Se bazzicate nell’ambiente, se siete autori e/o lettori di fantasy, forse avrete notato che c’è una forte spinta a supportare il fantasy italiano da parte di case editrici, colleghi autori, profili bookstagram. Ma come siamo arrivati a questo? E sta funzionando?

Un salto indietro nel tempo

Per capirlo dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, fino agli anni 2000. In quel periodo uscivano gli adattamenti de La Compagnia dell’Anello e Harry Potter e la Pietra Filosofale, che hanno avuto un impatto incredibile sul genere fantasy per ragazzi.

I grandi editori hanno fiutato l’opportunità e Mondadori ha pubblicato un’esordiente, Licia Troisi, con Le Cronache del Mondo Emerso. La serie ha avuto talmente tanto successo da essere tradotta e pubblicata anche all’estero: un traguardo che la maggior parte degli scrittori (non solo italiani) può solo sognare.

I grandi editori si sono quindi fiondati sul fantasy e hanno pubblicato tantissimi libri scritti da italiani, che però non riuscivano a raggiungere la qualità di quelli internazionali. Erano pubblicazioni fatte in fretta, con in mente solamente il guadagno.

E quindi cos’è successo? I lettori, essendo abituati a una qualità molto alta (pensate ad autori fondanti del genere come Tolkien, Pratchett, Le Guin, Brooks e via dicendo) si sono scottati e hanno smesso di comprare i fantasy scritti da italiani. Le case editrici, a quel punto, hanno smesso di pubblicare autori italiani, creando un circolo vizioso da cui adesso facciamo fatica a uscire.

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by ClockworkLike

18 comments
  1. Il nostro collettivo editoriale, creato l’anno scorso, ha provato a investigare le cause dell’impopolarità del genere fantasy e di come il settore editoriale nostrano stia sfruttando il senso di rivalsa degli autori, invece di adottare soluzioni che coinvolgano davvero i lettori.

    Se avete mai letto fantasy di autori italiani, probabilmente avete idea di cosa stiamo parlando.

  2. Una cara amica che lavora nell’editoria mi dice sempre che il problema di base è che in Italia ci sono più scrittori che lettori. Libri da ombrellone a parte, e il fantasy a naso non rientra nella categoria.

  3. Penso che semplicemente il fantasy in Italia non ha mai tirato. E’ andato forte quello che e’ stato trainato dai film

    In quel periodo Mediaset era signora e padrona dei corpi e delle menti e l’unica cosa che tirava era la commedia degli equivoci all’italiana, dove lui si tromba lei che si tromba l’altro che si tromba l’altra

    L’italiano medio non legge, a meno che non sia trainato da qualche film che sbanca il botteghino. Hanno venduto un po’ trainati dai film e hanno tirato i remi in barca quando le vendite sono crollate

  4. Il fantasy moderno è basato sul folklore e cultura nordica e celtica. Questa è roba che non appartiene alla cultura italica, i cui miti e folklore sono stati depredati e annientati dalla cultura cristiana.

  5. Broken Stories (il canale youtube) trova perle stupende tra gli autori fantasy italiani odierni. Non penso ci sia una bassa qualità in senso assoluto, semplicemente è una nicchia e quindi ci sono meno vette di bravura per una questione di numeri

  6. Ci sono libri fantasy e di successo, ma vengono venduti senza l’etichetta fantasy sopra per evitare lo stigma. La Einaudi e la Mondadori pubblicano parecchio fantasy italiano con ottimi risultati, se sfogli i loro cataloghi.

    Il mercato del fantasy italiano non funziona per la quantità mostruosa di dilettanti e scrittori esordienti che sfornano una quantità abnorme di banalità scritte male, spesso abusando dell’autopubblicazione, per poi commiserarsi e dare la colpa “al sistema che li esclude” o qualunque sia la ragione della settimana, senza mai fare introspezione e capire che scrivono cose orribili.

    Questo ha innescato un circolo vizioso in cui si rinforza nei lettori anche volenterosi, l’idea che il fantasy italiano è solo quello.

    I libri scritti bene si fanno strada, etichette o meno, ma gli scrittori capaci di lavorarci, con una cultura sufficiente e abbastanza stabili da poter uscire dalla loro nicchia di vendita sono davvero pochi.
    Ti faccio un esempio emblematico: il filone di zappa e spada che è nato dal nulla ed è esploso, perché era supportato da scrittori capaci di fare il loro lavoro.

  7. Credo che il mito avventuroso e la cultura cristiana semplicemente non vadano d’accordo. Si è provato a fonderli in esperimenti come Dante’s Inferno. I risultati mi sembrano discutibili.

  8. Comunque le cronache del mondo emerso è una Fanfiction a livello di temi, world Building e scrittura, quindi non credo abbia fatto successo per la qualità, mi sembra più un allinearsi dei pianeti e forse buon marketing.

  9. Beh, io ho perso ogni speranza proprio perché ho letto le cronache del mondo emerso.

  10. Vado off-topic approfittando dell’argomento.

    Da ragazzino ho letto un fantasy di cui ricordo davvero pochi dettagli e che vorrei recuperare, non tanto per piacere o nostalgia, ma per capire se quanto letto era davvero disturbante come lo ricordo.

