Il problema vero non è esportare alte professionalità ma non importarne quasi nessuna.
Non attiriamo talenti dall’estero, non creiamo diversità di vedute e approccio.
Certo e il cornuto esporta l’amata
Io in Italia ci starei stra volentieri se potessi. Non è neanche questione di essere selettivi, è proprio una situazione assurda
[removed]
Esportare implicherebbe qualche forma di ricavo. Direi che il termine giusto è regalare.
A che servono tanti lavoratori qualificati se il settore IT é fermo da anni ed in mano alle societá di consulenza, se le produzioni industriali sono banali ed in generale lo Stato investe pochissimo nella ricerca?
L’Italia non é da comparare a Francia o Germania, bisogna iniziare a confrontarsi con paesi dell’est europa.
Se magari non ci disperassimo al grido di “oh noo l’università pensa al profitto!” magari potremmo anche trovare il modo di investire e trattenere queste eccellenze.
Non capisco. State tutti commentando come se aveste letto l’articolo… solo io vedo un mega-paywall con richiesta di abbonamento? O siete tutti abbonati al famosissimo sito “editorialedomanipuntoit” ?
Certo. L’imprenditore italiano vuole solo due cose:
1)non essere contraddetto
2)pagare poco i dipendenti.
Aggiungo un 3) piangere in TV quando, usando le idee dell’ingegnerino che lui pretendeva di pagare 600 euro al mese, l’azienda estera lo butta fuori dal mercato.
Se le esportiamo a prezzo troppo basso, alziamo quel prezzo. Se possibile a livelli proibitivi per rimpinguare le scorte.
/s, ma non troppo.
Il problema è che è inutile aspettarsi che i “capi supremi” del settore IT vengano fulminati sulla via di Damasco e decidano di diversificare i profili (o, cosa ancora più assurda, decidano motu proprio di ritirarsi e fare spazio alla concorrenza) da soli, o che le piccole-medie imprese non falciate dalla pandemia decidano di migliorare la loro competitività digitale anche quando per loro stessa natura non hanno motivi pressanti per farlo (tipo, che ne so, perchè producono lacci di scarpe con macchinari che non permettono grandi volumi), o che la ricerca venga finanziata a babbo morto a prescindere stile gioco di strategia per il computer.
E non è neanche una questione di “votate!”, perchè, non essendo l’Italia un paese ad economia pianificata o a partecipazione statale pervasiva, non si può spingere il flusso economico e di denaro solo in quel modo (anche se ovviamente pungoli statali in quel senso qualcosa fanno). Serve che ci sia qualcuno a spingere dal basso in un modo o nell’altro. D’accordo che, a livello individuale, è meglio andarsene, e che una persona in meno non è una tragedia, ma se un gran volume di possibili emergenti se ne va, non ci si può aspettare che qualcosa si smuova.
Se non investi in ricerca e sviluppo (sia a livello statale/universitario sia a livello aziendale) e soprattutto se non equipari gli stipendi a livelli di quelli nordeuropei, olandesi e inglesi è normalissimo.
Un ingegnere, un medico, un infermiere, un dottorato che fa ricerca universitaria secondo te andrà dove guadagna 4-5k al mese, oppure in Italia dove se gli va bene ne prenderà 1500 (e mi sono tenuto largo)?
Io ho l’esempio in casa: mio fratello è infermiere specializzato di cardiologia. In Italia prendeva 1000-1200€/mese e lavorava solamente presso anziani oppure qualche RSA ( e non pagavano puntuali, parecchi mesi di stipendio li ha presi anche dopo un anno).
Da 3 anni lavora all’ospedale universitario di Cambridge. Appena assunto (subito contratto t.i., vitto e alloggio compresi e pagati dall’ospedale) guadagnava 2800£/mese. Dopo 2 anni ha potuto fare la selezione interna ed è diventato vicecaposala, e guadagna 3400£/mese.
Tra 2 anni potrà diventare caposala e guadagnerà 4500£/mese, più gli scatti di anzianità.
