
https://www.corriere.it/scuola/universita/21_ottobre_12/ministra-messa-aule-piene-100percento-anche-all-universita-sindacati-trincea-ff917766-2b72-11ec-b679-785d816402d6_amp.html
https://www.instagram.com/p/CVDvOiBIHrV/?utm_medium=copy_link
https://www.ansa.it/amp/umbria/notizie/2021/10/13/rettore-universita-perugia-pronti-a-ritorno-presenza-100_b4957583-273f-4c3e-ada9-d0507a3205dd.html
“Fremono i rettori … e le loro tasche”
A quanto pare la narrativa anti-didattica mista (manco fosse dad 100%) infesta ancora il panorama politico e giornalistico (con la ministra sempre molto felice), e naturalmente chi di competenza se ne approfitta per spingerne la eliminazione, mantenuta agli inizi giusto per abbellirsi agli occhi degli studenti (altri hanno avuto meno carità, togliendola subito, come Trieste ed Urbino). Ci aspetta un futuro anti-dad, o potremmo contare non solo su un aumento dei contagi, ma sul buon senso di alcune università che terranno in considerazione i loro fuori sede post-pandemia? Ho paura di no, ma infastidisce molto come i media mostrino l’opinione di una sola fetta di studenti, quando non pochi trovano decente proseguire per questa strada…
Per chi è interesaato, Unidad è una piccola associazione che si occupa (l’unica al momento) di questo fenomeno. Non sono in tanti, ma possono aumentare se sostenuti! https://instagram.com/unidad_italia?utm_medium=copy_link
(Da quanto ho capito protesteranno a Torino il 29 … per chi fosse li e volesse unirsi)
44 comments
Secondo me una didattica ibrida, ovvero se vuoi andare a lezione vai altrimenti ti guardi la diretta/registrazione, è la soluzione ideale (come adesso praticamente). Non capisco perché molti hanno fretta di far ritornare a forza tutti gli studenti.
Per me le registrazioni, in questo momento, sono l’unica cosa che mi permette di frequentare l’università, tornassero al 100% obbligatorio dovrei abbandonare l’università e mi dispiacerebbe un sacco…
La didattica mista va a rispondere a problemi sociali anche gravi che vanno ad impattare l’ambiente universitario, come gli studenti lavoratori che so per certo che ne hanno beneficiato enormemente, o semplicemente gli studenti che altrimenti sarebbero stati fuori sede, e che son riusciti a seguire le lezioni senza doversi vendere un rene o pesare sulla propria famiglia per un mercato immobiliare che non gli viene certamente incontro.
I benefici sotterrano completamente i lati negativi, e credo che sarà la naturale evoluzione dell’educazione, che non potrà fare a meno di rapportarsi con la tecnologia negli anni a venire. Tutto sta a vedere la posizione che l’Italia vuole scegliere: accettare il cambiamento che sarà inevitabile, oppure fare il possibile per rallentarlo ed ostacolarlo, facendone pagare a tutti le conseguenze.
Come al solito, non mi stupirei della mancanza di lungimiranza che caratterizza chi ha effettivamente il potere per cambiare le cose
Dal punto di vista economico conviene a tutti tranne che agli studenti (fuori sede) di tornare in didattica in presenza al 100%, ovviamente.
Dopodiché io ho notato un’enorme pigrizia anche dei docenti, io capisco che la didattica in presenza permetta anche di avere un rapporto con lo studente (che comunque non è che sia sto gran rapporto, per esperienza personale), però per tanti studenti fuori sede o pendolari restare a casa tipo il venerdì, per dire un giorno, è un vantaggio, o in giorni in cui si fanno 3 ore di viaggio per fare 2 ore di lezione. Ma il problema è che tanto i docenti in particolare questa cosa non la capiscono proprio, la vita da pendolare è una croce io avrei dato il fegato per poter stare a casa alcuni giorni e non farmi tutto il viaggio per poche ore anche in orari scomodi.
Conosco gente che al primo anno era fuorisede e che ora al terzo anno (seconda parte del primo anno e tutto il secondo anno chiusi dentro casa, vi ricordo) che ora non può più permettersi di prendere una stanza in affito. Non capisco perché dobbiamo vedere la didattica a distanza come una cosa negativa dovuta alle restrizioni quando si può tranquillamente fare la didattica mista: chi vuole/può andare in presenza vada, chi vuole seguire da casa faccia pure.
