
Siamo giunti al penultimo thread dedicato al Palazzo Ducale di Venezia. Nella scorsa [puntata](https://www.reddit.com/r/italy/comments/u1em9t/palazzo_ducale_di_venezia_parte_5/) abbiamo visto e ripercorso la storia di due sale istituzionali molto importanti come il Senato e il Consiglio dei X e abbiamo visitato l’Armeria con la sua vasta collezione di armi e armamenti.
Qui il percorso prevede che scendiamo dalla Scala dei Censori per proseguire la visita al [primo piano](https://i.imgur.com/LKKDW2W.jpg). Il primo ambiente che visitiamo è [Liagò](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Sala-Liag%C3%B22.jpg), una via di mezzo tra un corridoio e un’anticamera. In dialetto veneziano *liagò* indica una veranda o un terrazzo chiuso da delle vetrate e il nome è dovuto alla grande [finestra](https://i.imgur.com/80lGLjQ.jpg) verso sud che, durante le prime ore del pomeriggio, inonda la stanza di luce. Questa stanza veniva usato dai patrizi come ritrovo negli intervalli delle sedute del Maggior Consiglio. La decorazione del [soffitto](https://i.imgur.com/j1JI2YP.jpg), con le sue travi dorate e dipinte, risale alla metà del Cinquecento, mentre le [tele](https://i.imgur.com/mnyTb5L.jpg), che celebrano la vita di alcuni [dogi](https://i.imgur.com/5yhpESy.jpg), sono del Sei-Settecento.
Proseguiamo a sinistra nella sala dedicata alla [Quarantia Civil Vecchia](https://i.imgur.com/PXTVwAh.jpg), uno degli organi dedicati alla giustizia più antichi di Venezia. Creato dal Maggior Consiglio nel XII secolo, era il massimo tribunale di appello dello stato veneziano. Originariamente era un unico organo formato da quaranta membri (da qui il nome Quarantìa) che avevano ampi poteri politici e legislativi. Nel XV le Quarantìe divennero tre: la *Quarantìa Criminale,* che si occupava delle sentenze per le cause che oggi chiameremmo penali, la *Quarantìa Civil Vecchia,* con competenze sulle cause civili nella città di Venezia, e la *Quarantìa Civil Nuova,* sempre per la cause civili ma in terraferma. Le decorazioni che vediamo oggi sono frutto di una ristrutturazione del XVII secolo; della vecchia decorazione rimane solo un [frammento](https://i.imgur.com/bnnIezO.jpg) di affresco visibile sulla destra vicino all’entrata.
La [Sala del Guariento](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Sala-guariento.jpg), che troviamo subito dopo, era anticamente un deposito di armi e munizioni, collegato verticalmente all’Armeria tramite una scala. Oggi invece espone quello che resta [dell’affresco](https://villeggiare.files.wordpress.com/2015/03/fragment.jpg) con L’incoronazione della Vergine, realizzata dal pittore padovano Guariento tra il 1365 e il 1368 per la parete orientale della Sala del Maggior Consiglio. Un grande incendio, scoppiato nel 1577 nella Sala dello Scrutinio, l’ha quasi completamente distrutto e dal secolo scorso quello che ne rimane è esposto in questa piccola sala.
Ripercorriamo per un breve tratto Liagò per arrivare finalmente alla sala che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita: il [Maggior Consiglio](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Maggior-Consiglio4.jpg). È la sala principale del palazzo e lo capiamo dalle sue dimensioni: misura 53 metri in lunghezza, 25 di larghezza e 15 in altezza. I suoi oltre 1300 mq di superficie la rendono una delle più grandi d’Europa. La particolarità sta nel fatto che non vi sono colonne e il soffitto è retto da un ingegnoso [sistema](http://www.esamearchitetto.info/wp-content/uploads/2020/11/capriata-tecnologiaduepuntozero.png) di [travi capriate](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/09/Veduta-Sottotetto-Sala.jpg).