Ora, con questi stipendi in Italia possiamo essere concorrenziali? No. Punto.
* in grado di pagare, col caz che lavoro facendomi pagare 1300 al mese
La cosa buffa è che, mentre i sindacati chiedono più tutele, i giovani emigrano in posti dove le tutele sono più basse, ma i salari più alti e i lavori più meritocratici.
Ma perchè l’autore dell’articolo mette un wojak di se stesso in apertura. Cioè è bruttissimo quel disegno ma ve prego ahahahah
Ma di cosa stiamo parlando, la media degli imprenditori italiani non sa nemmeno cosa farsene di lavoratori con alte professionalità, non ha intenzione di pagarli e soprattutto non ha la minima idea di come valorizzarle quelle professionalità.
Sto vivendo a Bratislava, da studente erasmus.
Confermo che, anche parlando con altri studenti provenienti da Germania, Belgio e paesi limitrofi le opportunitá sono esponenzialmente maggiori che in Italia. Anche qui, da studente con master’s degree e fluency nella lingua inglese non si hanno problemi ad entrare in multinazionali quali amazon, johnson control ecc.
Tuttavia non facciamo di tutta l’erba un fascio, la qualitá della vita in Italia, SE e ribadisco SE si ha uno stipendio dignitoso è equiparabile a poche nazioni.
Quí gli stipendi non vanno, almeno inizialmente, oltre i 1000€ netti e anche dopo i 5 anni rimangono sotto la media italiana, con un costo della vita paragonabile a Roma periferica (fidatevi). Germania e Belgio ok, stipendi alti ma costo della vita lo è altrettanto (parole di chi ci vive eh) e poi a livello sociale sono di una depressione assurda, stanno lí che bevono birre su birre e null’altro, sembra quasi non abbiano altro modo per godersi la vita.
Svezia e Norvegia… che me ne faccio di anche 5000€ al mese se è sempre buio e freddo per gran parte dell’anno e la gente che rifiuta ogni tipo di socializzazione?
Ovvio qua c’è poco da fare e mal pagato
Qui finiamo male. Tutti i cittadini che si ingegnano per discutere civilmente di possibili soluzioni ai problemi mentre lo Stato non fa un bencheminimo nulla. Poi è ovvio che i giovani vanno in America o in Germania, perché qui abbiamo solo dei clown, lì almeno i clown ti pagano per quello che fai.
Questo é l’ennesimo articolo di propaganda fatto ad arte per convincere i poveri italiani giovani ed ingenui a frequentare scuole ed università italiane perché poi vai all’estero e ti fanno ponti d’oro. Sono tutte BALLE. All’estero vai, ti fanno vedere il ponte dorato, dopodiché ti mettono in mano un secchio ed un mocio e ti dicono “lavalo”! Sono metà tedesca ed ho lavorato in Germania ed i. Inghilterra con laurea prima italiana e poi inglese. La laurea inglese, soprattutto in Inghilterra, mi ha aiutato a trovare lavoro (niente di fantastico) , quella Italiana, no. E parlo fluentemente entrambe le lingue. Se guardate attentamente le statistiche, vedete che i centri europei hanno molti più laureati di noi, quindi non hanno bisogno di importarne laureati, hanno bisogno di camerieri, badanti, operai, guidatori di camion che é quello che gli italiani LAUREATI vanno a fare all’estero. Le fabbriche tedesche sono pieni di italiani laureati in materie umanistiche, economia e commercio anche, che lavorano alla catena di montaggio. Ho conosciuto anche raccoglitori agricoli in Inghilterra (pagati anche 2000 sterline al mese) con fior di lauree, per esempio in ingegneria gestionale. Camerieri coltissimi, anche quelli non mancano. Sono 20 anni che vanno avanti con ste balle, sono stata anche io vittima di questa truffa, se potete, andate direttamente a studiare fuori e, magari, qualche chance l’avrete. Altrimenti, risparmiate i vostri soldi e andate direttamente a raccogliere le mele in Borgogna, che fate prima. Sebbene l’Italia sia un paese ricco, gli italiani sono poveri e hanno scuole che non sono all’altezza (siamo i primi analfabeti funzionali d’Europa) e certo tedeschi o francesi, che ancora ci vedono straccioni e con la valigia di cartone, non hanno bisogno di importare ingegneri laureati a Lecce o chimici di Torino dove non ci sono i laboratori. Come diceva Totò: ma mi faccia il piacere, mi faccia!
