> C’è una tendenza delle aziende a spostare gli uffici nei centri città o a uscire verso zone più verdi?
> «Credo di essere stato uno dei pochi l’anno passato a dire che quella dei borghi era una bufala. I borghi italiani sono bellissimi, ma non hanno l’attrattività di una grande città. Certo, con lo smart working potremmo trasferirci a Roccacanotta e andare a Milano solo due volte alla settimana. Tuttavia se ci piace mangiare giapponese, se vogliamo andare a teatro, al cinema d’essai o a un foam party, come faremo?».
Non so dove viva, ma di sicuro tra abitare a Torino in Falchera vecchia od abitare ad Almese (che ha anche un cinema teatro https://www.teatromagnetto.it/) io preferirei la seconda opzione. Certo se una persona abita in centro ci sono molte cose da vedere, ma se poi uno deve andare a lavorare ad autoporto Pescarito, che fa?
> « […] Tuttavia se ci piace mangiare giapponese, se vogliamo andare a teatro, al cinema d’essai o a un foam party, come faremo?»
Quella volta al mese che vai al foam party (?) ci vai in macchina, duh
Sicuramente meglio che andare tutti i giorni in ufficio
Foam party?
TIL esistono i foam party.
“A me piace vivere in città, quindi a tutti deve piacere vivere in città. Inoltre, l’unica città è il centro di Milano. Figa!”
Riassunto: Tutto Tutto, Niente Niente.
Carlo Ratti, 51 anni, 1024 foam party come partecipante e 234 come organizzatore
“Ama il prossimo tuo come io amo i foam party”
Cit.
Nomen omen
Una persona che di lavoro progetta grattacieli per uffici, dice che gli uffici in città sono fondamentali… noway!
Ma va a cagare
“Socialità Socialità Socialità”
michaelscottchedicenopleasegodno.jpg
Foam party con la schiuma poliuretanica
Che poi puoi farlo green quanto vuoi, ma un palazzone costruito affinché la gente ci passi almeno 8 ore al giorno sarà sempre un plus di cui fare a meno, quando lo stesso lavoro si può fare da casa in un posto che comunque esiste perché da qualche parte devo pur dormire.
E’ come quello che succede con le auto: compri la macchina e poi la lasci il 90% della sua vita ferma.
Ovviamente vivere in città offre più intrattenimento, su questo non ci piove, e in certi casi anche più comodità, ma solo se vivi nelle zone giuste e nella città giusta.
A 5 minuti da casa mia ho tutti i bar e locali del mondo la sera non devo nemmeno prendere l’auto.
La mia ragazza può andare tutti i giorni a lavoro coi mezzi e ci mette mezz’ora. Vivessimo in un borgo probabilmente si dovrebbe prendere la patente.
Che mentalità da boomer
Per carità, io non sono per uno smartworking full ma per un ibrido piuttosto… ma questo qui è comunque fuori come un balcone
A R C H I T E T T O. Vedo solo un leggerissimo conflitto di interessi, giusto un po’
tocca fare pulmini per gli anziani senno’ come fanno ad andare a vedere i cantieri nelle periferie
>Tuttavia se ci piace mangiare giapponese, se vogliamo andare a teatro, al cinema d’essai o a un foam party, come faremo?
>
>Se desideriamo l’isolamento possiamo semplicemente lavorare da casa
Ma non è che uno che lavora da casa lo fa dall'[Isola Inaccessibile](https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_Inaccessibile). Uno può lavorare a 20-40 mins da una grande città, ed andare numerosi foam party giapponesi d’essay quando vuole. E comunque si può anche lavorare in parte da casa, in parte in ufficio, facendo in modo che la presenza fisica in ufficio sia veramente tempo di qualità.
Ed ogni caso, saranno gatti miei cosa mi piace e come voglio usare il mio tempo? Magari per me non vale la pena di spendere +60min al giorno di spostamento, per avere il foamsushi disponibile h24, diamo almeno al possibilità di scegliere
Tre regole per l’ufficio del futuro?
«Socialità, socialità, socialità».
Era proprio quello il problema mai friendz, l’obbigo di essere socievoli e friends con tutti, che per fortuna lo smart ha smontato. Il problema attuale (e non legato allo smart ma alla nostra epoca) della difficoltà nel socializzare è concreto e vogliono venderci come soluzione il ritorno in ufficio, furbo no?
