Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento dedicato al Palazzo Ducale. Nello [thread](https://www.reddit.com/r/italy/comments/u3qs6l/palazzo_ducale_di_venezia_parte_6/) scorso siamo scesi al [primo piano](https://i.imgur.com/LKKDW2W.jpg), dove abbiamo visto, tra le altre cose, la Sala del Maggior Consiglio che ospita la tela più grande al mondo.

Riprendiamo la visita spostandoci nella [Sala dello Scrutinio](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Sala-Scrutinio2.jpg). Situata nell’ala ovest del palazzo, la sala inizialmente si chiamava *della Libreria* perché aveva la funzione di archivio: qui infatti era collocata la Libreria Marciana, che ospitava importanti manoscritti come quelli di Petrarca e Bessarione. Nel 1532, a causa del sempre maggior numero di partecipanti al Maggior Consiglio, venne deciso di spostare qui le operazioni di conteggio elettorale e deliberativo. In seguito alla costruzione della Libreria Sansoviana (oggi parte del Museo Correr) l’archivio venne spostato interamente lì e la sala rimase destinata unicamente al conteggio dei voti per l’elezione del Doge, da qui il nome dello *Scrutinio*.

Il grande incendio del 1577 scoppiato nella sala, che coinvolse anche il Maggior Consiglio, distrusse completamente l’apparato decorativo. Quello che vediamo oggi è quasi tutto frutto del massiccio restauro avvenuto tra il 1578 e il 1615. Il [soffitto](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Sala-Scrutinio.jpg) fu progettato da Cristoforo Sorte ed è composto da una quarantina di dipinti incorniciati da una ricca decorazione lignea dorata. I cinque posti al centro mostrano importanti [vittorie](https://i.imgur.com/dkAmBgy.jpg) di Venezia contro le altre repubbliche marinare, mentre quelli restanti sono tutte allegorie. Appena [sotto](https://i.imgur.com/B4u8qBV.jpg) il soffitto sono presenti i ritratti degli ultimi 42 dogi di Venezia, da Lorenzo Priuli a Ludovico Manin. Sulla parete sud si trova il [Giudizio Universale](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Statue-rizzo-in-scrutinio.jpg), realizzato da Jacopo il Giovane dopo aver perso il concorso per il Paradiso nella Sala del Maggior Consiglio. Subito [sopra](https://i.imgur.com/j1HTwrA.jpg), in alcune mezzelune come quelle dei dogi, sono raffigurati i quattro evangelisti e i quattro profeti. Gli altri dipinti sulle pareti rappresentano battaglie vinte da Venezia sul mare tra l’809 e il 1656. La più grande e suggestiva è [La battaglia di Lepanto](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/ac/Battle_of_Lepanto_1595-1605_Andrea_Vicentino.jpg) di Andrea Vicentino, contornata poi da altre vittorie come [La vittoria contro i turchi ai Dardanelli](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Vittoria-Dardanelli-Liberi.jpg) e [La conquista di Tiro](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3e/VASSILACCHI%2C_Antonio_-_Conquest_of_Tyre_-_1590.JPG). Sulla parete nord, la porta che conduce alle scale è contornata da un maestoso [arco](https://i.imgur.com/43klhRh.jpg) trionfale dedicato a Francesco Morosini. L’arco fu costruito subito dopo la sua morte per celebrarne la grandezza e le sue conquiste: Morosini è ritenuto l’ultimo grande Doge della Repubblica (1688-1694) e gli diedero il soprannome di *Peloponnesiaco* per le vittorie ottenute in Grecia.

Lo Scrutinio si presentava ai visitatori così come l’avete vista fino a qualche settimana fa: oggi invece si trova in [questo](https://1890056479.rsc.cdn77.org/rivista/immagini/2022/fn/anselm-kiefer-sala-scrutinio-palazzo-ducale-venezia.jpg) stato per una mostra di arte contemporanea di Anselm Kiefer dal titolo *Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce*. Attraversando il piccolo [corridoio](https://i.imgur.com/1lypz5d.jpg) per tornare nel Maggior Consiglio possiamo notare sulla parete due targhe. La [prima](https://www.serenissima.news/wp-content/uploads/2022/04/1848-resistere-a-ogni-costo-scaled.jpg) fu posta nel 1881 in ricordo del voto del 1848 che Venezia non si sarebbe mai arresa agli austriaci.