Tutti a lamentarsi degli stipendi troppo bassi ma nessuno che si lamenta delle folli aliquote Inps e irpef che sono causa del (apparente) basso stipendio.
I salari in Italia non sono poi così bassi come si crede, semplicemente la macchina statale se ne prende una fetta troppo importante.
Notizia che va in coppia con i bassi tassi di lauree e diplomi dell’altro thread.
Ed ecco uno dei motivi per cui, sì, è indubbiamente un male che le nostre percentuali siano così basse, e dire che è giusto che i laureati siano pochi perchè altrimenti tutti i lavori richiedono le lauree e il suo valore scende è tra le mentalità che portano i laureati ad andarsene all’estero, proprio perchè non c’è un tessuto in grado di assorbirli se restano.
E’ un cane che si morde la coda
Haha dopo essermi letto i commenti sono spaventato ಥ‿ಥ
Ma va anche bene così. Il dottorato è una catena di produzione di beni da esportazione, e i dottorandi lo sanno benissimo.
Piangersi addosso non serve a niente.
peccato non funzioni come per i calciatori che almeno vengono venduti milioni
Perché date per scontato che se una persona è laureata è anche competente? Non c’è più bisogno di essere dei geni per finire un università, non è come nel 1500. E quando si inizia un nuovo lavoro non ci si può aspettare di essere subito responsabili, si parte dalla scopa, poi ci si pulisce le scale per salire. Non credo sia uno dei problemi principali, ma essere abituati troppo bene secondo me non aiuta.
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Il problema vero non è esportare alte professionalità ma non importarne quasi nessuna.
Non attiriamo talenti dall’estero, non creiamo diversità di vedute e approccio.
Certo e il cornuto esporta l’amata
Io in Italia ci starei stra volentieri se potessi. Non è neanche questione di essere selettivi, è proprio una situazione assurda
[removed]
Esportare implicherebbe qualche forma di ricavo. Direi che il termine giusto è regalare.
A che servono tanti lavoratori qualificati se il settore IT é fermo da anni ed in mano alle societá di consulenza, se le produzioni industriali sono banali ed in generale lo Stato investe pochissimo nella ricerca?
L’Italia non é da comparare a Francia o Germania, bisogna iniziare a confrontarsi con paesi dell’est europa.
Se magari non ci disperassimo al grido di “oh noo l’università pensa al profitto!” magari potremmo anche trovare il modo di investire e trattenere queste eccellenze.
Non capisco. State tutti commentando come se aveste letto l’articolo… solo io vedo un mega-paywall con richiesta di abbonamento? O siete tutti abbonati al famosissimo sito “editorialedomanipuntoit” ?
Certo. L’imprenditore italiano vuole solo due cose:
1)non essere contraddetto
2)pagare poco i dipendenti.
Aggiungo un 3) piangere in TV quando, usando le idee dell’ingegnerino che lui pretendeva di pagare 600 euro al mese, l’azienda estera lo butta fuori dal mercato.
Se le esportiamo a prezzo troppo basso, alziamo quel prezzo. Se possibile a livelli proibitivi per rimpinguare le scorte.
/s, ma non troppo.
Il problema è che è inutile aspettarsi che i “capi supremi” del settore IT vengano fulminati sulla via di Damasco e decidano di diversificare i profili (o, cosa ancora più assurda, decidano motu proprio di ritirarsi e fare spazio alla concorrenza) da soli, o che le piccole-medie imprese non falciate dalla pandemia decidano di migliorare la loro competitività digitale anche quando per loro stessa natura non hanno motivi pressanti per farlo (tipo, che ne so, perchè producono lacci di scarpe con macchinari che non permettono grandi volumi), o che la ricerca venga finanziata a babbo morto a prescindere stile gioco di strategia per il computer.