La sua visione può anche avere un senso ma rimane nell’ottica dell’ufficio, lo smart proprio non implica l’obbligo di andare in ufficio. Ma lui mangia con i palazzi, è normale che dica così.
E’ parecchio ridicolo comunque.
«Socialità, socialità, socialità».
Da quando non vedo i miei colleghi tutti i santi giorni sto benissimo ed ho un miglior equilibrio lavorativo (stacco all’ora che devo). Mentre prima facevo tardi perché saltava sempre fuori qualcosa all’ultimo ed era difficile dire no. Mai sentito così solo come da quando vivo in una città iper urbana fatta di meeting e attività sociali dopo le quali chi si è visto si è visto. Con lo Smart ho finalmente potuto lavorare dall’Italia per mesi, stare con la famiglia, vedere amici. Quindi più sociale di quando ero costretto a stare a Bruxelles. Inoltre musei e luoghi d’incontro esistono anche fuori dai centri urbani, per non parlare della tranquillità. Non abbiamo tutti le stesse esigenze e lo Smart working risponde proprio a questo
della serie “spariamo una frase fatta!”..
[deleted]
in tutto questo, chissà mai perché, m’è tornato in mente il film Yuppies con Boldi e De Sica..
Ebbasta marchette del Corriere dio santo
Sarà per questo che l’azienda dove lavoro, senza uffici, che assume da 18 paesi diversi, è continuata a crescere piu del 70% YoY anche durante la pandemia.
Ho avuto a che fare personalmente con lui qualche mese fa per lavoro (non dirò di più, non chiedete) e posso dirvi che è una persona di una spocchia infinita e molto scortese, di quelli che “io sso io e voi nun siete un cazzo”. Sembrava incutere gran timore nei suoi dipendenti, e ci ha fatto correre all’infinito perché doveva andare a pranzo con un amico. Boh
La fortuna di esserti costruito il tuo studio *prima* che la coca ti bruciasse tutte le sinapsi, e non dopo. Altri non hanno avuto la stessa fortuna!
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> C’è una tendenza delle aziende a spostare gli uffici nei centri città o a uscire verso zone più verdi?
> «Credo di essere stato uno dei pochi l’anno passato a dire che quella dei borghi era una bufala. I borghi italiani sono bellissimi, ma non hanno l’attrattività di una grande città. Certo, con lo smart working potremmo trasferirci a Roccacanotta e andare a Milano solo due volte alla settimana. Tuttavia se ci piace mangiare giapponese, se vogliamo andare a teatro, al cinema d’essai o a un foam party, come faremo?».
Non so dove viva, ma di sicuro tra abitare a Torino in Falchera vecchia od abitare ad Almese (che ha anche un cinema teatro https://www.teatromagnetto.it/) io preferirei la seconda opzione. Certo se una persona abita in centro ci sono molte cose da vedere, ma se poi uno deve andare a lavorare ad autoporto Pescarito, che fa?
> « […] Tuttavia se ci piace mangiare giapponese, se vogliamo andare a teatro, al cinema d’essai o a un foam party, come faremo?»
Quella volta al mese che vai al foam party (?) ci vai in macchina, duh
Sicuramente meglio che andare tutti i giorni in ufficio
Foam party?
TIL esistono i foam party.
“A me piace vivere in città, quindi a tutti deve piacere vivere in città. Inoltre, l’unica città è il centro di Milano. Figa!”
Riassunto: Tutto Tutto, Niente Niente.
Carlo Ratti, 51 anni, 1024 foam party come partecipante e 234 come organizzatore
“Ama il prossimo tuo come io amo i foam party”
Cit.
Nomen omen
Una persona che di lavoro progetta grattacieli per uffici, dice che gli uffici in città sono fondamentali… noway!
Ma va a cagare
“Socialità Socialità Socialità”
michaelscottchedicenopleasegodno.jpg
Foam party con la schiuma poliuretanica
Che poi puoi farlo green quanto vuoi, ma un palazzone costruito affinché la gente ci passi almeno 8 ore al giorno sarà sempre un plus di cui fare a meno, quando lo stesso lavoro si può fare da casa in un posto che comunque esiste perché da qualche parte devo pur dormire.
