Il Portogallo ha vietato di contattare i dipendenti dopo l’orario di lavoro (ed inserito un altra serie di misure volte a migliorare il bilanciamento vita-lavoro)

6 comments
  1. **Breve inciso**: perchè penso sia importante anche per noi? Il Portogallo non è una superpotenza economica, non ha un sistema lavorativo come ad esempio i paesi scandinavi, ed ha i nostri stessi problemi di natura economica oltre che di disoccupazione. Per questo motivo passi in avanti nella gestione del lavoro, e nel benessere del lavoratore, sono fondamentali.

  2. Nell’articolo parlano anche di un rimborso spese per bollette luce e riscaldamento, questo mi sembra un po’ assurdo.

  3. Il Portogallo è un paese di grande lungimiranza: nonostante una situazione economica per nulla brillante e sotto alcuni aspetti fanale di coda dell’Europa, non finisce mai di stupirmi.

    Politica di depenalizzazione su quantità personali di sostanze stupefacenti, sgravi fiscali per nulla indifferenti, ora queste politiche mirate al miglioramento, a tutti gli effetti, del benessere del lavoratore… sembra quasi che la politica lì lavori davvero per le persone. Detto questo, ahimè, rimane un paese piuttosto povero con standard di vità ancora lontani dalla media europea e con tanti altri problemi (tra cui molti problemi sociali, a mio avviso)

  4. Un po ot ma presto dovrò cominciare a fare reperibilità in azienda in caso qualcosa si “rompa” di notte sulle piattaforme software su cui stiamo lavorando, non ho ancora chiesto ma sapete per caso questo tipo di prestazione come/se viene retribuita? Vengono considerati straordinari o diventano straordinari solo in caso mi chiamino e io debba fare effettivamente un intervento?

  5. Ero tentato dallo scrivere “mi trasferisco a Lisbona” ma poi ho pensato: ma sarà facile trovare un posto di lavoro lì?

    E poi comunque ci sta il problema della lingua ma quello lo è sempre stato per quanto riguarda il trasferirsi all’estero.

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