Con un caffe lungo come quello in foto, il vero rischio è cagarsi addosso.
La domanda successiva sarebbe: ma qual è l’area che lo schiavo dovrebbe occupare per essere coperto nel caso gli cadesse una trave in testa?
Quindi per copertura Inail assicurata, solo liofilizzato da casa con acqua calda del rubinetto.
Mi sembra ragionevole:
“la Cassazione che ha accolto il ricorso dell’Inail contro indennizzo e invalidità del 10% in favore di una impiegata della Procura di Firenze che si era rotta il polso cadendo per strada mentre, autorizzata, era uscita per un caffè”
Mi sembra sensato. Sarebbe assurdo il contrario
Giusto per chiarire un po’ di roba: la PAUSA LAVORATIVA è regolamentata dalle leggi sul lavoro, e (quasi) tutti ne hanno diritto entro i limiti indicati dalla legge: 10 minuti se la giornata lavorativa è di più di 6 ore, poi ciascun CCNL integra con pause aggiuntive più pausa pranzo. Alcune categorie specifiche (lavoratori in ruoli usuranti, videoterminslisti e via dicendo) hanno pause tagliate sul tipo di lavoro che fanno. Cosa un lavoratore faccia durante quelle pause sono un po’ cazzi suoi finché rispetta leggi nazionali ed i regolamenti aziendali – prendersi il caffè è un’abitudine, non un diritto. Il diritto è fare pausa, che è una roba un pochino diversa.
In questa sentenza la magistratura dà ragione all’INAIL che aveva contestato ad una dipendente la richiesta di malattia, perché si era infortunata fuori dal luogo di lavoro mentre andava a prendersi un caffè. Che il suo responsabile l’avesse autorizzata ad uscire l’ha messa al riparo solo da accuse di assenza ingiustificata: non sono i manager delle aziende o della PA infatti a decidere fino a che punto si estende la copertura assicurativa. Siccome la signora non era uscita dall’ufficio per svolgere un lavoro ma perché aveva voglia di un caffè la corte ha decretato che non si trattava di infortunio sul lavoro perché la pausa poteva tranquillamente farsela in ufficio a fare mille altre cose
Giusto perché già si vedono i primi post su schiavi e padroni. Ogni tanto approfondire non fa mai male
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Con un caffe lungo come quello in foto, il vero rischio è cagarsi addosso.
La domanda successiva sarebbe: ma qual è l’area che lo schiavo dovrebbe occupare per essere coperto nel caso gli cadesse una trave in testa?
Quindi per copertura Inail assicurata, solo liofilizzato da casa con acqua calda del rubinetto.
Mi sembra ragionevole:
“la Cassazione che ha accolto il ricorso dell’Inail contro indennizzo e invalidità del 10% in favore di una impiegata della Procura di Firenze che si era rotta il polso cadendo per strada mentre, autorizzata, era uscita per un caffè”
Mi sembra sensato. Sarebbe assurdo il contrario
Giusto per chiarire un po’ di roba: la PAUSA LAVORATIVA è regolamentata dalle leggi sul lavoro, e (quasi) tutti ne hanno diritto entro i limiti indicati dalla legge: 10 minuti se la giornata lavorativa è di più di 6 ore, poi ciascun CCNL integra con pause aggiuntive più pausa pranzo. Alcune categorie specifiche (lavoratori in ruoli usuranti, videoterminslisti e via dicendo) hanno pause tagliate sul tipo di lavoro che fanno. Cosa un lavoratore faccia durante quelle pause sono un po’ cazzi suoi finché rispetta leggi nazionali ed i regolamenti aziendali – prendersi il caffè è un’abitudine, non un diritto. Il diritto è fare pausa, che è una roba un pochino diversa.
In questa sentenza la magistratura dà ragione all’INAIL che aveva contestato ad una dipendente la richiesta di malattia, perché si era infortunata fuori dal luogo di lavoro mentre andava a prendersi un caffè. Che il suo responsabile l’avesse autorizzata ad uscire l’ha messa al riparo solo da accuse di assenza ingiustificata: non sono i manager delle aziende o della PA infatti a decidere fino a che punto si estende la copertura assicurativa. Siccome la signora non era uscita dall’ufficio per svolgere un lavoro ma perché aveva voglia di un caffè la corte ha decretato che non si trattava di infortunio sul lavoro perché la pausa poteva tranquillamente farsela in ufficio a fare mille altre cose
Giusto perché già si vedono i primi post su schiavi e padroni. Ogni tanto approfondire non fa mai male