E’ come quello che succede con le auto: compri la macchina e poi la lasci il 90% della sua vita ferma.
Ovviamente vivere in città offre più intrattenimento, su questo non ci piove, e in certi casi anche più comodità, ma solo se vivi nelle zone giuste e nella città giusta.
A 5 minuti da casa mia ho tutti i bar e locali del mondo la sera non devo nemmeno prendere l’auto.
La mia ragazza può andare tutti i giorni a lavoro coi mezzi e ci mette mezz’ora. Vivessimo in un borgo probabilmente si dovrebbe prendere la patente.
Che mentalità da boomer
Per carità, io non sono per uno smartworking full ma per un ibrido piuttosto… ma questo qui è comunque fuori come un balcone
A R C H I T E T T O. Vedo solo un leggerissimo conflitto di interessi, giusto un po’
tocca fare pulmini per gli anziani senno’ come fanno ad andare a vedere i cantieri nelle periferie
>Tuttavia se ci piace mangiare giapponese, se vogliamo andare a teatro, al cinema d’essai o a un foam party, come faremo?
>
>Se desideriamo l’isolamento possiamo semplicemente lavorare da casa
Ma non è che uno che lavora da casa lo fa dall'[Isola Inaccessibile](https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_Inaccessibile). Uno può lavorare a 20-40 mins da una grande città, ed andare numerosi foam party giapponesi d’essay quando vuole. E comunque si può anche lavorare in parte da casa, in parte in ufficio, facendo in modo che la presenza fisica in ufficio sia veramente tempo di qualità.
Ed ogni caso, saranno gatti miei cosa mi piace e come voglio usare il mio tempo? Magari per me non vale la pena di spendere +60min al giorno di spostamento, per avere il foamsushi disponibile h24, diamo almeno al possibilità di scegliere
Tre regole per l’ufficio del futuro?
«Socialità, socialità, socialità».
Era proprio quello il problema mai friendz, l’obbigo di essere socievoli e friends con tutti, che per fortuna lo smart ha smontato. Il problema attuale (e non legato allo smart ma alla nostra epoca) della difficoltà nel socializzare è concreto e vogliono venderci come soluzione il ritorno in ufficio, furbo no?
La sua visione può anche avere un senso ma rimane nell’ottica dell’ufficio, lo smart proprio non implica l’obbligo di andare in ufficio. Ma lui mangia con i palazzi, è normale che dica così.
E’ parecchio ridicolo comunque.
«Socialità, socialità, socialità».
Da quando non vedo i miei colleghi tutti i santi giorni sto benissimo ed ho un miglior equilibrio lavorativo (stacco all’ora che devo). Mentre prima facevo tardi perché saltava sempre fuori qualcosa all’ultimo ed era difficile dire no. Mai sentito così solo come da quando vivo in una città iper urbana fatta di meeting e attività sociali dopo le quali chi si è visto si è visto. Con lo Smart ho finalmente potuto lavorare dall’Italia per mesi, stare con la famiglia, vedere amici. Quindi più sociale di quando ero costretto a stare a Bruxelles. Inoltre musei e luoghi d’incontro esistono anche fuori dai centri urbani, per non parlare della tranquillità. Non abbiamo tutti le stesse esigenze e lo Smart working risponde proprio a questo
della serie “spariamo una frase fatta!”..
[deleted]
in tutto questo, chissà mai perché, m’è tornato in mente il film Yuppies con Boldi e De Sica..
Ebbasta marchette del Corriere dio santo
Sarà per questo che l’azienda dove lavoro, senza uffici, che assume da 18 paesi diversi, è continuata a crescere piu del 70% YoY anche durante la pandemia.
Ho avuto a che fare personalmente con lui qualche mese fa per lavoro (non dirò di più, non chiedete) e posso dirvi che è una persona di una spocchia infinita e molto scortese, di quelli che “io sso io e voi nun siete un cazzo”. Sembrava incutere gran timore nei suoi dipendenti, e ci ha fatto correre all’infinito perché doveva andare a pranzo con un amico. Boh
La fortuna di esserti costruito il tuo studio *prima* che la coca ti bruciasse tutte le sinapsi, e non dopo. Altri non hanno avuto la stessa fortuna!
Rats!