    Tutto ciò che ho:
    Il libro potrebbe essere del periodo 1995-2005, al centro della copertina in stile disegno realistico si staglia un mezzobusto di una guerriera dalla capigliatura bionda, rivolta a tre quarti verso il lato sinistro, i capelli raccolti in una folta treccia. Nelle mani cinge l’elsa di uno spadone rivolto verso il basso. Lo sguardo è sicuro di se e rivolto al lettore.
    Indossa una cotta di maglia, niente di Hi-Fantasy.
    Lo sfondo non è ben definito nei miei ricordi, mia madre afferma che fosse tendente a toni freddi, azzurrini.

    L’ambientazione era relativamente cupa, improntata su guerra costante in un contesto medievale. Il motivo per cui mi è rimasto impresso è che c’è una scena di stupro completamente gratuita, che mi ha lasciato abbastanza basito, portandomi ad abbandonare la lettura.
    La scena in questione avviene in una tenda di un accampamento alle spese della protagonista, di cui non ricordo nemmeno il nome.
    So che diversi autori hanno il brutto vizio di inserire dinamiche del genere nelle loro opere, e ho scandagliato internet in lungo e in largo per trovare una copertina che anche solo si avvicinasse al ricordo, ma niente.

    Idee?

  11. Articolo interessante. C’è anche da dire che forse, quando si parla di fantasy, -vado per ipotesi vedendo i trend internazionali, non conosco il settore nostrano- che forse siamo un poco troppo assuefatti al/appiattiti sul fantasy alla Tolkien che pur essendo ovviamente di successo, ricalca una tradizione culturale, politica e storica angloceltica.

    Dovendo scegliere tra il fantasy così ma fatto da Italiani esordienti e l’usato garantito di un trend e tradizione ormai di decadi dall’estero, l’audience preferisce la seconda. Forse un modo per rilanciare sarebbe cominciare ad ispirarsi alla storia e cultura italiana o anche regionale. Spunti ce ne sono parecchi.

  12. Ho le ali di Nihal tatuate sulla schiena.

    A me era piaciuto tantissimo anche Gens Arcana. In italia si leggono riviste non libri. Purtroppo

  13. A me non sembra una nicchia, ho molti amici che leggono solo quello!

  14. Beh il fantasy non anglofono e’ un po’ di nicchia di suo. Non sono un esperto, ma un po’ lo leggo. Togli Saprowski e il 99% del fantasy di cui leggo a giro e’ originale in lingua inglese…

  15. Io leggo principalmente sci-fi e un po’ di fantasy. Il problema è evidente già entrando nelle librerie.
    Persino nelle librerie giganti a 3 piani, tutte le Feltrinelli e Mondadori fanno ricadere scifi dentro la sezione fantasy.
    Ma la sezione fantasy è piena di questi libroni con le copertine tutte uguali che mi sembra di capire vadano molto su TikTok.

    Morale della favola, il reparto fantasy contiene
    – 50% libri x TikTok.
    – qualche libro di Tolkien (ho faticato a trovare il silmarillion)
    – A Song of Ice and Fire (got)
    – qualche libro di sci-fi. I classici e best seller direte voi? No. Quelli non li ristampano da anni in Italia. Troverete solo qualche libro di cui hanno fatto un film recentemente.
    – adesso si trova anche la saga di dune, pre film di trovavano solo quelli recenti del figlio di Herbert

    È impossibile trovare i migliori racconti di Asimov. Si trova solo la raccolta io Robot perché hanno fatto il film 20 anni fa e ora fondazione perché c’è la serie tv.

    Non sono uno di quelli che pensa sempre che all’estero sia tutto meglio. Ma nelle librerie, per lo meno i best sellers o i libri considerati classici della categoria, si trovano sempre

  16. Secondo me il fantasy nostrano tira eccome, quando è scritto/illustrato/presentato bene, però.
    Ma partiamo da un punto, cosa intendete per fantasy? Prevalentemente quello dove ci sono i draghi e le grandi storie?

    Pinocchio è un fantasy. Il Visconte Dimezzato è un fantasy.

    Io quando vedo scrittori, fumettisti o altri buttarsi su questo genere noto spesso difficoltà a deviare dai soliti cliché triti e ritriti senza quella maturità e unicità dal farmi dire – “Ehi, aspetta questo è interessante” – e semplicemente posso andare direttamente a vedere le opere da cui hanno attinto a piene mani.
    Non c’è niente di male nell’usare i cliché ma bisogna saperlo fare con cognizione altrimenti è dura emergere.
    E questo vale non solo per l’Italia ma anche per altri paesi notoriamente molto più prolifici, in questo senso.

    Gli italiani amano il fantasy né più né meno di altri, se ci mettiamo dei buoni scrittori che comprendono di potere scrivere davvero di tutto allora le risposte arriveranno.

    (Il discorso è molto più ampio certamente, il mio è un piccolo punto di vista a livello autoriale)

  17. Licia Troisi ricordo venne super criticata per qualcosa🤔

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