I talk show italiani fanno informazione? – Il Post

23 comments
  1. Non penso servano tante introduzioni. L’articolo copre tutti i punti del dibattito.

    Al di là dei classici dilemmi filosofici sul pluralismo e libertà di pensiero, le varie connotazioni della parola “opinione”, o invitare bastian contrari solo per l’audience… credo che sotto ci sia semplicemente un certo buonismo cristiano per il prossimo.

    Tratta chiunque come vorresti essere trattato, a prescindere da cosa possa aver fatto, e non esistono cazzari, grifter o imbonitori (e anche concedendo possano, comunque non c’è alcun meccanismo per stabilirne la malafede)

    Si può vedere sto ragionamento perverso anche [quando](https://twitter.com/dpatrikarakos/status/1516021964414271494) si sente parlare di “compromesso”, come se necessariamente la verità/giustizia tra due persone che litigano dovesse sempre essere nel mezzo.

  2. No. Il 99% di questi programmi servono solo per fare ascolti trattando i vari argomenti in modo superficiale e con personaggi discutibili.

  3. Non che i tg facciano tanta informazione esaustiva, aggiungerei. A volte mi sembra che per mancanza di tempo le notizie vengano deliberatamente lasciate superficiali in modo da rimandare l’approfondimento ai talk show, dove però si trovano più opinioni che fatti, quindi abbassando complessivamente il livello dell’informazione.

  4. >*In una recente intervista a Fanpage Corrado Formigli, conduttore su La7 del programma Piazzapulita, ha risposto a una domanda sulla necessità di avere come ospite un opinionista che negli ultimi tempi ha fornito ricostruzioni distorte e problematiche sulla guerra in Ucraina: «I critici facciano pace con questa cosa, i talk show devono garantire una pluralità e farlo in modo vivace. Il genere, fino a prova contraria, si compone di due parole: talk e show».*

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    >*Sul tema della predominanza delle opinioni sui fatti nei media italiani è intervenuto criticamente qualche giorno fa il fondatore del Censis Giuseppe De Rita, sul Corriere della Sera: «Non ci sono verità che non possano essere messe in dubbio: tu la pensi così, ma io la penso al contrario e pari siamo. Non ci sono santi, dogmi, decreti, ricerche di laboratorio, tabelle statistiche; vale e resta dominante il primato dell’opinione personale».*

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    Secondo me qui sono riassunti tanti dei problemi del dibattito pubblico attuale

  5. Diciamo che il livello della televisione italiana è decaduto molto: troppe trasmissioni di “informazione”, fatta da giornalisti di salotto (cioè gente che legge i lanci delle agenzie per poi buttarle in pasto ad un dibattito insensato), nani, ballerine, teatranti, esperti e bastian contrari a forza.

    Durante il lockdown, causa lavoro da casa, ho provato a tenermi compagnia con la tv, e era infastidente la quantità di cagate sparate ogni minuto, anche nelle trasmissioni teoricamente più curate (I talk della 7 per intenderci). E questa cosa continua anche adesso, anche durante una guerra sanguinaria dov’è si deve trovare spazio anche per dei dementi che devono sostenere a tutti i costi una o l’altra posizione (anche se in questo caso il peggio è Il professor Orfini, disturbante anche a livello umano).

    Opinione personalissima: lo scopo è solo la produzione di onanismo televisivo che provoca un continuo stato di tensione, il quale sta all’informazione come le mie partite di calcetto stanno ai mondiali.

    Ps: un bel giorno, dopo un paio di mesi, ho smesso di tenermi compagnia con mezzi busti di plastica e sono tornato alla radio, con ore e ore di sano rock. Durante il giorno, cerco nell’universo dell’informazione (dai giornali utili ad incartare il pesce a quelli più prestigiosi) e mi faccio l’idea dell situazione.

  6. A me questo genere di considerazioni lascia sempre basito: anziché dire «Eh, ma i talk show italiani fanno disinformazione presentando bugie sotto la falsa veste di pluralità d’opinione»… ecco, se questo non va bene, ***perché non denunciare?***

    A volte sembra quasi che nessuno consideri—o ricordi—che il nostro codice penale *già ora* criminalizza la diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose quando queste siano atte a turbare l’ordine pubblico ([art. 656 c.p.](https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-terzo/titolo-i/capo-i/sezione-i/art656.html)).