E non è neanche una questione di “votate!”, perchè, non essendo l’Italia un paese ad economia pianificata o a partecipazione statale pervasiva, non si può spingere il flusso economico e di denaro solo in quel modo (anche se ovviamente pungoli statali in quel senso qualcosa fanno). Serve che ci sia qualcuno a spingere dal basso in un modo o nell’altro. D’accordo che, a livello individuale, è meglio andarsene, e che una persona in meno non è una tragedia, ma se un gran volume di possibili emergenti se ne va, non ci si può aspettare che qualcosa si smuova.
Se non investi in ricerca e sviluppo (sia a livello statale/universitario sia a livello aziendale) e soprattutto se non equipari gli stipendi a livelli di quelli nordeuropei, olandesi e inglesi è normalissimo.
Un ingegnere, un medico, un infermiere, un dottorato che fa ricerca universitaria secondo te andrà dove guadagna 4-5k al mese, oppure in Italia dove se gli va bene ne prenderà 1500 (e mi sono tenuto largo)?
Io ho l’esempio in casa: mio fratello è infermiere specializzato di cardiologia. In Italia prendeva 1000-1200€/mese e lavorava solamente presso anziani oppure qualche RSA ( e non pagavano puntuali, parecchi mesi di stipendio li ha presi anche dopo un anno).
Da 3 anni lavora all’ospedale universitario di Cambridge. Appena assunto (subito contratto t.i., vitto e alloggio compresi e pagati dall’ospedale) guadagnava 2800£/mese. Dopo 2 anni ha potuto fare la selezione interna ed è diventato vicecaposala, e guadagna 3400£/mese.
Tra 2 anni potrà diventare caposala e guadagnerà 4500£/mese, più gli scatti di anzianità.
Ora, con questi stipendi in Italia possiamo essere concorrenziali? No. Punto.
* in grado di pagare, col caz che lavoro facendomi pagare 1300 al mese
La cosa buffa è che, mentre i sindacati chiedono più tutele, i giovani emigrano in posti dove le tutele sono più basse, ma i salari più alti e i lavori più meritocratici.
Ma perchè l’autore dell’articolo mette un wojak di se stesso in apertura. Cioè è bruttissimo quel disegno ma ve prego ahahahah
Ma di cosa stiamo parlando, la media degli imprenditori italiani non sa nemmeno cosa farsene di lavoratori con alte professionalità, non ha intenzione di pagarli e soprattutto non ha la minima idea di come valorizzarle quelle professionalità.
Sto vivendo a Bratislava, da studente erasmus.
Confermo che, anche parlando con altri studenti provenienti da Germania, Belgio e paesi limitrofi le opportunitá sono esponenzialmente maggiori che in Italia. Anche qui, da studente con master’s degree e fluency nella lingua inglese non si hanno problemi ad entrare in multinazionali quali amazon, johnson control ecc.
Tuttavia non facciamo di tutta l’erba un fascio, la qualitá della vita in Italia, SE e ribadisco SE si ha uno stipendio dignitoso è equiparabile a poche nazioni.
Quí gli stipendi non vanno, almeno inizialmente, oltre i 1000€ netti e anche dopo i 5 anni rimangono sotto la media italiana, con un costo della vita paragonabile a Roma periferica (fidatevi). Germania e Belgio ok, stipendi alti ma costo della vita lo è altrettanto (parole di chi ci vive eh) e poi a livello sociale sono di una depressione assurda, stanno lí che bevono birre su birre e null’altro, sembra quasi non abbiano altro modo per godersi la vita.
Svezia e Norvegia… che me ne faccio di anche 5000€ al mese se è sempre buio e freddo per gran parte dell’anno e la gente che rifiuta ogni tipo di socializzazione?
