La Svezia va in fiamme insieme ai Corani bruciati da Rasmus Paludan | Euronews

15 comments
  1. In Svezia un gruppo di estrema destra ha annunciato e poi effettuato una protesta dove ha bruciato vari Corani, la manifestazione è stata accusata di propagandare odio e nonostante ciò è stata autorizzata dal governo svedese che ha dichiarato che la libertà di parola deve sempre essere espressa,al seguito dell’autorizzazione ci sono state diverse contro manifestazioni da parte dei mussulmani che sono poi diventate violente e durano da circa 3 giorni,ho postato questa notizia sperando che possa nascere una discussione su quanto sia giusto approvare manifestazione così estremiste o se sarebbe meglio vietarle?

  2. Copio quello che ho scritto in un altro thread:

    Parto dal presupposto che in Europa è inconcepibile che ci siano proteste violente per aver bruciato un libro, che non è un atto violento. Se bruci una Bibbia penseranno che sei scemo ma nessuno reagisce in questo modo, quindi dovrebbe succedere la stessa cosa con qualunque libro.

    Detto questo, mi chiedo come mai in Francia ci siano state atrocità come le stragi del Bataclan e di Charlie Hebdo e la decapitazione di Samuel Paty, e in Svezia succeda questo, mentre in Italia non si è visto niente di simile. C’è un modello di integrazione diverso?

    Queste sono le prime cose che mi vengono in mente:

    1) i musulmani in Italia vengono principalmente da Albania (abbastanza laici) e Marocco (non religiosissimi).

    2) generalmente non sono ghettizzati e vivono fra gli italiani.

    3) ce ne sono di meno in termini assoluti: a parità di popolazione noi abbiamo 1 milione di musulmani e la Francia ne ha 3-4 (!) Questo chiaramente aiuta l’integrazione e assimilazione

    4) ci sono pochissime moschee, la maggior parte costruite negli ultimi anni, quindi l’indottrinamento è difficile.

    La Francia, da Paese laicista quale è, ha adottato un approccio “vi diamo un quartiere e fate quello che volete”. Per quanto riguarda le moschee, sempre per una questione di laicismo, lo Stato non è mai voluto intervenire nella loro gestione e finanziamento. La conseguenza è stata che le moschee sono state finanziate per anni da Paesi esteri come il Qatar e gli imam sono stati formati all’estero, per cui degli imam estremisti nominati da altri per anni hanno indottrinato gli adepti senza che lo Stato mettesse bocca.

    Adesso Macron sta cercando di cambiare le cose, controllando le moschee e creando dei corsi e certificazioni nazionali per gli imam che verranno quindi formati in Francia. Non conosco bene il modello di immigrazione svedese ma credo che anche lì ci sia stata una forma di ghettizzazione.

  3. Fino a prova contraria in Svezia c’è libertá di parola e pensiero. Quello che non è accettabile è la violenza delle proteste per appunto aver bruciato un libro che va pure contro l’ordinamento statale e principi dello stato.

  4. Da una parte provocatori fascisti che fanno quello che sanno fare meglio da un secolo a questa parte: soffiare sul fuoco per poi proporsi come pompieri.

    Dall’altra una massa di gente incazzata col mondo molto incline alla violenza, fuoco perfetto da alimentare per i provocatori di cui sopra.

    In mezzo una società incapace di gestire nessuno dei due gruppi per paura di intaccare una mitizzata libertà di espressione, che ha pensato che coprire quella gente incazzata di soldi fosse un buon modo per tenerli zitti e nascosti ma che ora non basta più.

    Non so, sarà che da italiano sono abituato ad un certo livello di tensione politica e sociale che per gli svedesi è apparentemente sconosciuto e giunge nuovo in questi anni, ma sono anni che non vedo gesti, iniziative e politiche che non siano altro che benzina sul fuoco, un fuoco che vogliono fare finta che non esista perché il mantenimento dello status quo è più importante della tenuta democratica del proprio paese. Che stiano attenti, perché verrà il giorno in cui si presenteranno i pompieri…

  5. Essendo un post abbastanza controverso (rateo upvote/commenti) suggerisco a tutti di leggere, per chi può, Latitudes and Longitudes di Thomas Friedman.

    Scritto nell’immediato post 9/11, in stile diario di bordo illustra i pensieri dell’autore (corrispondete Middle East NYT) nei mesi successivi all’attacco. Ovviamente il libro e già datato, il futuro a cui l’autore si riferisce e gia passato da 5 anni e chiaramente sappiamo tutti “come va a finire”. Però i suoi pensieri sono molto utili nel capire come gia da tempo la situazione politica locale degli stati arabo musulmani “amici” veniva dirottata (scusate) dai loro stessi governi, più o meno apertamente, per mantenere il controllo politico. Sfortunatamente non possiamo dire che la situazione dell’estremismo violento sia minore al 2001, quindi sotto sotto sappiamo tutti che a qualcuno torna in tasca che ci sia una generazione intera incazzata con un nemico puramente ideologico.

  6. ritaliani che difendono i roghi di libri mentre accusano gli altri di essere fondamentalisti liberticidi. oh the irony.

  7. Mi sembra di capire dai vari commenti che in Italia, alla fine, il fatto di essere lenti e disordinati a fare le cose, ha aiutato a fare integrare in maniera più naturale gli immigrati. Personalmente lo vedo perché a lavoro da me ci sono tante etnie e culture diverse, ma tutti sono uguali davanti ad uno spritz dopo lavoro, anche durante il Ramadan 😎

  8. Sento parlare di Paludan da un pezzo, tramite mia moglie danese. È ovviamente un provocatore, ed essendo avvocato sa fino a che punto spingersi e quando fermarsi per non incorrere in conseguenze legali.
    Chi protesta dimostra che non ha assorbito i principi base delle nostre società e come tale non merita di farne parte.

  9. Il punto è che non sono per nulla integrati in quei paesi, stanno per I fatti loro ed è come se crescessero nel loro paese di origine

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