​

**Story time – Repubblica di San Marco**

Il 1848 fu l’anno in cui molte città europee ed italiane insorsero contro i regimi assolutisti. Anche a Venezia vi era un movimento sovversivo ed era guidato da Daniele Manin, Niccolò Tommaseo e altri patrioti veneziani. Nonostante l’azione di Manin fosse caratterizzata da una lotta moderata e legale, venne ordinato il suo arresto all’inizio della primavera. Il 17 marzo, una folla si radunò in Piazza San Marco per chiedere la sua liberazione e il governatore della città, preoccupato dai possibili disordini, accolse la richiesta e ordinò la loro [liberazione](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/ec/Daniele_Manin_Repubblica_di_Venezia.jpg). Questa azione, secondo Manin, era segno della debolezza dell’impero austriaco e giunse alla conclusione che un’insurrezione fosse l’unico modo di garantire la libertà di Venezia. Il giorno dopo alcuni soldati spararono su dei dimostranti in piazza e causarono diversi morti. Il governatore, preoccupato che la situazione in città potesse degenerare, chiese aiuto a Manin il quale suggerì di creare una guardia civica, cioè un gruppo di cittadini armati che mantenessero l’ordine pubblico. Nei giorni seguenti sembrava che la situazione fosse tornata alla normalità ma la notizia dell’insurrezione di Milano segnò a Manin che i tempi erano maturi. L’azione ebbe inizio la mattina del 22 marzo, quando gli operai dell’Arsenale uccisero a sprangate l’odiato comandante, il conte Marinovich. Il reggimento austriaco presente in città cominciò a radunarsi per riportare la calma ma i numerosi soldati veneti presenti tra le sue fila si rifiutarono di obbedire agli ordini e ammutinarono. La sera stessa il colonello Zichy firmò la capitolazione e i soldati stranieri lasciarono Venezia. Si insediò quindi un governo provvisorio, con Manin presidente e ministro degli affari esteri, che assunse il nome di Repubblica di San Marco. I fatti di Venezia si diffusero ben presto nella terraferma e si crearono due fazioni: chi voleva evitare di combattere contro gli austriaci e chi voleva cacciare gli invasori a tutti i costi. L’esercito austriaco era colto alla sprovvista e, per evitare scontri inutili, abbandonarono le città senza combattere. L’insurrezione e la cacciata degli austriaci da Milano e Venezia convinse Carlo Alberto di Savoia a dichiarare guerra all’Austria, iniziando così la prima guerra d’indipendenza italiana. Le operazioni militari però non proseguirono con molto successo e gli austriaci cominciarono a riconquistare alcune città e ben presto quasi tutto il veneto tornò sotto il loro controllo. A maggio del 1849 l’esercito austriaco era alle porte di Venezia e, trovando una forte resistenza lungo il ponte della ferrovia, iniziarono il bombardamento della città. Dopo qualche mese di combattimento la situazione in città non era più sostenibile e Manin, investito di pieni poteri, trattò la resa che venne firmata il 22 agosto 1849. Gli austriaci rientrarono a Venezia e decretarono la fine della Repubblica di San Marco dopo appena un anno e mezzo dalla sua nascita.

L’altra [lapide](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/9b/Lapide_Plebiscito_Veneto_1866.jpg) nel corridoio è invece a ricordo del plebiscito che si tenne nel 1866 in cui i veneziani scelsero l’unione con l’Italia. Gli austrici, infatti, concordarono di cedere il veneto ma, non avendo relazioni ufficiali con il neo stato della penisola, concordarono di cedere i territori alla Francia che, a sua volta, li avrebbe ceduti all’Italia. Era però presente nel trattato una clausola in cui la Francia si disse pronta a riconoscere la cessione solo se espressa dalla volontà del popolo stesso. Si tenne così un plebiscito nelle giornate di 21 e 22 ottobre. La vittoria del sì fu schiacciante e i risultati furono annunciati dal balcone della sala dello scrutinio. Venezia si liberava così di settant’anni di dominio straniero.