Ovvio qua c’è poco da fare e mal pagato
Qui finiamo male. Tutti i cittadini che si ingegnano per discutere civilmente di possibili soluzioni ai problemi mentre lo Stato non fa un bencheminimo nulla. Poi è ovvio che i giovani vanno in America o in Germania, perché qui abbiamo solo dei clown, lì almeno i clown ti pagano per quello che fai.
Questo é l’ennesimo articolo di propaganda fatto ad arte per convincere i poveri italiani giovani ed ingenui a frequentare scuole ed università italiane perché poi vai all’estero e ti fanno ponti d’oro. Sono tutte BALLE. All’estero vai, ti fanno vedere il ponte dorato, dopodiché ti mettono in mano un secchio ed un mocio e ti dicono “lavalo”! Sono metà tedesca ed ho lavorato in Germania ed i. Inghilterra con laurea prima italiana e poi inglese. La laurea inglese, soprattutto in Inghilterra, mi ha aiutato a trovare lavoro (niente di fantastico) , quella Italiana, no. E parlo fluentemente entrambe le lingue. Se guardate attentamente le statistiche, vedete che i centri europei hanno molti più laureati di noi, quindi non hanno bisogno di importarne laureati, hanno bisogno di camerieri, badanti, operai, guidatori di camion che é quello che gli italiani LAUREATI vanno a fare all’estero. Le fabbriche tedesche sono pieni di italiani laureati in materie umanistiche, economia e commercio anche, che lavorano alla catena di montaggio. Ho conosciuto anche raccoglitori agricoli in Inghilterra (pagati anche 2000 sterline al mese) con fior di lauree, per esempio in ingegneria gestionale. Camerieri coltissimi, anche quelli non mancano. Sono 20 anni che vanno avanti con ste balle, sono stata anche io vittima di questa truffa, se potete, andate direttamente a studiare fuori e, magari, qualche chance l’avrete. Altrimenti, risparmiate i vostri soldi e andate direttamente a raccogliere le mele in Borgogna, che fate prima. Sebbene l’Italia sia un paese ricco, gli italiani sono poveri e hanno scuole che non sono all’altezza (siamo i primi analfabeti funzionali d’Europa) e certo tedeschi o francesi, che ancora ci vedono straccioni e con la valigia di cartone, non hanno bisogno di importare ingegneri laureati a Lecce o chimici di Torino dove non ci sono i laboratori. Come diceva Totò: ma mi faccia il piacere, mi faccia!
Tutti a lamentarsi degli stipendi troppo bassi ma nessuno che si lamenta delle folli aliquote Inps e irpef che sono causa del (apparente) basso stipendio.
I salari in Italia non sono poi così bassi come si crede, semplicemente la macchina statale se ne prende una fetta troppo importante.
Notizia che va in coppia con i bassi tassi di lauree e diplomi dell’altro thread.
Ed ecco uno dei motivi per cui, sì, è indubbiamente un male che le nostre percentuali siano così basse, e dire che è giusto che i laureati siano pochi perchè altrimenti tutti i lavori richiedono le lauree e il suo valore scende è tra le mentalità che portano i laureati ad andarsene all’estero, proprio perchè non c’è un tessuto in grado di assorbirli se restano.
E’ un cane che si morde la coda
Haha dopo essermi letto i commenti sono spaventato ಥ‿ಥ
Ma va anche bene così. Il dottorato è una catena di produzione di beni da esportazione, e i dottorandi lo sanno benissimo.
Piangersi addosso non serve a niente.
peccato non funzioni come per i calciatori che almeno vengono venduti milioni
Perché date per scontato che se una persona è laureata è anche competente? Non c’è più bisogno di essere dei geni per finire un università, non è come nel 1500. E quando si inizia un nuovo lavoro non ci si può aspettare di essere subito responsabili, si parte dalla scopa, poi ci si pulisce le scale per salire. Non credo sia uno dei problemi principali, ma essere abituati troppo bene secondo me non aiuta.