
Sta mattina ho letto due articoli del Post sugli studenti iraniani in Italia e sui rapporti diplomatici tra Italia e Iran che mi hanno fatto pensare in generale a come dovremmo approcciarsi diplomaticamente, all'Iran, ma in generale ai paesi che potremmo definire "controversi" in Occidente.
Secondo me ci sarebbero molti vantaggi nel creare in modo sistematico rapporti propositivi con i paesi del Magreb, del Levane e anche del Medio Oriente in generale, soprattutto nell'incentivare l'arrivo di studenti e quindi lo sviluppo di un flusso di immigrati istruiti. Penso che lo stesso discorso valga anche per altri paesi come quelli Sudamericani, per il sud-est asiatico e anche per il Corno d'Africa. In oltre, porci come un'alternativa diplomatica ai grossi paesi europei sarebbe l'unico modo per sfruttare a nostro vantaggio il fatto di essere meno forti, sotto molti punti di vista, di Francia, Germania o Regno Unito. Non penso di star dicendo verità sconcertanti mai proposte prima; anzi, mi rifaccio proprio alla tendenza italiana nel presentarsi come "alternativa" diplomatica al resto dei pesci grossi europei. Purtroppo l'Italia è cronicamente incapace di sviluppare una politica estera coerente ed efficace.
Voi cosa ne pensate? Si tratterebbe di un'Italia furba, che vuole stare con un piede in due staffe e che dovrebbe piuttosto concentrarsi nel arrivare a pari con Francia, Germania, eccetera, o di un Italia intelligente che sfrutta la sua posizione a suo vantaggio?
by Pier07
17 comments
Sarebbe interessante capire, secondo il Post, quale sarebbe il Paese europeo che ha i migliori rapporti con l’Iran perché io vedo solo una frecciatina senza nulla a supporto. Considerato che è un articolo sui rapporti diplomatici mi sembra una omissione ingiustificata.
vorrei solo sapere come facciamo a stare ancora con l’america e quando l’europa diventerà un realtà seria, autonoma e politica, non solo un condominio di amministratori rapaci!
un tempo e parliamo degli anni di andreotti e craxi l’Italia provava con abbastanza successo ad avere buoni rapporti con tutti i paesi del medio oriente e africani , niente conflitti voleva dire stringere rapporti commerciali stabili e redditizi , purtroppo con il passare del tempo siamo sempre più diventati incapaci e asserviti agli USA .
Lo dico da persona che conosce bene molti giovani iraniani, tutti laureati.
Se vuoi attirarli in Italia, la strada giusta non sono i rapporti bilaterali. A loro non frega niente di questo. Anzi, spesso sono insospettiti dai paesi che sono troppo amici dell’Iran.
Piuttosto, aiuterebbero leggi sull’immigrazione più logiche, burocrazia più efficiente e meno discriminazioni in ambito lavorativo e finanziario (spesso si vedono gravemente istacolati ad aprire un banale conto in banca, tanto per dirne una).
>o di un Italia intelligente che sfrutta la sua posizione a suo vantaggio?
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Dico solo che in Libia non ci siamo manco per sbaglio e chiunque ne prenda il controllo o installi buoni rapporti con chi la governa, avrà in mano un rubinetto di migranti da aprire e chiudere a piacimento, tipo Erdogan con i siriani.
L’Italia non ha una politica estera strategica dagli anni 90, ma prima ce l’ha avuta, eccome.
Già Enrico Mattei aveva basato la politica energetica su accordi eccellenti con i paesi del mondo arabo. Politica continuata dai vari governi Andreotti e Craxi.
Sembra fantascienza oggi ma Craxi suuportava apertamente l’ OLP (rganizzazione per la libertà della Palestina) di Arafat. E non è un caso che Craxi sia scappato in Tunisia, i governi dell’epoca puntavano molto ad essere influenti in Nord Africa.
Recentemente forse l’unico ministro degli esteri degno è stato Massimo D’Alema; nonostante il personaggio non sia in cima alle mie preferenze bisogna ammettere che non è da tutti presentarsi a braccetto del leader di Hezbollah in Libano sostenendo che fosse sbagliato l’ostracismo verso l’Iran.
Purtroppo la destra cialtrona ha sempre preferito essere subalterna in toto alle politiche statunitensi (per poi dichiararsi sovranisti…) e da qui viene un corto circuito che ci rende inaffidabili e visti come tali.
Qualcosa ancora esiste ma non si può vivere di rendita per sempre, altrimenti poi succedono disastri come quello successo in Libia e ti ritrovi con personaggi da operetta come nel governo Lega-M5S che non ci capiscono niente, non prendono decisioni e di fatto ti escludono come nazione dalle decisioni (giustamente).
Tajani agli esteri. Devo aggiungere altro?