Il nostro percorso prosegue poi nella Sala della [Quarantia Criminale](https://www.invenicetoday.com/musei/Musei-Civici/Museo-di-Palazzo-Ducale-Venezia/images/sala-quarantia-criminal/Sala-della-Quarantia-Criminal-Palazzo-Ducale-Venezia.jpg). Si trattava di una magistratura che si occupava di sentenze nell’ambito penale. I suoi membri facevano parte del senato ed erano investiti anche di poteri legislativi. Data la serietà dell’organo, la stanza non presenta decorazioni ricche, se non i stalli e i mobili lignei del XVII secolo. La sala successiva, detta [dei Cuoi](https://i.imgur.com/ydFXoJW.jpg), era invece l’archivio della quarantia. Qui vi erano alcuni armadi, come quello nella foto, in cui venivano conservati i documenti di tutti i processi. Il nome della sala è dovuta al fatto che le pareti sono ricoperte da [cuoi](https://i.imgur.com/rqgPuE9.jpg) lavorati a mano e decorati con una sottile foglia d’oro dai cosiddetti *cuoridoro*.

La terza e ultima [sala](https://i.imgur.com/CH94X7I.jpg) di questa parte del palazzo era dedicata al Magistrato alle Leggi. Creato nel 1553, era un organo formato da 3 patrizi che avevano il compito di far osservare le norme che regolavano l’avvocatura. Le [decorazioni](https://i.imgur.com/14FXuZu.jpg) sulle pareti sono in stoffa e risalgono al XIX secolo: si tratta infatti dell’unica sala che è stata ridecorata completamente dopo la caduta della Serenissima nel 1797. Oggi la sala è chiamata anche del *Bosch* per la presenza dell'[Inferno](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/02/19_1.jpg) del pittore fiammingo Hieronymus Bosch.

Il percorso prosegue poi scendendo da una scala e arriviamo così al famoso [Ponte dei Sospiri](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Suggestioni-Ponte-sospiri.jpg). Realizzato nel 1614, serviva a collegare il palazzo al nuovo edificio che ospitava le prigioni. Si tratta di un ponte chiuso e coperto ed è costituito da due [corridoi](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Prigioni-nuove.jpg) separati da una parete. Il nome risale all’epoca romantica (si dice sia stato Lord Byron ad [inventarlo](https://i.imgur.com/P1EV0B0.jpg)) e si riferisce al sospiro che il prigioniero emette alla vista, attraverso una piccola [finestra](https://i.imgur.com/VTZ5F30.jpg), della laguna mentre viene portato in cella.

Arriviamo quindi alle Carceri Nuove. Venezia, anticamente, era dotata di carceri presso l’antico palazzo governativo a Rialto, e oggi ne porta ancora il [nome](http://www.veneziatiamo.eu/pictures/Fondamentadelapreson_SANPOLO_04.jpg). Con lo sviluppo del Palazzo Ducale le prigioni furono spostate presso la nuova sede e si trovavano al piano terra sotto la loggia orientale. Avevano il nome di Prigioni dei Pozzi perché spesso vi entrava l’acqua (soprattutto con l’alta mare) e per le pessime condizioni in cui si trovavano. Si decise quindi di costruire un edifico al di là del Rio del Palazzo, e collegato poi dal ponte dei Sospiri, completamente destinato a funzioni carcerarie. Si trattava all’epoca di uno dei primi esempi, se non addirittura il primo in Europa, di [edificio](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e9/9463_-_Venezia_-_Prigioni_nuove_%281589-1616%29_-_Foto_Giovanni_Dall%27Orto%2C_12-Aug-2007.jpg) isolato destinato alla funzione di prigione di Stato. Era formato da vari [corridoi](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Prigioni-nuove2.jpg) che collegavano tutte le stanze e alcune [porte](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Prigioni-nuove6.jpg) strategicamente posizionate per isolare interi blocchi in caso di una qualsiasi emergenza. Le [celle](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Prigioni-nuove5.jpg) erano rivestite con tavole di legno di larice inchiodate sulle pareti, pavimento e volta. Il percorso prosegue su più piani della prigione e , se il percorso non fosse segnato, sarebbe assai facile perdersi. Concluso il giro, si ripercorre il [Ponte dei Sospiri](https://i.imgur.com/qDdiTOl.jpg) per tornare al palazzo.

