
Sky TG24 intervista Gilberto Pichetto Fratin, viceministro dello sviluppo economico. Parlando della svolta ecologica del settore automobilistico spiega che quella che ci attende, da qui al 2035, è una nuova rivoluzione industriale, che riguarderà in primo luogo l’elettrico ma non solo, dal momento che il Litio, la materia prima per le batterie delle auto elettriche, proviene all’80% da Cina e Russia, e quindi visto come sta messo adesso il mondo non è che si tratti di una risorsa strategica per noi, dal momento che saremmo dipendenti dall’importazione da questi paesi. Dovremo quindi verosimilmente ripiegare su altre fonti di energia.
Giustamente io, da sostenitore delle svolte energetiche più green, recepisco quest’informazione e mi cago addosso. Dopo di che decido di verificare l’informazione.
https://it.wikipedia.org/wiki/Litio
Da una semplice occhiata su Wikipedia scopro che il Litio è il 25° elemento più comune nella crosta terrestre, e lo si trova pressochè ovunque. Il principale produttore è l’Australia; la Cina ne produce meno di un quarto ed è al terzo posto, dietro al Cile che comunque produce il doppio rispetto alla Cina. E le riserve principali non sono in nessuno di questi paesi, bensì in Bolivia, che ha il quadruplo delle riserve della Cina. L’Argentina, già attivo nella produzione di Litio, ha la seconda riserva principale, di poco più piccola rispetto a quella della Bolivia.
Nella lista in questione, che comprende i principali 13 paesi produttori di Litio, la Russia nemmeno appare, nè come produttore nè per merito delle sue riserve.
Insomma, ad un’occhiata superficiale Fratini avrebbe sparato un mucchio di scemenze. Si tratta di un tentativo di mettere in giro una fake news ai danni dell’elettrico, o nelle sue parole, secondo un qualche punto di vista che non sono riuscito a cogliere, c’è del vero?
6 comments
Forse c’entra il fatto che non basta chiamarlo “litio”. Serve anche un processo industriale per depurarlo, che potrebbe essere molto costoso (magari gran parte dei costi sono dovuti al deinquinare le scorie residue). C’è poi il problema del know-how, non è che scavi, trovi litio, lo schiaffi in una scatola, e ci scrivi sopra Li-ion 599.999 milliampere.
Certi standard di mercato si affermano perché il primo che riesce a produrre in serie mette tutti gli altri in condizione di scegliere se comprare il prodotto già pronto (e pagarlo poco) oppure se impelagarsi nella creazione di una filiera produttiva (con tempi e costi imprevedibili).
Da non esperto, penso che il problema principale circa l’estrazione del litio sia il costo ecologico, dovuto ai consumi di acqua e alla produzione di rifiuti chimici che ne consegue. Se non ricordo male c’è una qualche azienda privata che sta acquisendo i diritti per estrarre litio geotermico dal sottosuolo italiano… Ne parlavano in una puntata del Podcast di Smart city di Radio 24.
Inoltre con tutte le ricerche in corso sulle alternative al litio nelle batterie, sembra che a breve potremo anche esserne meno dipendenti. Quindi, sì, i discorsi sulla scarsità lasciano il tempo che trovano IMHO
Ciao! Penso che abbia semplificato parlando del litio. Credo intendesse parlare delle terre rare in generale. Ma è la mia impressione.
Il problema non e’ l’abbondanza. Il problema e’ la concentrazione. Se devi minare miliardi di tonnellate di roccia per ottenere un grammo di litio, costa troppo produrlo.
Abbondanza non implica estraibilita’. Le onde del mare hanno una marea di energia, ma e’ talmente diluita che la sua estrazione e’ totalmente antieconomica.
Maledetta lettura frettolosa, avevo letto una cosa del tipo “scarsità di supposte al litio”
In realtà c’è una miniera enorme di litio in Liguria. Non è sfruttata perché è in un parco naturale e la gente del paesello vicino campa di turismo. Se veramente ci servirà tutto quel litio noi stiamo apposto.
Forse l’autore si riferisce al Nichel, che combacia perfettamente con la descrizione dell’OP. Basti notare a quanto è schizzato il prezzo dall’inizio della guerra in Ucraina, ed è chiaramente uno degli interessi principali di Putin, assieme a petrolio e gas, ma questa è una parentesi inutile.