Ma no, al posto di andare avanti e garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti dobbiamo tornare a com’era prima, che schifo il progresso
Ma si possono lasciare le lezioni online ugualmente? Cioè all’estero era la normalità anche prima della pandemia…
Ok torniamo al medioevo
Rip studenti lavoratori. Comunque non ci sono ancora le condizioni per rientrare. Tra mascherina, distanziamento e quarantenne non esiste un clima veramente sereno e ospitale
Non solo è stata buttata nel cesso un’occasione unica per digitalizzare l’istruzione, ora si passa alla caccia alle streghe! ewiva!
L’università di Bologna ha già le aule al massimo della capienza e sta mantendo la DAD, almeno per questo semestre.
Che stronzata, la cosa che mi fa arrabbiare è che il nostro rettore continua a seguire questa strada e spingere per tornare in presenza (anche in pieno Covid), peccato che la mia università offra già dei corsi online assieme a quelli in presenza. Sarà che non vuole rendere troppo palese che un servizio che ha offerto gratuitamente a tutta l’università normalmente costa 1500€ all’anno per ogni studente?
La didattica mista è letteralmente il futuro. Chi vuole va in presenza, gli altri possono seguire da casa/biblioteca.
Abolirei, però, l’esame online in taluni casi. Gli scritti dovrebbero essere eseguiti tutti in presenza, gli orali a discrezione del docente.
io ho beneficiato molto dei corsi su MOODLE, gli togliessero io e penso altri non ne sarebbero felici
Oddio, spero che la dad duri almeno fino al prossimo semestre. Mi sono reso conto di quanto tempo mi risparmi al giorno anche solo nel viaggio tra casa e uni quando facevo la triennale nella mia stessa città (tra andata e ritorno risparmiavo circa 1 ora, oltre alle enerfie). Ora che faccio la magistrale a Bologna e non mi posso permettere di affittare una stanza, senza dad dovrei farmi un’ora di treno solo per raggiungere l’aula e un’ora di treno al ritorno (oltre ai viaggi in autobus autobus) perdendo gran parte della giornata solo per il viaggio togliendo eventualmente al mio studio individuale. Praticamente devo abbassare la mia qualità di vita
UniPD è già al 100% e sta mantenendo la DAD, spero continui così per un bel pezzo
Basta con i vestiti: torniamo alle pellicce.
Basta con le case, rivogliamo le grotte della nostra gioventù.
E i fuori sede se la prendono dove non batte il sole a tempo di pandemia.
Grazie rettori per il diritto allo studio.
In Unige dipende dai singoli dipartimenti, al DIMA (Matematica) la didattica è al 100% in presenza senza streaming o registrazioni
Tra l’altro tutto ciò è stato comunicato due settimane prima dell’inizio delle lezioni mettendo in grave difficoltà i fuorisede che, immaginando che venisse estesa la DaD, non avevano preso casa (per “venire incontro” agli studenti su questo disagio hanno garantito la DaD solo per le prime due settimane di lezioni)
RIP DaD marzo 2019 – giugno 2021
Paese vecchio, guidato da vecchi, con mentalità stravecchia. Finché non si pigliano tutti un coccolone e mollano il freno a mano non andremo da nessuna parte
I rettori, se non portano soldi alla città, perdono potere (e prestigio).
si ritorna alle lezioni ome shot, se le perdi segui l anno prossimo
La mia prof di sviluppo tipico e atipico appena iniziarono le lezioni in DaD mi disse che difficilmente si sarebbe tornati alla completa normalità, probabilmente la didattica mista sarebbe rimasta per gli anni a venire. Speravo avesse ragione, ma temo che fosse proprio fuori strada.
L’anno prima del covid dovevo sempre seguire le lezioni di laboratorio seduta per terra con il PC in braccio. Non vedo l’ora di tornare a queste comodità. E mi fa piacere che le registrazioni non sono comprese nelle ridottissime tasse universitarie da pagare.
spero che i progressi fatti con il lavoro remoto e dad rimangono
Se già prima I professori ponevano tante resistenze nel dare i propri pdf, credo che molti siano rimasti offesi e traumatizzati nel fare lezioni a distanza o registrare le lezioni. Abbiamo avuto un professore che per “principio” non ha fatto niente di tutto questo ed è stato COSTRETTO a caricare i suoi pdf. Durante il secondo lockdown 5 professori non hanno né registrato né fatto lezione online. Io sono in fascia 1 e già mi ritengo fortunata ad avere la possibilità di prendere una laurea, ma chi pagava 600 o 800€ a rata come si è sentito?