Arriviamo quindi alla piccola [Sala dei Censori](https://i.imgur.com/v5g3Vmy.jpg). Formato nel 1517, era un organo consulente formato da due membri. Il loro compito era quello di reprimere il broglio, la corruzione elettorale e difendere l’integrità delle istituzioni pubbliche. Sulle [pareti](https://i.imgur.com/Q0thSXq.jpg) sono ritratti vari magistrati che hanno coperto la carica nel corso degli anni, mentre subito sotto sono presenti gli stemmi delle famiglie rappresentate.

Subito dopo troviamo la [Sala dell’Avogaria de Comun](https://www.invenicetoday.com/musei/Musei-Civici/Museo-di-Palazzo-Ducale-Venezia/images/sala-della-avogaria/Sala-della-Avogaria-Palazzo-Ducale-Venezia.jpg). Era una magistratura molto antica, risalente al XII secolo, e composta da tre membri chiamati Avogadori. Questi non erano che degli avvocati dello stato con il compito di tutelare il principio di legalità e la correttezza nell’applicazione delle leggi. Sulle pareti vediamo alcuni [avogadori](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-San-Marco-in-gloria-e-avogadori-Domenico-Tintoretto-Sala-Avogaria.jpg) che hanno ricoperto la carica e, cosa che piaceva assai all’epoca, rappresentare la loro nomina come un volere [divino](https://palazzoducale.visitmuve.it/wp-content/uploads/2021/05/MUVE-DUCALE-Domenico-tintoretto-tre-Avogadori-Sala-Censori.jpg). Vi è presente anche una [lapide](https://i.imgur.com/CYT7X3g.jpg) che recita in latino: *Per prima cosa indagate sempre con diligenza e sentenziate con giustizia e carità. Non condannate in base a proprio arbitrio, prima trovate la verità e dopo proferite u equo giudizio. Ciò che non volete sia fatto a voi non fatelo ad altri.* Era un monito agli avvocati per svolgere il loro ruolo in modo adeguato e imparziale, visto che erano anche gli unici magistrati all’interno del palazzo a ricevere un compenso per il loro lavoro.

Tra i compiti degli avogadori rientrava anche quello di vegliare sulla purezza del corpo aristocratico. Questo avveniva tramite il Libro d’Oro che era custodito nella vicina Sala dello Scrigno. La classe nobiliare veneziana aveva trovato un pretesto legale alla loro esistenza e al loro stato di patrizi tramite la Serrata del Maggior Consiglio del 1297. Per tutelare lo stato dell’aristocrazia nel XVI secolo vengono adottate alcune misure come il divieto di matrimoni tra patrizi e cittadini comuni e un maggior controllo sui titoli nobiliari. Questi controlli avvenivano anche tramite la compilazione del Libro d’Oro delle nascite: si trattava di un libro in cui venivano registrate le nascite e i battesimi dei patrizi. Se il tuo non compariva nel libro allora non eri considerato un patrizio e non potevi partecipare alla vita politica dello Stato. Questo libro era custodito in uno [scrigno](https://i.imgur.com/rdFrgSX.jpg) che conteneva anche tutti i documenti inerenti alla legittimità dei titoli.

Questa era l’ultima sala del palazzo, da qui si prosegue nel bookshop e nella caffetteria al piano terra per poi concludere il tour nel [cortile](https://digilander.libero.it/nic.elv/Venezia%20di%20E.%20T.%20-%20giugno%202010/slides/Foto%20028%20-%20Palazzo%20Ducale%20-%20il%20cortile%20e%20facciata%20dell%20orologio.jpg) dove finisce anche il nostro viaggio all’interno del Palazzo Ducale di Venezia. Spero di esservi stato di buona compagnia e di avervi proposto, anche se solo in parte, la storia e l’arte che questo luogo ha da offrire. E se mai vorrete visitarlo avrete dietro una conoscenza che alla maggior parte dei visitatori manca.

Se avete dubbi, curiosità o semplicemente qualcosa non vi è chiaro chiedete pure nei commenti.

2 comments
  1. Grazie davvero! È una bella guida e si imparano un sacco di cose interessanti! Ho letto tutte le parti e sono tutte belle. Bravo!

Leave a Reply