    La legge protegge già dalle fake news. Quindi o un contenuto la infrange, oppure no: non c’è bisogno di fare appelli morali ai talk show, o bacchettare i conduttori che non fanno moderazione e ammettono ‘tutti’… il reato c’è, se qualcuno pensa di aver sentito una fake news che può affliggere l’ordine pubblico allora basta che denunci; altrimenti è come uno che vede un tizio con una pistola che potrebbe essere vera come potrebbe essere giocattolo, ma lui è sicurissimo che fosse vera e carica—e poi non va a dire nulla alla polizia.

  7. In generale la componente *show* prende il sopravvento sul resto, e non solo nei talk. Talent, reality e game show sono programmi dove spesso di talento, realtà o gioco c’è ben poco. Ma è fisiologico di chi deve tenere attaccato un pubblico, su qualsiasi altra piattaforma sarebbe uguale nel momento in cui il pubblico diventasse variegato come quello televisivo, e sta già succedendo per lo streaming.

  8. No .. e se non siete d’accordo facciamo un bel talk show! Io porto i secchi di merda, chi porta i dischi di piscio?

  9. Alla fine quanto sono gli ascolti il 5%? Il 7% forse? Ah beh non vedo tutta questa influenza.

    E comunque nessuno fa informazione ma intrattenimento tranne le agenzia di stampa.

  10. L’unica vera informazione la fa la radio della Confindustria, dalle 18.30 alle 20.30. In base all’umore di Barisoni anche 18.35.

  11. I talk show fanno informazione, raccontata però come vuole il conduttore o chi gestisce la rete. Mi pare ovvio ormai per esempio che i talk show di rete 4 siano orientati verso la destra e quelli di La7 un po’ più misti.
    Ipotizziamo per esempio ci sia una nave ONG in attesa di entrare in un porto italiano. Se seguo Mario Giordano dirò “questi immigrati non devono sbarcare”, se seguo Diego Bianchi dirò “fateli sbarcare immediatamente”

    Oltre questo come già detto da altri commenti è tutto molto intrattenimento, forse anche per attirare l’attenzione.

  12. Mia madre c’è fissata coi talk show di attualità quindi ne ho visti molti. *MOLTI*.

    Sinceramente trovo che, specialmente nell’ultimo periodo, abbiano fatto danni assurdi.

    Sono tutti incredibilmente sbilanciati vero “l’infotainment” e recentemente full on propaganda.

    Parecchi programmi che un tempo stimavo hanno lasciato ampio spazio a decerebrati con idee nocive e propagandistiche dandogli libero accesso a milioni di persone senza neanche capire che ponendoli come “contraddittorio” stanno esaltando le loro posizioni complottiste come “al pari” di tutte le altre (edit ad esempio guardando formigli l’altro giorno mi ritrovo quell’elemento di bannon in prima serata in italia)

    L’unico che penso sia un po’ digestibile al momento è Floris (di martedì) ma perché lui è molto bravo a prima riassumere le farneticazioni varie in un discorso coerente ed è also completamente padrone del programma, cosa che fa piacere quando zittisce il borioso di turno che parte per la tangente o il reazionario che inizia ad urlare.
    In generale però, etica a parte, creano un senso della politica strillona ed una cultura del dibattito malata nella quale è impossibile analizzare una proposta od un’ideologia nel merito perché, essenzialmente, non si vuole bruciare ponti.

    Il fatto che qualcuno come Travaglio sia scoppiato tramite appunto questi talk show è abbastanza per capire che tipo di impostazione hanno questi programmi.

    posso parlare bene solo di Linea Notte, sinceramente, che guardo poco ma trovo sempre un programma di approfondimento interessante.

  13. No per niente si parla di fuffa per ore e ore invitando personaggi stramboidi perché per qualsiasi cosa ci vuole sempre la parte contraria, anche per la scienza dove per controbattere servono prove e dati, invece vengono chiamati filosofi preti o medici omeopatici.

  14. Io mi chiedo sempre, come posso informarmi e/o capire le argomentazioni di una delle parti se sistematicamente si parlano uno sopra l’altro?
    E pare quasi che lo fanno apposta, nei momenti di “silenzio” non parla nessuno, appena uno accenna un movimento di bocca, parla anche il cameraman

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