La sala ospitava le riunioni del Maggior Consiglio, un organismo molto antico formato dai patrizi di Venezia, a prescindere dal prestigio o dalle ricchezze. Esso fu sempre sentito come il baluardo dell’uguaglianza repubblicana e i suoi membri erano ritenuti gli autentici depositari del diritto statale, da cui derivavano tutte le altre magistrature. Un *Consilium* esisteva già prima del XII secolo come rappresentanza popolare che affiancava il duca nel governo. Questo consiglio si è trasformato negli anni finché nel 1297, con la *Serrata del Maggior Consiglio*, vennero applicate alcune norme come l’allargamento del numero dei partecipanti e l’ereditarietà del titolo (uno dei motivi che portarono alla congiura del Tiepolo). Il sistema, tuttavia, presentava dei difetti e nel XIV secolo vennero introdotte alcune norme tra cui l’abolizione della possibilità di eleggere nuovi membri: veniva stabilito così l’accesso automatico ai patrizi maschi al compimento dei 25 anni. Le disposizioni della *Serrata* avevano fatto aumentare vertiginosamente il numero dei membri: già nel 1500 se ne contavano più di 2000, mentre nel 1547 viene raggiunto il numero più alto mai registrato: ben 2746.
La funzione principale del Maggior Consiglio era quella di eleggere i membri delle varie istituzioni della Repubblica, oltre a quello del Doge stesso. Ogni domenica, al suono della campana di San Marco, i membri si riunivano sotto la presidenza del Doge e sedevano su delle [panche](https://i.imgur.com/yfyX2os.jpg) disposte secondo la lunghezza della [sala](https://i.imgur.com/5WhlVkr.jpg). L’ultimo atto ufficiale del consiglio avvenne il 12 maggio 1797 quando, di fronte all’invasione napoleonica, votò per accogliere l’abdicazione dell’ultimo doge Ludovico Manin: è la fine della Serenissima. Il sentimento della fine di una potenza millenaria viene colta in pieno in questa [tela](https://i.imgur.com/LjqK7AW.jpg) che ci mostra un senatore, dopo l’ultimo Maggior Consiglio della storia veneziana, che scende la Scala dei Giganti.
Nel dicembre del 1577 un devastante incendio, divampato nella vicina Sala dello Scrutinio, danneggia gravemente le due sale tanto che si teme il loro crollo da un momento all’altro. Miracolosamente le strutture resistono ma le decorazioni sono completamente distrutte. Viene quindi avviata una massiccia opera di ristrutturazione che coinvolge, tra gli altri, Tintoretto, Veronese e Palma il Giovane. Il [soffitto](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/04/MUVE-DUCALE-Panoramica-Maggior-consiglio.jpg) presenta lo stesso stile di altre sale come il Senato e il Collegio: grandi strutture lignee dorate che fungono da cornici alle 35 tele che ne decorano la superficie. I quindici dipinti maggiori riguardano fatti storici e allegorici di cui è protagonista la Serenissima, come la [vittoria della flotta Veneziana](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/72/GaleasPerMontes.jpg) su quella milanese oppure [Pietro Mocenigo che prepara l’assalto](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/ec/Paolo_Veronese_-_Conquest_of_Smyrna_-_WGA24945.jpg) contro la città di Smirne. Il dipinto più famoso è un ovale di veronese intitolato [Il trionfo di Venezia](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fe/Veronese-Triomphe_de_Venise.jpg) e rappresenta una raffigurazione di Venezia che, circondata dalle dee dell’Olimpo, viene incoronata dalla Vittoria. L’opera al centro, [L’apoteosi di Nicolò da Ponte](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/ff/Jacopo_Tintoretto_-_Doge_Nicol%C3%B2_da_Ponte_Receiving_a_Laurel_Crown_from_Venice_-_WGA22635.jpg), celebra invece il doge sotto il cui governo viene realizzata la decorazione della sala.
