25 Aprile a Torino, bruciate bandiere del Pd e della Nato. Bruno Segre a 103 anni sul palco: “In Ucraina i partigiani di oggi, Putin dittatore che finirà male”

10 comments
  1. Tra tanti post di cronaca che si potrebbero fare sul 25 aprile ho pensato che fosse interessante riportare all’attenzione questo. A Torino, dove la Liberazione si festeggia tradizionalmente il 24 sera, in piazza si è vista la frattura tra chi oggi vorrebbe legare la Resistenza a posizioni interventiste e i pacifisti, con a margine un po’ di sano cerchiobottismo istituzionale.

  2. Nella notte a Torino è stata vandalizzata con vernice rossa anche la sede dei Radicali, dopo che gli era praticamente stato impedito di parlare ieri sera

  3. tipico della sinistra sinistra di oggi. Pensano che la resistenza sia roba solo loro. D’altronde il segretario dell’ANPI, che la resistenza non l’ha fatta, è l’ex braccio destro di Cossutta, uno che l’invasione dell’Ungheria o la repressione della primavera di Praga non la condannava perchè parte dell’ala filo sovietica e perchè bisognava salvare il socialismo

  4. Mi fa stupore che si stupisce. Questi sono gli stessi che prendevano a sputi la brigata ebraica, cioè degli italiani che letteralmente hanno preso le armi contro il nazifascismo, perché la bandiera (con la stella a 6 punte) somigliava a quella di Israele.

    E’ da mo’ che i Larpers sono predominanti (perché chi ha preso il fucile è molto vecchio o morto). Se scorro il sito dell’ANPI vedo prese di posizione du referendum costituzionali, immigrazione, giustizia penale, di tutto: la presidente di prima era una professoressa se non sbaglio, questo un ex cossuttiano, tutti e due anagraficamente lontani dal conflitto.

    Segre è uno che si è preso le pallottole dai fascisti e poi gli insulti da questi cerebrolesi. Temo che il suo augurio “putin dittatore che finirà male” non si avveri a breve, ma incrociamo le dita!

  5. Leggo che gli autori del falò della bandiera della Nato e del PD sono gli esponenti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC). Si chiamano proprio così, esistono dal 2012. E poi c’è chi insinua che non esistono i rossobruni. Per chi non se lo ricordasse, il Fronte della Gioventù era l’organizzazione giovanile del MSI, vi iniziò la sua carriera politica Giorgia Meloni, a 15 anni.

  6. La mia suonerà come un commento cerchiobottista, ma vorrei che si mettessero in ordine alcune cose che sono state messe assieme negli ultimi tempi:
    -a mio parere essere contro la NATO (visto la sua storia e di chi ne fa parte non proprio immacolata) non vuol dire essere filo-putiniani, nè vuol dire che si chieda al popolo ucraino di mettersi a novanta e accettare i missili in arrivo

    – portare le bandiera della NATO alla commemorazione del 25 aprile è voler fare propri festeggiamenti che sono di tutti, così come portare bandiere di qualsiasi partito; si noti che si è detto che le bandiere dell’Ucraina potevano restare (anche perché se dici che sei d’accordo con il resistere a un invasore poi non solidarizzi con chi lo fa, sei stronzo)

    -l’ANPI ha rotto il cazzo. Dovrebbe semplicemente occuparsi di portare avanti la memoria di cos’era la resistenza, con testimonianze dirette quando possibile, dibattiti e altre cose commemorative, ma penso che dovrebbe staccarsi un po’ dalla politica, ma tant’è che queste organizzazioni se ogni tanto non trovano il modo di farsi pubblicità in modo controverso prima o poi tutti se le dimenticano e spariscono

    – fare paragoni tra resistenza italiana e ucraina è difficile, si possono evitare, ma questo non vuol dire che bisogna sminuire la resistenza Ucraina

  7. È un tipico post in cui si scatena il flame. Non so, non reputo la nato degna di partecipare al corteo. Perché? Perché negli anni ha dimostrato di fregarsene della libertà. Inutile ricordare GLADIO, terrorismo nero in Italia e non ecc.
    Ma la vera cosa che mi rattrista di più è che è una festa che è diventata, o lo è sempre stata, divisiva, quando invece, da dx a sx al centro dovrebbe unire tutti nell’idea di libertà e democrazia dei popoli.

  8. L’unica cosa che è sempre riuscita a fare la Festa della Liberazione era tenere unita la sinistra. Quest’anno manco più quello. Che tristezza.

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