Gradirei sapere se sia vero non essendo un assiduo frequentatore di FB, ma al di lá della guerra in Ucraina sta cosa mi semba abbastanza inquietante
>Emblematico il caso di Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana che dal 12 ottobre 2021 è il partner italiano di Facebook «nella lotta alla disinformazione». La sezione fact-checking di Open fa parte della rete degli oltre 80 fact-checkers indipendenti che, come si legge sul sito, monitora «le notizie false o fuorvianti diffuse in Italia e all’estero, fornendo un costante servizio di corretta informazione».Un grande potere, quello che Facebook ha attribuito a Open: quando il giornale di Mentana definisce una notizia «falsa», il sito che la ospita viene pesantemente penalizzato e talora anche bloccato. «Rendiamo i contenuti con disinformazione visibili a meno persone: una volta etichettato come Falso, Alterato o Parzialmente falso, questo tipo di contenuti sarà mostrato più in basso nella sezione Notizie, sarà escluso dalla sezione Esplora su Instagram e messo meno in evidenza nel feed e nelle Storie» spiegano le «Informazioni sul fact-checking su Facebook». «In questo modo, il numero di persone che lo vedono è notevolmente ridotto. Rifiutiamo inoltre le inserzioni con contenuti valutati dai fact-checker».
La gente spesso si dimentica che la propaganda viene da entrambe le parti.
Tl;dr:
“me l’ha detto ammicuggino”
La cosa onestamente non mi sorprende, Open è comunque un giornale e da tale deve guadagnare.
Ed oggigiorno guadagni di più con i titoli clickbait e la disinformazione che con l’informazione seria,scientifica e completa.
Enrico Mentana onestamente lascia il tempo che trova,ormai è diventato ciò che ha sempre voluto lottare ed è diventato un mero fenomeno che cavalca ancora la mezza popolarità delle sue “blastate”,come se fosse un personaggio di un circo decadente. Ed Open ne è la prova.
Avevo buone aspettative per Open ma puntualmente si è dimostrato solo carta (in questo caso, byte) straccia.
Titoli sensazionalistici che manco Fanpage
La sezione fact checking di Open è diretta da David Puente, ed è una cosa differente dall’Open principale. Sarebbe gradito che panorama si fosse concentrata su quella e avesse evidenziato le sue criticità (se erano presenti), visto che il fact checking lo fanno lì. Che nella sezione news si siano pubblicate bufale non lo metto in discussione, purtroppo Covid e guerra in Ucraina hanno soltanto evidenziato un problema già diffuso da decenni.
La prima volta che ho letto articoli su open ho avuto l’impressione di leggere un giornalino d’istituto. Sono passati anni, il mondo è cambiato, ma quell’impressione è rimasta
È una legge umana certa che chi si fa paladino a gran voce di una certa virtù poi in realtà ne sia il più grande peccatore.
Dal M5S in poi dovremmo un poco averlo capito.
Questo perché avere un fact checker di stato, un Ministro della Verità, è un’idea distopica che tipicamente viene adottata dalla dittature. Il fatto che in tutto l’Occidente ora vada di moda quest’idea post sovietica di controllare cosa è lecito e cosa non lo è, mi fa accapponare la pelle.
Ricordo inoltre che l’unione europea sta valutando di implementare un sistema simile. Castrare le idee ritenute “false” è alla base di ciò che è accaduto con Galileo. L’idea che dei burocrati di stato debbano essere in carica di decidere cosa dire o cosa no riporta indietro di ottanta anni.
Ricorda il caso Orsini, il “filo putiniano”, censurato dai think tank. Orsini, l’amico di Putin, è quello che nel 2018 è andato in parlamento italiano a pregare il governo di non togliere le sanzioni alla Russia, e ha anche riferito che era imminente una invasione su larga scala del paese.
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Gradirei sapere se sia vero non essendo un assiduo frequentatore di FB, ma al di lá della guerra in Ucraina sta cosa mi semba abbastanza inquietante
>Emblematico il caso di Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana che dal 12 ottobre 2021 è il partner italiano di Facebook «nella lotta alla disinformazione». La sezione fact-checking di Open fa parte della rete degli oltre 80 fact-checkers indipendenti che, come si legge sul sito, monitora «le notizie false o fuorvianti diffuse in Italia e all’estero, fornendo un costante servizio di corretta informazione».Un grande potere, quello che Facebook ha attribuito a Open: quando il giornale di Mentana definisce una notizia «falsa», il sito che la ospita viene pesantemente penalizzato e talora anche bloccato. «Rendiamo i contenuti con disinformazione visibili a meno persone: una volta etichettato come Falso, Alterato o Parzialmente falso, questo tipo di contenuti sarà mostrato più in basso nella sezione Notizie, sarà escluso dalla sezione Esplora su Instagram e messo meno in evidenza nel feed e nelle Storie» spiegano le «Informazioni sul fact-checking su Facebook». «In questo modo, il numero di persone che lo vedono è notevolmente ridotto. Rifiutiamo inoltre le inserzioni con contenuti valutati dai fact-checker».
La gente spesso si dimentica che la propaganda viene da entrambe le parti.
Tl;dr:
“me l’ha detto ammicuggino”
La cosa onestamente non mi sorprende, Open è comunque un giornale e da tale deve guadagnare.
Ed oggigiorno guadagni di più con i titoli clickbait e la disinformazione che con l’informazione seria,scientifica e completa.
Enrico Mentana onestamente lascia il tempo che trova,ormai è diventato ciò che ha sempre voluto lottare ed è diventato un mero fenomeno che cavalca ancora la mezza popolarità delle sue “blastate”,come se fosse un personaggio di un circo decadente. Ed Open ne è la prova.
Avevo buone aspettative per Open ma puntualmente si è dimostrato solo carta (in questo caso, byte) straccia.
Titoli sensazionalistici che manco Fanpage
La sezione fact checking di Open è diretta da David Puente, ed è una cosa differente dall’Open principale. Sarebbe gradito che panorama si fosse concentrata su quella e avesse evidenziato le sue criticità (se erano presenti), visto che il fact checking lo fanno lì. Che nella sezione news si siano pubblicate bufale non lo metto in discussione, purtroppo Covid e guerra in Ucraina hanno soltanto evidenziato un problema già diffuso da decenni.
La prima volta che ho letto articoli su open ho avuto l’impressione di leggere un giornalino d’istituto. Sono passati anni, il mondo è cambiato, ma quell’impressione è rimasta
È una legge umana certa che chi si fa paladino a gran voce di una certa virtù poi in realtà ne sia il più grande peccatore.
Dal M5S in poi dovremmo un poco averlo capito.
Questo perché avere un fact checker di stato, un Ministro della Verità, è un’idea distopica che tipicamente viene adottata dalla dittature. Il fatto che in tutto l’Occidente ora vada di moda quest’idea post sovietica di controllare cosa è lecito e cosa non lo è, mi fa accapponare la pelle.
Ricordo inoltre che l’unione europea sta valutando di implementare un sistema simile. Castrare le idee ritenute “false” è alla base di ciò che è accaduto con Galileo. L’idea che dei burocrati di stato debbano essere in carica di decidere cosa dire o cosa no riporta indietro di ottanta anni.
Ricorda il caso Orsini, il “filo putiniano”, censurato dai think tank. Orsini, l’amico di Putin, è quello che nel 2018 è andato in parlamento italiano a pregare il governo di non togliere le sanzioni alla Russia, e ha anche riferito che era imminente una invasione su larga scala del paese.
Anticamente: *quis custodiet custodes?*
Modernamente: *chi factcheckerà i factcheckers?*