Lungo le pareti sono poste in totale ventuno tele che raccontano episodi e fatti della storia di Venezia. Abbiamo ad esempio la [Vittoria di Punto Salvore](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/25/Domenico_Tintoretto_-_Battle_of_Salvore_-_WGA19632.jpg), [Barbarossa che bacia il piede del Papa](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c0/%28Venice%29_Il_Barbarossa_bacia_il_piede_al_Papa_-_Federico_Zuccari_-_Sala_del_Maggior_Consiglio.jpg) e [La resa di Zara](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6d/Resa_di_Zara.JPG). Vi sono anche dipinti che narrano la conquista di Costantinopoli, come il [Primo assalto](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/17/Assalto_di_Costantinopoli.JPG) alla città e la sua [presa](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f5/%28Venice%29_Caduta_o_seconda_presa_di_Costantinopoli_-_Domenico_Tintoretto_-_Sala_del_Maggior_Consiglio.jpg). Infine, sulla parete orientale, abbiamo il capolavoro del Tintoretto: [Il Paradiso](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Paradiso-tontoretto.jpg). Si tratta della tela più grande al mondo e venne realizzata tra il 1588 e il 1592, suddivisa in più parti e poi assemblate ad opera finita.
**Il concorso per il Paradiso**
Il grande incendio del 1577 distrugge quasi del tutto l’opera del Guariento che decorava precedentemente la parete orientale della sala. La Repubblica avvia immediatamente un bando e formula un preciso programma iconografico che prevede la realizzazione di un Paradiso su tela. Il concorso si svolge nel 1582 e vi partecipano i più importanti pittori attivi a Venezia in quegli anni. Ogni artista presenta una propria opera e ognuno di loro esprime differenti preferenze compositive, politiche ed estetiche.
1 Nel Paradiso di [Veronese](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d6/Lille_PdBA_veronese_esquisse_paradis.JPG/1200px-Lille_PdBA_veronese_esquisse_paradis.JPG) e la Vergine è incoronata non solo da Cristo ma anche da Dio Padre, mentre la colomba, simbolo dello Spirito Santo, scende su di loro. Viene così enfatizzata l’importanza di Maria. La commissione del concorso decide di affidare a Veronese la parte centrale del dipinto ma, a causa della morte dell’artista, l’opera non verrà mai realizzata.
2 La composizione del paradiso di [Bassano](https://visionialdila.files.wordpress.com/2021/03/il-paradiso-di-francesco-bassano.jpg?w=1024) è opposta a quella del Veronese. Oltre alla tradizionale ripartizione gerarchica dei santi e beati, l’artista colloca nel suo dipinto anche una rappresentanza di figure reali, tra cui alcuni doge. Per questo la commissione stabilisce di affidargli il compito di eseguire le figure laterali del dipinto. L’incompatibilità dei due pittori però è troppo grande ed è impossibile realizzare l’opera.
3 [Palma il Giovane](http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/44697/Negretti%20Jacopo%2C%20Paradiso) propone una composizione sferica, con Cristo giudice al centro. Palma non vince il concorso, forse per l’eccessiva libertà interpretativa del soggetto. Gli verrà affidata, tuttavia, l’esecuzione del Giudizio Universale nella sala dello Scrutinio.
4 Il [Tintoretto](https://www.gioiellinascostidivenezia.it/wp-content/uploads/2018/07/Jacopo-Tintoretto-Il-Paradiso.jpg) rielabora per il concorso un soggetto al quale aveva già lavorato precedentemente. L’iconografia e la gerarchia celeste sono rispettate, con Cristo che incorona la Vergine con gli Apostoli intorno. Inizialmente il Tintoretto non vince la gara, ma la morte di Veronese nel 1588 porta la commissione a pensare ad un nuovo concorso e l’autore allora presenta una seconda bozza in cui aveva eliminato gli elementi che suscitavano dubbi. Viene quindi finalmente affidato l’incarico al Tintoretto che completerà l’opera in quattro anni con l’aiuto di suo figlio Jacopo.
