> A fine maggio sono trascorsi i 4 anni di libertà vigilata. Maria Falcone: ‘dolore e amarezza, ma è la legge di Giovanni’
E no, non torna a fare il mafioso, è un pentito.
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Attendiamo la candidatura nella lega
Libero per? Conflitto di interessi?
Nell’acido…
Maria Falcone grandissima donna, e tutti gli altri che non capiscono cosa vuol dire essere collaboratori di giustizia (che non è pentito, ma “canarini infami”) ignoranti che pensano con il membro.
Al di là delle mostruosità che ha fatto Brusca, rimane un collaboratore di giustizia che ha fatto arrestare tanti altri mafiosi.
Le sue azioni positive non cancellano il suo passato mostruoso, il sistema giustizia però ha bisogno di risorse come lui perché solo chi era dentro quei meccanismi malati può aiutare a scoperchiare il vaso di Pandora.
Un giorno si arriverà a dichiarare che la stagione delle stragi mafiose era legata a servizi segreti deviati, polizia corrotta, la famiglia Berlusconi e il suo partito. Oggi sono ancora segreti (di Pulcinella per chi ha il salame sugli occhi o è un figlio di @@@@@ – buona donna in malafede)
«Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la prima volta: avevo già adoperato l’autobomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso. Molti più di cento, di sicuro meno di duecento.»
Ed è libero dopo 25 anni. Pentito o meno, avrebbe quantomeno dovuto avere i domiciliari a vita se proprio non si poteva lasciarlo marcire in carcere.
Ottimo, vuol dire che lo Stato ha funzionato, grazie alle informazioni di Brusca sono stati condannati moltissimi mafiosi e hanno aiutato a far luce sulla mafia.
Lo Stato ha fatto un patto con lui: se parli noi ti facciamo uscire prima, e adesso l’ha onorato. Se non lo avesse onorato, nessuno farebbe più il pentito perché non avrebbe nessuna convenienza, e si saprebbero meno cose, risolverebbero meno casi e arresterebbero meno persone.
Infatti, ed oltretutto, questa legge sui pentiti era una legge di Falcone.
Mentre gli altri che non parlano (Provenzano, Riina, Denaro ecc) sono al 41 bis. Come è giusto che sia.
Quando ero bambino dissi a mia mamma che trovavo gli omicidi una cosa orrenda, perché stai togliendo la vita a qualcuno. Lei mi rispose che chi uccide finisce in galera a vita e quindi così facendo anche la sua vita è come se fosse finita. La cosa mi rassicurò. Da adulto mi sono reso conto quanto fosse una bugia. E non capisco perché una persona che toglie la vita ad un’altra ha diritto di vivere la sua, anche se in parte.
Purtroppo non posso dire quello che penso di questa deiezione suina, sennó mi bannano.
Dico solo che quest’essere, oltre alla strage di Capaci, é responsabile pure dell’omicidio di un bambino di 12 anni, in seguito sciolto nell’acido, colpevole di essere figlio di un collaboratore di giustizia, e che al mondo tante brave persone sono morte presto di cancro, ma quest’essere é riuscito a sopravvivere abbastanza da godersi adesso la libertá.
E poi mi parlano dell’esistenza di dio…
Mah… ho sentimenti contrastanti a riguardo, certo ha contribuito a far arrestare tanti altri mafiosi, ma lui stesso lo è (stato?) e ha collezionato 150 se non più omicidi con annesse violenze e torture, tutte ben premeditate e organizzate.
Pene simili o più lunghe vengono date a singoli delitti, la differenza è che Brusca si è potuto giocare la carta “tradisco i miei ex amici cattivoni e ottengo lo sconto di pena”, mentre gli autori di singoli delitti (non centocinquanta!) non hanno niente da scambiare. Quasi fosse un vantaggio in tribunale l’essere mafiosi.
Non gli auguro la morte perché non sono quel tipo di persona, ma che abbia per sempre paura che qualche suo ex-amico lo punti, quello si.
In fondo e’ sempre stato un bravo ragazzo, suvvia.
Precisiamo che non solo è libero ma vive a spese dello stato sotto protezione.
Si… libero. Uno che ha fatto mettere al gabbio svariati mafiosi, quando esce di carcere non è “libero”. Costui, giustissimamente, aggiungo, non godrà della stessa nostra libertà, non potrà andarsene al ristorante il sabato sera, sedersi a bere un aperitivo in piazza, passare una giornata in spiaggia o andare al cinema. Sarà comunque in galera, una galera senza sbarre. Ripeto, questo è il minimo di giustizia per uno come lui, ma volevo solo precisare.
