconosciuto il valore delle proprie competenze nel reddito. E oltre il 70% chiede meno tasse sui redditi lordi

La contraddizione centrale che emerge dal rapporto è questa: il ceto medio italiano non si definisce attraverso il reddito, ma attraverso l’identità culturale. Il 66% degli italiani si riconosce nel ceto medio, e per oltre il 90% ciò che conta davvero è il sapere, il livello di istruzione, le competenze acquisite. Ma questi valori non trovano più riscontro nella realtà economica. L’82% degli italiani che si autodefinisce di ceto medio denuncia che il merito non viene riconosciuto, che il capitale culturale non si traduce in una giusta retribuzione

Negli ultimi anni, oltre la metà degli italiani che rappresentano l’ossatura sociale del Paese ha visto il proprio reddito fermo, mentre più di uno su quattro lo ha visto calare. Solo il 20% dichiara un miglioramento

Il 50% dei genitori appartenenti al cuore produttivo del Paese ritiene che ùi figli staranno economicamente peggio, e il 51% auspica che cerchino opportunità all’estero*

by nohup_me

10 comments
  1. Sticazzi, fintanto tassinari e balneari sono soddisfatti, tutto il resto è fuffa.

  2. Eh ma la Meloni ha detto che c’è “a’ dinamica”!!!

  3. “che si facciano la p IVA” è il nuovo “e allora mangino brioche”

  4. Ho sempre pensato che in Italia si dovrebbero eliminare tutti gli aiuti statali (bonus, sussidi, ISEE e simili) e abbassare le tasse di qualche punto percentuale per gli scaglioni inferiori.

    Altrimenti si finisce sempre nello stesso meccanismo: lavoro sodo, mi impegno, e alla fine mi ritrovo escluso dai benefici, mentre chi ha evaso é “premiato” con una marea di aiuti statali.

  5. e poi guardandosi intorno sembra che tutti facciano viaggi un giorno si e l’altro pure, vadano sempre fuori a cena ecc ecc

    Boh

  6. Meanwhile governi che continuano a fare politiche a favore di boomer e pensionati togliendo ogni possibile incentivo a future famiglie giovani: “mi chiedo il perché di questo immobilismo generazionale dei più giovani… 🤔”

  7. I salari sono diminuiti negli ultimi anni ma i ricchi continuano ad arricchirsi, il fascio capitalismo ha fallito e creato solo disuguaglianze sociali

  8. Solo un’altro giorno di ordinaria follia in Italia.

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