
Ottant’anni fa veniva sganciata l’atomica su Hiroshima: l’impossibilità di vedere ciò che uccide, non una bomba, ma un veleno che avvelena il futuro stesso
by Wise_Stick9613

Ottant’anni fa veniva sganciata l’atomica su Hiroshima: l’impossibilità di vedere ciò che uccide, non una bomba, ma un veleno che avvelena il futuro stesso
by Wise_Stick9613
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Ottant’anni fa alle 08:15 del 6 agosto 1945, i militari statunitensi sganciavano la bomba atomica Little Boy sulla città di Hiroshima, a cui fece seguito, tre giorni dopo, lo sgancio della bomba atomica Fat Man su Nagasaki.
Si stimò un numero di vittime dirette fra le 150.000 e le 220.000 persone, quasi interamente civili, a cui vanno aggiunte le vittime delle ustioni e delle radiazioni degli anni successivi.
Volevo provare a ricordare l’evento proponendo due articoli di Avvenire:
* il primo (quello condiviso nel post) affronta il tema della paura: ve lo consiglio perché penso sia scritto molto bene e dà ottimi spunti di riflessione: “L’atomica è diventata simbolo dell’irreparabile, dell’umano che sfugge al controllo umano. E proprio in questo sta il suo potere più profondo: non nel distruggere città, ma nel trasformare la percezione della vita stessa come qualcosa di fragile, minacciata da ***un nemico che non ha odore, colore, forma***. Che inquieta. È qui che si annida la vera “pioggia di distruzione”: nel tempo lungo, nel futuro rubato, nella vita resa dubbia. Un’atomica può radere al suolo una città. Ma può, molto più a lungo, distruggere l’idea stessa di mondo sicuro”
* il secondo parla di un aspetto che mi era sconosciuto, quelli degli *hibakusha*: [Hiroshima e Nagasaki, il senso di colpa dei sopravvissuti](https://www.avvenire.it/mondo/pagine/hiroshima-e-nagasaki-il-senso-di-colpa-dei-sopravvissuti). Hibakusha è il termine con cui ci si riferisce ai sopravvissuti della bomba atomica, sopravvissuti che subirono l’emarginazione sociale da parte della stessa società giapponese. Se può interessare l’ho pubblicato anche su r/Cattolicesimo perché la Chiesa Cattolica di Nagasaki ebbe un piccolo ruolo nel fronteggiare le discriminazioni (nell’articolo c’è proprio la testimonianza di un arcivescovo giapponese).
Sempre bello ricordare le gesta eroiche degli US.
C’è da dire che la propaganda USA funziona alla grande: sono da sempre considerati eroi della seconda guerra mondiale e negli ultimi 50/60 anni non c’è più nessuno che prova nemmeno a metterlo in dubbio
Un gesto da una parte comprensibile, ma dall’altra un crimine inumano e vergognoso.
Diversi importanti storici militari, a partire dal grande Basil Liddell Hart, hanno dimostrato che la guerra sarebbe finita a breve comunque.
Sarebbe stato peggio se non le avessero sganciate
Sono stato da poco a Hiroshima e ho visitato il museo della bomba atomica, le foto e le testimonianze sono agghiaccianti.
I giapponesi sono stati fortunati a essere bombardati solo due volte, se ne meritavano tre
A me fa strano leggere un articolo che parla molto di come ci sono tutti questi effetti dopo l’esplosione senza metterci dei dati. Apparte il “centinaia di migliaia” buttato lì, boh. Altre parti non sono spiegate, ad esempio mi sto chiedendo come questi studi medici erano senza consenso. Li andavano a prendere a casa? Gli ospedali semplicemente passavano cartelle cliniche a chi di dovere? O forse si riferisce a meccanismi culturali, per cui il Giappone è noto, di onore e senso di dovere verso la famiglia e la società? Che cosa hanno rivelato questi studi?
Ci vedo molte evocazioni emotive ma poche cose concrete. Perché nomina la serie dell’ HBO? Poi l’autore si sbaglia, non era l’esperimento che ha portato al meltdown ad avere uno scopo militare ma l’intero impianto: la mancanza di un coperchio di contenimento era dovuta alla necessità di cambiare le barre di combustibile molto spesso.
Il tutto insieme mi dà sto sentore che l’articolo sta provando a dire solo “hanno fatto questa cosa brutta, è veramente brutta, ricordatela sempre”. Tutto giusto per quello.
Trovo poi il mischiarci questioni odierne come la guerra in Ucraina ancora più strano. Si le atomiche sono terrificanti ed è per questo che funzionano come “deterrenza”, l’articolo tratta questa cosa in una frase e mezza come per fare un antitesi a una tesi non esplicitata che vede le armi atomiche come qualcosa di desiderabile o perfino positivo. Il punto è che proprio la deterrenza si fa con armi terrificanti, ma non è solo la distruzione mutuale assicurata. Le nazioni con le atomiche di solito non vengono invase, gli ucraini le avevano e le hanno date via, 30 anni dopo si trovano invasi. Mettere questo assieme ai primi due attacchi atomici di Hiroshima e Nagasaki per dire “le atomiche fanno paura anche oggi e per questi motivi”, mi sembra a livello superficiale un’altra evocazione emotiva, e se dovessi prenderla come analisi più approfondita, trovo assurdo mettere queste due cose assieme.
La seconda guerra mondiale è stato il punto più basso raggiunto dall’uomo. Dopo 80 anni mi si gira lo stomaco a leggere le cose di cui sono stati capaci uomini.
L’atomica è stata la conclusione.
Detto questo, la vita umana nella ww2 non aveva valore
L’unica cosa che mi viene da commentare è che non di è imparato un cazzo
È come se non fosse mai accaduto
Quando si parla di questo argomento, la scusa più utilizzata è: “l’atomica ha salvato vite, il Giappone avrebbe combattuto a oltranza fino alla fine”.
Ci si dimentica sempre della dichiarazione di guerra da parte dell’URSS, con i sovietici che nel giro di 10 giorni avevano già preso la Manciuria ed erano entrati in Corea.
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