Un mio cliente Iraniano una volta mi disse:
” Quando sono arrivate le sanzioni, gli americani, i tedeschi, i francesi e gli inglesi, hanno raccattato la loro roba e lasciato i lavori così com’erano. Voi italiani siete stati gli unici ad aver fatto di tutto per completare le commesse, le consegne o per darci i mezzi per continuare da soli e finire il lavoro “
In realtà ai tempi dello Shah l’Italia e L’Iran vantavano di ottimi rapporti, lo stesso Enrico Mattei era in buoni rapporti con lo Shah, gli Italiani andavano in Iran per visitare il meraviglioso passato Persiano del paese, gli studenti iraniani andavano a visitare l’Italia, i rapporti dovevano essere realmente buoni se pensiamo che Trenitalia aveva delle sedi in Iran prima della rivoluzione. Poi la morte in circostanze poco chiare di Mattei ha allontanato la possibilità di un nuovo sviluppo economico del mediterraneo, la rivoluzione poi ha allontanato l’Iran dall’Italia, Komeini ruppe i rapporti con il paese, negli anni ’80 vennero smantellare le ferrovie e le cooperative italiane e il turismo reciproco crollo sia a causa della rivoluzione che della guerra decennale contro l’Iraq. Un avvicinamento timido tra i due paesi c’è stato quando nel 2015 Rohuani si recò in Italia per l’accordo nucleare, ma il fatto che i manufatti e le nudità italiane vennero coperte da Renzi fecero scalpore, poi successivamente i rapporti si sono nuovamente incrinati e le proteste del 2019-2020-2022 sedate tutte in un bagno di sangue dal regime Iraniano ha fatto perdere definitivamente credibilità istituzionale. L’Italia però è il paese europeo che meno ha appoggiato e dato voce alla diaspora iraniana e gli iraniani contrari al regime, le manifestazioni infatti sono state senza il sostegno della popolazione, anche se il nostro paese è in buoni rapporti con il figlio dello Shah, Ciro Reza Pahlavi che da anni si batte per la democrazia in Iran e dal 2019 per un cambio di Regime. Un rapporto difficile quello tra Italia e Iran, eppure la popolazione contraria al regime e non fanatica è molto simile all’Italia per ospitalità, storia e vitalità, una vitalità spesso spenta dal regime percepito come non Iraniano dalla popolazione. Diciamo che con un sistema politico diverso forse il ripristino di buon rapporti economici, politici e culturali potrebbe giovare a noi, a loro e all’intero medioriente, compresa l’Arabia Saudita che si toglierebbe davanti un regime che minaccia di conquistare la mecca da quasi 50 anni, attualmente abbiamo le.mani legate, godiamo di buoni rapporti economici e politici con i Sauditi, che sono partner stabili e affidabili, se ci avvicinassimo all’attuale Iran, i Sauditi romperebbero con noi e non ci converrebbe avvicinarci ad un eventuale partner instabile, l’unico modo per un riavvicinamento senza rompere con i Sauditi sarebbe quello.di.riavvicinarsi ad un Iran diverso, ma se non appoggiamo e diamo voce alla resistenza iraniana contro.il regime non vedo come questo.sia possibile.
Finché in Iran ci saranno i tagliagole delle guardie islamiche avrà poco senso e ricordiamoci che qualora la situazione cambi faremo figure meschine, come quando tentammo di riaprire i rapporti con la Siria di Assad qualche mese prima della sua caduta
Posso dire che gli iraniani non sono come chi li governa, sono di mente aperta, musulmani moderati,fanno facilmente amicizia con gli occidentali e si integrano. Per cui facilitare l’immigrazione iraniana non sarebbe un male.
In generale, nei rapporti con i paesi controversi, stiamo già facendo qualcosa. Siamo l’unico partner del regime della Tripolitania. Più che rapporti di buon vicinato siamo direttamente i loro vassalli, i loro yes-man internazionali.
l’italia dovrebbe fare l’interesse dei propri cittadini e non degli usa, l’iran non ci ha mai fatto niente e di conseguenza non esistono ragioni per non avere un buon rapporto col paese
I paesi controversi sarebbero quelli che fanno i genocidi o l’America che bombarda a destra e sinistra?
L’Iran, al momento è una teocrazia islamica. Non è possibile aver rapporti normali con un Paese il cui leader e guida spirituale vuole la morte dell’Occidente (che considera infedele).
Fino a che l’Iran non tornerà ad essere un Paese normale, democratico, andrà considerato nemico.
Inoltre, quello che dici tu, si configurerebbe come una rottura dell’unità (già fragile) dell’Occidente e questo non possiamo permettercelo.
Magari può sembrare strano, ma già ora l’Iran è un nostro discreto partner commerciale e i rapporti sono già buoni
Il governo attuale nella politica estera si è messo su una linea ambigua che mostra ambizione ma anche una mancanza di realismo. Appoggia Trump e l’UE, l’Ucraina e la Russia, in sede nato ci siamo appena fatti ridere sopra da tutti proponendo il mostro di Salvini (ponte sullo stretto) come opera strategica da includere nel 5% promesso di contribuzione NATO. Insomma facciamo un po’ di qua e un po’ di là che mostra come Meloni e Farnesina non si parlino troppo. Poi Tajani agli Esteri, scusatemi è una garanzia per mediocrità patetica
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