Una delle lamentele che sento dai prof è che i giovani di oggi studiano di meno, le cose si fanno in modo superficiale etc beh se guardassero come è cambiata l’organizzazione delle professioni sanitarie capirebbero che noi una volta laureati usciamo con il burnout accademico. Esami da 3 materie (alcune volte molto diverse fra loro come anestesiologia, oncologia e malattie del sangue) da studiare in 1 mese e nel frattempo tirocinio la mattina che spesso è un reparto completamente diverso dalle materie del semestre! È normale che non sto a pensare a virologia o a genetica, se sto studiando altre 4 materie. E poi un mese dopo dovrei studiare virologia sugli appunti che ho preso mentre ero rinco*lionita, non per le feste ma perché alle professioni sanitarie non puoi permetterti di inciampare perché potrebbe essere la tua rovina.
I professori che ci fanno la paternale sono gli stessi che 30 anni fa hanno ottenuto il titolo quando il corso era ancora un diploma di 2 anni e si faceva più pratica e meno teoria!
A me pare che non si rendono conto dei disagi dei giovani perché guardano il loro di passato. Poi sono d’accordo che le lezioni in presenza diano quell’incentivo in più a stare attenti e magari ad interagire con il professore, ma tante volte non è così perché abbiamo avuto molti professori che LEGGEVANO letteralmente per 2 ore di lezione. Durante le lezioni miste ci presentavamo in 5 su 11. Chi per motivi di lavoro, chi non aveva voglia di spostarsi e chi sapeva che tanto il prof avrebbe letto tutto il tempo.
Se la qualità dell’insegnamento fosse aumentata, molti probabilmente verrebbero volentieri a lezione.
Fai un passo avanti per farne 5 indietro. GG
Spero tolgano anche le registrazioni, così finalmente posso svegliarmi alle 6, uscire di casa con un freddo assassino e sprecare buona parte del mio tempo e delle mie energie
Sono uno studente di Ca’ Foscari a Venezia e le lezioni online sono disponibili solo in modalità sincrona con il proposito di rimuovere anche quelle a gennaio. Ogni volta che ho provato a parlarne con dei compagni di corso, la risposta era sempre più o meno “è come si è sempre fatto, quindi deve tornare così” nonostante in molti riconoscessero il fatto che avere a disposizione le registrazioni online fosse un valore aggiunto importante per lo studio.
Credo, infatti, che il problema maggiore sia che siamo noi studenti, in primis, a doverci rendere conto di quello che molte università fanno a scapito nostro. Solo a quel punto si potrà fare qualcosa per migliorare la situazione.
Io studio all’Università di Venezia e già da questo semestre l’ateneo sta spingendo molto per far tornare tutti gli studenti in presenza: solo certe categorie di studenti possono guardarsi le registrazioni e non c’è la “modalità duale” come l’anno scorso, nel senso che i professori non prestano più attenzione agli studenti da casa come una volta. Io non ho troppi problemi ad andare in presenza ma gli studenti da casa certe volte vengono trattati un po male.
E poi, ad un certo punto dovevano riaprire: le università di cui stiamo parlando non sono mai state telematiche e non hanno intenzione di diventarlo e tante volte i professori si sono lamentati di quanto manchi il contatto umano con gli studenti.
Purtroppo penso ci sia un mix letale (per gli studenti) tra interessi locali e atteggiamento retrogrado. Esattamente come con lo smart-working.
Mi spiace leggere ragazzi che si sentono (giustamente) pugnalati alle spalle da questa “necessità di presenza” senza alcun senso. Forza e coraggio.
