Nel 2035 l’Italia pagherà il 6% del PIL in interessi annui sul debito, quota pari alla spesa sanitaria, record europeo assoluto

by DurangoGango

20 comments
  1. Riporto qui il commento:

    Occhio alla nota: è una proizione che tiene fermo lo scenario baseline del 2024, in particolare non conteggia l’eventuale cambiamento relativo ai “costs of ageing”. Di cosa si tratta? possiamo vederlo in questo bullettino della BCE:

    https://www.ecb.europa.eu/press/economic-bulletin/focus/2024/html/ecb.ebbox202405_08~5f9531042f.en.html

    I costi dell’invecchiamento sono:

    – pensioni

    – cure mediche

    – assistenza per la non autosufficienza

    Inoltre sono conteggiati i risparmi sull’istruzione conseguenti alla riduzione della popolazione studentesca.

    In sostanza: la stima di spesa per interessi assume che i costi per l’invecchiamento rimangano gli attuali. Ma la curva demografica italiana prevede che proprio nei prossimi 10 anni vadano in pensione le coorti più numerose: ossia è molto probabile che la spesa pubblica italiana aumenti più dello scenario baseline e, in mancanza di disciplina fiscale, non potrà che riflettersi in maggior debito pubblico, maggiori interessi e quindi maggiore spesa per interessi.

  2. C’è speranza o siamo destinati a diventare un Paese fallito?

  3. Direi che è un po’ prematuro.

    Non sappiamo nemmeno se esisterà il concetto odierno di economia.

    La pecca di questo tipo di proiezioni è che prende lo stato delle cose in periodo x e lo estrapola.
    Ci sono troppi fattori esterni all’analisi.

  4. Fa strano poi vedere i debiti privati e la ricchezza privata mediana, sono numeri ottimi perché tanto poi paga tutto pantalone.

  5. Facciamo come molte aziende. Chiudiamo per fallimento l’azienda Italia e ne apriamo una nuova con nome Itala. Tutto come prima e si riparte da zero.

  6. Non sanno più cosa inventare per lagnarsi dell’economia che regge nonostante gli spauracchi che continuano dal 2011, per cui fanno proiezioni a casaccio per “dimostrare” che “tra 10 anni* crollerà tutto, puoi scommetterci!”

    *10 anni è un periodo comodo per chi vuole inventarsi previsioni, perché suona abbastanza vicino da dare importanza ma al contempo è abbastanza lontano per potersi giustificare di fronte alla smentita, che spesso nemmeno arriva dato che in 10 anni queste previsioni verranno dimenticate dai più

  7. dov’è la gente: “eh siamo nel G7…siamo fortissimi!…siamo messi meglio rispetto ad altri paesi..”?

    l’italia è messa male.

    avevavo bisogno di riforme strutturali almeno 15 anni fa, boost alle nascite (porterà frutti tra 20+ anni), massiccia lotta all’evasione (eliminare il contante), nuove politiche sull’energia, riforma scolastica… ecc.

    non venite a dire “eh ma tutto l’occidente ha un calo di nascite”, la spagna fa più figli dell’italia, francia e ger ne fanno il DOPPIO, importiamo manodopera unskilled e ci ostiniamo a fare lo stesso lavoro nella stessa maniera da 30+ anni. La lista di problemi è lunga.

    l’italia quasi sicuramente non fallirà, ma ci saranno manovre lacrime e sangue.

  8. Diciamo grazie ai 5stelle per i loro due meravigliosi governi…

  9. L’importante è il deficit con le entrate statali. Non il rapporto con il Pil

  10. La pensavo anche io così fino a qualche anno fa.
    Poi ho capito.
    Si, l’Italia è tecnicamente fallita e lo è dai primi anni 90, gli storici probabilmente lo faranno coincidere o con Mani Pulite o con la frase “la festa è finita” pronunciata dall’avvocato Agnelli.
    Quando questo si tradurrá in un crash vero e proprio del sistema?
    Mai.
    Perché ogni Monti che verrà imposto dall’UE per risanare I conti, causerà un Di Maio alle elezioni successive a regalare soldi inesistenti a tutti.
    Perché per ogni Draghi che verrà chiamato a salvare la patria con ricette di lungo periodo, basterà un Covid o altra emergenza che faccia piovere soldi sotto forma di PNRR tanto da coprire le esigenze dei due cicli elettorali successivi.
    L’Italia non fallirà mai perché se da un lato sono vere tutte le curve e le previsioni che hai postato, le possibilità che su un arco temporale di 10 anni un politico italiano “estragga” valore temporaneo da situazioni geopolitiche o giudiziarie straordinarie è superiore al 100%.
    Come diceva Keynes, nel lungo periodo siamo tutti morti.
    Dal 1990 sono ormai passati 35 anni, di quel periodo si fanno ormai serie Netflix d’epoca, ma nessun paese è fallito, e quando vengo in Italia (io sto a Palm Beach, col cazzo che vivo in Italia, ci vengo volentieri in vacanza però) se chiami un Uber non arriva, se ti serve un’aspirina dopo le 7 di sera devi cercare una farmacia di turno, e se vai al mare trovi lo stesso omino di quando ero bambino io che ha la concessione per 99 anni per venderti sdraio e ombrellone.
    Un paese felice, con un orizzonte decisionale strategico di 6 mesi, e visto che ormai comincio a essere in là con gli anni, a me va bene così, e con il tempo andrà bene anche a te fidati.

  11. *è finita ancor prima di cominciare* – digital art, 2025

  12. L’Italia non fallirà mai, perché sono sicuro che troveranno sempre nuove tasse per coprire il debito, come la nuova tassa sul passaporto che vuole introdurre la Francia… Se lo dice l’UE, sei obbligato a rispettarlo.

    Stessa cosa con l’età pensionabile che sale ovunque a 70 anni.

    Se il settore privato non riesce a produrre di più, con più qualità e tecnologie all’avanguardia (non capisco perché l’Italia sia ancora così tradizionalista in campo industriale invece di investire in IT, telecomunicazioni, ecc.), allora la soluzione saranno sempre le tasse

  13. A chi li paga questi interessi? E perché fare debito per l’Ucraina e l’immigrazione illegale?

Comments are closed.