Julian Assange, sì del giudice all’ordine di espatrio negli Usa: manca l’ok del governo inglese

10 comments
  1. Sembra sia sempre più vicino il momento in cui Julian Assange verrà trasferito negli Stati Uniti per essere processato. Che ne pensate?

  2. Cosa ne penso? Che i parenti e amici di Assange dovranno scegliere tra mogano o ebano per la cassa, se effettivamente sarà estradato negli USA (cosa alquanto probabile, evidentemente).

    Assange ha scoperchiato il proverbiale “vado di Pandora”, gli Stati Uniti sono la prima potenza mondiale e non hanno fatto una bella figura (per usare un eufemismo): il sillogismo sarà completato dall’estradizione oltre oceano.

  3. L’ultimo passaggio formale prima dell’estradizione (e non espatrio, che è volontario) è l’autorizzazione della ministra dell’interno Priti Patel.

  4. Che schifo! Non saprei che altro dire riguardo questa vicenda. Consiglio a chi voglia approfondire il libro *Il potere segreto* di Stefania Maurizi; anche se non ho ancora concluso la lettura lo sto trovando veramente interessante. C’è anche una discussione al riguardo su r/Libri (il post non è mio).

  5. Quando esponi le malefatte della classe dirigente sei una spia, quando ti spiano pure mentre stai cagando con lo smartphone in mano è un sano modello
    di business adottato dai partner privilegiati della sicurezza collettiva della più grande democrazia al mondo.

    E comunque, che pena gli inglesi, dall’impero su cui non tramonta mai il sole alle troiette preferite della loro ex colonia, senza nemmeno un moto d’orgoglio, almeno per piegare noi italiani ci hanno dovuto scaricare addosso un milione e mezzo di soldati..

  6. Una cosa che non ho ancora capito è se le accuse ad Assange sono giustificate o se partono da presupposti e questioni di responsabilità essendo a capo di Wikileaks.

  7. A me la cosa che fa arrabbiare è che nonostante grazie a WikiLeaks si sia venuto a conoscenza delle porcate che gli USA hanno fatto in giro per il mondo (ie. crimini di guerra con tanto di video) molto si infervoriscano contro di lui.

    Secondo me la reazione dovrebbe essere l’opposto, chi aiuta a portare la verità sulle malefatte anche del proprio paese deve essere tutelato e non condannato.

  8. Ammettiamolo, non è una bella pagina per le democrazie occidentali.

    Per non parlare poi del primo arresto in Svezia per “stupro”, ovvero un preservativo che si sarebbe sfilato durante un rapporto, facendo venir meno l’elemento del consenso che sarebbe stato quello ad un rapporto col preservativo.

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