E pensare che la pandemia ci ha dato modo di evolverci un minimo come paese nell’ambito della digitalizzazione…. VIVA LA TRADIZIONE, SI RITORNA AL MEDIOEVO
Penso ci possano essere mille motivi per cui uno studente non può venire in università, anche un solo giorno. Magari sta male, magari ha solo un paio di ore di lezione contro un tempo altrettanto lungo da passare sui mezzi, magari ha un impegno il cui orario non può essere accomodato diversamente. Penso che molti studenti appena usciti dalla scuola siano interessati a vivere tutti gli aspetti della vita universitaria, e quindi potendo si tasferirebbero comunque. Al contrario, c’è chi magari è più vecchio, chi lavora, chi ha altre responsabilità e che necessita di maggiore flessibilità. Ritengo che togliere le registrazioni vada solamente a scapito di questi ultimi. Ricordiamoci poi che é possibile rendere disponibili le registazioni solo per un certo tempo e renderne difficile il download, quindi tutte le scuse sul fatto che avere le registazioni renderebbe pigri gli studenti, e la paura che queste possano essere diffuse sono francamente risibili.
Per me sarebbe un passo indietro e un’occasione mancata.
A me è già tutto 100% in presenza con lezioni non registrate.
Di alcuni corsi hanno anche cancellato le registrazioni dell’anno scorso.
(Unimi – Fisica – Magistrale, nella triennale invece fanno ancora in contemporanea presenza e su Zoom, ma pochi prof registrano)
Ottimo! Era ora di tornare al medioevo! 100% in presenza, frequenza obbligatoria e niente registrazioni delle lezioni. In più meglio fornire anche meno materiale possibile prima, dopo e durante il corso spiegando alla meno peggio. Continuando così a breve tutte le lezioni saranno anche tenute in latino. VIVA LA TRADIZIONE E VIVA L’ITALIA
Siamo un paese condannato all’immobilismo e allo sfacelo morale e sociale anche per questo itpo di mentalità che preferisce favorire l’egocentrismo di quattro rettori dinosauri e dei palazzinari piuttosto che andare incontro agli studenti. Preferiscono veramente togliere la possibilità di studiare a migliaia di studenti che non possono permettersi di trasferirsi oppure lavorano a tempo pieno. Dio mio, che tristezza di paese
La Federico II di Napoli ha installato telecamere robotiche che possono anche seguire i movimenti dei docenti, microfoni ad archetto PC dedicati…ormai l’infrastruttura c’è la dad non è un’alternativa ma un passo in avanti per una istruzione più inclusiva ed accessibile. Sto seguendo lezioni ibride e, a differenza degli anni a seguire in presenza, la didattica è supportata da registrazioni, quindi niente più lezioni perse, si impara dai professori e non da appunti sterili presi frettolosamente a lezione. L’ostacolo sono solo quei professori dinosauri che tutto si pensano al disopra degli studenti.
Stessa cosa uno dei miei professori che per queste poche lezioni che ho fatto ritenevo una persona alla mano, “le registrazioni le cancellerò alla fine del corso, non bisogna pensarle come uno strumento per studiare”, invece a me sembra molto utile poter in qualsiasi istante rivederti un qualcosa che non ti è chiaro, ma anche se un giorno in cui non puoi fare lezione e te le riprendi in un altro momento, ci sono così tanti benefici e letteralmente non mi viene in mente una solo motivo per cui non bisognerebbe farlo, sembra che ogni volta che cliccano su registra lezione gli venga tolto 1 mese di vita, veramente non capisco.
Tre parole: affitti per universitari.
Io ho dovuto licenziarmi dal lavoro per rientrare in presenza , da me hanno già tolto la modalità duale 🥲
>, Unidad è una piccola associazione
Mi è salito il “le taccole non sono corvi”
la didattica ibrida fa comodo solo agli studenti. siccome lo scopo principale delle università non è educare e formare ma fare soldi e fare guadagnare tutti quelli che campano sull’università, dagli affittacamere ai fast food, alle copisterie, alle librerie e cazzi vari, scordatevi che l’esperimento continui finito il covid.
Che bello non vedo l’ora di buttare 4 ore al giorno che potrei usare per studiare nei mezzi pubblici per il contatto umano, per non parlare di tutte le lezioni che mi perderò quando ci saranno scioperi e soppressioni improvvise /s
Non faccio l’università, però ritengo che le registrazioni siano da mantenere, chi è che si lamenta di dover fare le registrazioni? cos’è i professori che non hanno voglia di fare un cazzo e che vogliono crogiolarsi col loro titolo e basta si sono all’improvviso trovati a dover lavorare davvero sennò perdevano il posto?
Io mi sono laureato SOLO grazie alle registrazioni, lavorando.