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Per concludere con il Maggior Consiglio ci spostiamo nella parte immediatamente [sotto](https://i.imgur.com/jFTu1Ju.jpg) il soffitto. Qui, lungo le pareti, sono rappresentati i primi 76 dogi di Venezia (gli altri 44 sono nella Sala dello Scrutinio). Ogni [doge](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/26/Domenico_Tintoretto_-_Portrait_of_Giovanni_Mocenigo_-_WGA19633.jpg) è raffigurato con un cartiglio in mano su cui sono riportate le opere più importanti del proprio dogado. Vi riporto qualche esempio come il doge [Barbarigo](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/98/Domenico_Tintoretto_-_Portrait_of_Marco_Barbarigo_-_WGA19634.jpg), [Francesco Donà](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/93/Francesco_Don%C3%A0.JPG) e [Pietro Lando](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/ff/Pietro_Lando.JPG). Sono raffigurati tutti i dogi tranne uno, al suo posto troviamo un [drappo nero.](https://usercontent.one/wp/www.verynicevenice.com/wp-content/uploads/2019/03/drappo-nero.jpg) Si tratta del posto del doge Marin Foliero e la scritta recita *HIC EST LOCVS MARINI FALETRO, DECAPITATI PRO CRIMINIBVS (Questo è il posto di Marin Faliero, decapitato per tradimento).*
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**La congiura di Marin Foliero**
Marino viene eletto come 55° doge di Venezia nel 1354 alla veneranda età di 76 anni. All’epoca era ambasciatore di Papa Innocenzo VI ad Avignone e quindi viene sollecitato il suo ritorno e, una volta ottenuto il salvacondotto dal Duca di Milano, può rientrare a Venezia. In precedenza Marino era stato membro e uno dei capi del nuovo Consiglio dei X, in seguito si dedica ad attività mercantili e qualche anno più tardi lo ritroviamo di nuovo più volte tra i X. Una volta eletto Doge deve subito affrontare alcuni problemi, tra i quali la disastrosa guerra contro Genova.
La leggenda narra che durante il carnevale del 1355 il doge organizzò una sontuosa festa a cui erano invitati i maggiori esponenti del patriziato veneziano. Durante la festa, un certo giovane Michele Steno, nonché futuro doge, diede troppe attenzioni ad una delle damigelle della dogaressa. Il doge invitò il giovane ad andarsene, il quale, per ripicca, scrisse sulla sedia del doge nel Maggior Consiglio “Marin Foliero dalla bella moglie, lui la mantiene e gli altri se la godono”. Fu solo l’ultimo di una serie di episodi che incrementò nel doge il risentimento verso il patriziato. Decise quindi di organizzare una congiura per eliminare la classe nobiliare e sostituirla con una signoria cittadina. Marino chiamò a raccolta i suoi alleati i quali reclutarono diversi popolani che, travestiti da nobili, schernirono i passanti in modo da aumentare il risentimento del popolo verso il patriziato. Insomma una vera e propria operazione *false flag.* La congiura quindi è stata organizzata per il 15 aprile 1355: quel giorno i cospiratori si sarebbero sparsi per la città e al segnale delle campane uccidere i nobili della città. La sera prima uno dei congiurati, che non era a conoscenza della partecipazione del doge, avvertì uno dei nobili del pericolo che stava correndo e gli intimò di fuggire. Il nobile si recò dal doge, che però minimizzò il pericolo. Non soddisfatto si rivolse allora ad altri nobili e soprattutto al Consiglio dei X, che convocò immediatamente le magistrature di Venezia. Furono interrogati diverse persone e i sospetti caddero subito sul doge. La congiura viene quindi sventata e i cospiratori arrestati, tra cui lo stesso doge. Alcuni furono rilasciati, altri, tra cui lo stesso figlio di Marin Foliero, condannati all’ergastolo. Nel frattempo il Consiglio dei X diede via al processo al doge e il giorno stesso deliberò la sua condanna a morte. Il giorno dopo, nel [cortile](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/25/Francesco_Hayez_010.jpg) del Palazzo Ducale, Foliero venne spogliato degli ornamenti dogali e quindi decapitato alla presenza di tutte le assemblee. Egli fu inoltre condannato alla *damatio memoriae*, cioè alla cancellazione totale del suo nome e della sua immagine per aver tradito la Repubblica. Ecco quindi che al posto della sua figura nel Maggior Consiglio appare il drappo nero.
Ora avrei dovuto parlarvi della Sala dello Scrutinio ma sono qui da ore e quindi la lascio per il prossimo thread , che sarà anche l’ultimo, in cui vedremo anche il Ponte dei sospiri, le prigioni e le ultime sale istituzionali.
1 comment
Che bello! Ho letto anche questa parte con curiosità e si è rivelata molto interessante!