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> A fine maggio sono trascorsi i 4 anni di libertà vigilata. Maria Falcone: ‘dolore e amarezza, ma è la legge di Giovanni’
E no, non torna a fare il mafioso, è un pentito.
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Libero per? Conflitto di interessi?
Nell’acido…
Maria Falcone grandissima donna, e tutti gli altri che non capiscono cosa vuol dire essere collaboratori di giustizia (che non è pentito, ma “canarini infami”) ignoranti che pensano con il membro.
Al di là delle mostruosità che ha fatto Brusca, rimane un collaboratore di giustizia che ha fatto arrestare tanti altri mafiosi.
Le sue azioni positive non cancellano il suo passato mostruoso, il sistema giustizia però ha bisogno di risorse come lui perché solo chi era dentro quei meccanismi malati può aiutare a scoperchiare il vaso di Pandora.
Un giorno si arriverà a dichiarare che la stagione delle stragi mafiose era legata a servizi segreti deviati, polizia corrotta, la famiglia Berlusconi e il suo partito. Oggi sono ancora segreti (di Pulcinella per chi ha il salame sugli occhi o è un figlio di @@@@@ – buona donna in malafede)
«Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la prima volta: avevo già adoperato l’autobomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso. Molti più di cento, di sicuro meno di duecento.»
Ed è libero dopo 25 anni. Pentito o meno, avrebbe quantomeno dovuto avere i domiciliari a vita se proprio non si poteva lasciarlo marcire in carcere.
Ottimo, vuol dire che lo Stato ha funzionato, grazie alle informazioni di Brusca sono stati condannati moltissimi mafiosi e hanno aiutato a far luce sulla mafia.
Lo Stato ha fatto un patto con lui: se parli noi ti facciamo uscire prima, e adesso l’ha onorato. Se non lo avesse onorato, nessuno farebbe più il pentito perché non avrebbe nessuna convenienza, e si saprebbero meno cose, risolverebbero meno casi e arresterebbero meno persone.
Infatti, ed oltretutto, questa legge sui pentiti era una legge di Falcone.
Mentre gli altri che non parlano (Provenzano, Riina, Denaro ecc) sono al 41 bis. Come è giusto che sia.
Quando ero bambino dissi a mia mamma che trovavo gli omicidi una cosa orrenda, perché stai togliendo la vita a qualcuno. Lei mi rispose che chi uccide finisce in galera a vita e quindi così facendo anche la sua vita è come se fosse finita. La cosa mi rassicurò. Da adulto mi sono reso conto quanto fosse una bugia. E non capisco perché una persona che toglie la vita ad un’altra ha diritto di vivere la sua, anche se in parte.
Purtroppo non posso dire quello che penso di questa deiezione suina, sennó mi bannano.
Dico solo che quest’essere, oltre alla strage di Capaci, é responsabile pure dell’omicidio di un bambino di 12 anni, in seguito sciolto nell’acido, colpevole di essere figlio di un collaboratore di giustizia, e che al mondo tante brave persone sono morte presto di cancro, ma quest’essere é riuscito a sopravvivere abbastanza da godersi adesso la libertá.
E poi mi parlano dell’esistenza di dio…
Mah… ho sentimenti contrastanti a riguardo, certo ha contribuito a far arrestare tanti altri mafiosi, ma lui stesso lo è (stato?) e ha collezionato 150 se non più omicidi con annesse violenze e torture, tutte ben premeditate e organizzate.
Pene simili o più lunghe vengono date a singoli delitti, la differenza è che Brusca si è potuto giocare la carta “tradisco i miei ex amici cattivoni e ottengo lo sconto di pena”, mentre gli autori di singoli delitti (non centocinquanta!) non hanno niente da scambiare. Quasi fosse un vantaggio in tribunale l’essere mafiosi.
Non gli auguro la morte perché non sono quel tipo di persona, ma che abbia per sempre paura che qualche suo ex-amico lo punti, quello si.
In fondo e’ sempre stato un bravo ragazzo, suvvia.
Precisiamo che non solo è libero ma vive a spese dello stato sotto protezione.
Si… libero. Uno che ha fatto mettere al gabbio svariati mafiosi, quando esce di carcere non è “libero”. Costui, giustissimamente, aggiungo, non godrà della stessa nostra libertà, non potrà andarsene al ristorante il sabato sera, sedersi a bere un aperitivo in piazza, passare una giornata in spiaggia o andare al cinema. Sarà comunque in galera, una galera senza sbarre. Ripeto, questo è il minimo di giustizia per uno come lui, ma volevo solo precisare.
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